Crisi dell’ottavo mese


Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di Beatrice, di 8 mesi, nata prematura di 35+4, ma cresciuta benissimo, allattata esclusivamente con biberon e latte artificiale. Pesa 7.9k circa , lunga 70cm . Pappe pranzo e cena più due biberon uno al mattino (colazione) e uno a sera prima della nanna.
Beatrice ha sempre dormito nel suo lettino e nella sua cameretta, con qualche risveglio notturno a seconda dei giorni, ma cosa risolvibile con ciuccio e un po’ di acqua. Ma da venerdi ad oggi piange per stare nel suo lettino, e si sveglia frequentissimamente, a volte darle il ciuccio non basta più perché vuole essere presa in braccio. Sono solo capricci secondo me perché nel momento in cui la si mette nel lettone smette e dorme beatamente!  Il vizio del lettone non l’ha mai avuto… però forse è bastata una sola volta per renderla furba e consapevole.

Ha qualche consiglio da darmi? Io tra 3 settimane riprenderò il lavoro… non ha mai dato problemi per dormire e ora…

Grazie mille di cuore

Cordiali Saluti

Vista l’età della tua bimba, il suo comportamento mi fa pensare alla crisi dell’ottavo mese, o angoscia di separazione, che ogni bambino sperimenta più o meno in questo periodo quando nella sua psiche inizia a maturare il senso del "sè", cioè la presa di coscienza di essere un soggetto separato dalla madre e non più in totale simbiosi con essa come nei mesi precedenti e, di conseguenza, nel piccolo si fa più pressante l’esigenza di sentirsi vicino alla mamma la cui vicinanza lenisce l’inevitabile stato ansioso vissuto in questo periodo. La notte e i sogni possono diventare angosciosi in quanto in essi vengono rivissute le esperienze del giorno: esperienze di separazione, paura o rifiuto della presenza di una figura estranea che la piccola può avere incontrato, magari anche una persona già conosciuta in precedenza ma che non è la mamma.

Se la tua bimba, assieme a questa agitazione notturna inizia a non comportarsi più come prima con le persone che non frequenta abitualmente, non vuole più essere tenuta in braccio da estranei, a volte rifiuta anche il cibo, piange durante le visite pediatriche  – soprattutto se prima non lo faceva – posso proprio pensare che si tratti di questo.

In tal caso, non ci sarebbe altro da fare che avere molta pazienza, cercando di assecondarla con equilibrio nel suo desiderio di contatto stretto con te quando ne fa richiesta pressante, ma nello stesso tempo senza allarmarti per quanto le sta succedendo in quanto inevitabile tappa maturativa che deve per
forza essere attraversata per crescere psicologicamente. Passerà in alcune settimane o in pochi mesi e la successiva sarà la famigerata tappa dei no e dei capricci che inizierà tra i 15 e i 20 mesi. Suparato anche questo secondo, impegnativo periodo, tutto filerà molto più liscio, almeno fino alla pubertà…

Ma per questa c’è ancora molto tempo!

Un caro saluto, Daniela

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