Crescita neonata con latte artificiale


 

Buongiorno.

Ho una bambina di 47 giorni. È nata di 3,780 per 53 cm, col calo è arrivata a 3,500. Ad oggi pesa 5,020 per 60 cm.

Il mio problema è però questo: la bimba fino a oggi cresceva circa 250 gr a settimana. Questa settimana invece è cresciuta solo 160 gr.

Consideri che capitano giorni che sembra non avere fame, a volte devo svegliarla per la poppata e spesso insistere per farle finire la sua porzione di latte. La sua dose giornaliera si aggira sui 650-700 al giorno. Poi ci son giorni che mangia anche 780, ma la media è questa.

Beve latte artificiale (esclusivamente dalla nascita per miei problemi di salute che mi hanno impedito l’allattamento) Humana 1. Per il resto è una bambina sana, non piange mai (se non quando ha fame), dorme tranquillamente, non soffre di coliche e neanche di rigurgito. Però sinceramente questa crescita inferiore di 100 gr. mi ha lasciata un po’ perplessa… lei cosa mi consiglia?

Grazie,

cordialmente,

Maria


Cara Maria, innanzitutto complimenti per la tua bimbona! Un vero torello!

Dopodiché bisogna ricordarsi che la crescita media settimanale nel primo trimestre di vita si aggira attorno ai 150-200 gr: la maggioranza dei bambini cresce attorno ai 180 gr a settimana, quindi la crescita attuale della tua bimba è più che soddisfacente anche se inferiore a quella delle precedenti settimane.

L’appetito dei bambini è variabile e dipende da tanti fattori, molti dei quali imponderabili: possono avere mangiato molto per un certo periodo e di conseguenza essere cresciuti anche più del normale, poi, di punto in bianco, come se volessero pareggiare i conti, riducono il loro appetito e assestano la loro crescita e possono comportarsi così per alcuni mesi per poi ricominciare con un altro periodo di vivace appetito.

Attualmente il caldo può influire molto sull’appetito perché il dispendio calorico, in questa stagione, è minimo, visto che non si spendono calorie per mantenere la temperatura corporea costante ma, al contrario, si deve sudare e ridurre il metabolismo per non soffrire troppo il caldo.

Nei bambini ancora molto piccoli e, in modo evidentissimo nei prematuri, il dispendio energetico, quindi calorico, per cercare di mantenere costante la temperatura corporea è tale che se l’incubatrice, per esempio o l’ambiente dove vivono, è troppo freddo per loro, anche se mangiano bene, possono non crescere di peso e riprendere a crescere solo se vengono scaldati di più.

Al contrario, quindi, quando fa molto caldo, le calorie necessarie si riducono drasticamente e di conseguenza anche lo stimolo della fame che attualmente è ancora strettamente legato ai reali fabbisogni dell’organismo e non è ancora condizionato da tutti quei significati psicologici ed esistenziali che assumerà in seguito.

Quindi, se la bimba mangia ora un po’ meno mi sembra una cosa normale, soprattutto se ha mangiato un po’ più delle sue reali necessità fino a poco tempo fa. Mediamente, in base al suo peso attuale, dovrebbe assumere attorno ai 750 gr di latte al giorno, ma questo in condizioni normali per quanto riguarda la temperatura: ora, 50-100 gr di meno sono giustificati.

Continua a prepararle 6 pasti al giorno da 150 gr, ma se non finisce il biberon non insistere e non pesarla più ogni settimana ma solo una volta al mese in occasione dei controlli pediatrici. La bilancia mette ansia e contribuisce a fare fissare la mamma sull’equazione: peso= benessere, quindi più peso = più benessere e non c’è nulla di più sbagliato. Anzi, visto che allatti la bimba artificialmente, quindi puoi sapere benissimo quanto mangia al giorno, se hai la bilancia a casa, buttala via o chiudila a chiave e butta la chiave, è un suggerimento spassionato, non te ne pentirai, vedrai.

E soprattutto non insistere per farle finire la poppata: le quantità di latte consigliate sono puramente indicative e non è assolutamente obbligatorio che vengano rispettate fino in fondo, anzi, siccome il latte artificiale viene assunto con meno fatica rispetto al latte materno, intanto le calorie spese per succhiare sono di meno, poi il rischio, a lungo andare, non è la sottoalimentazione, ma proprio il contrario, a causa di una eccessiva dilatazione dello stomaco dalla quale difficilmente si potrà tornare indietro.

La tua bimba, poi, è nata già piuttosto robusta di sua natura, quindi con un numero di cellule adipose più alto rispetto a un bambino con peso inferiore a parità di lunghezza: con il latte artificiale in eccesso sarebbe più facile per lei aumentare troppo di peso e questo potrebbe succedere in modo assolutamente insensibile, cioè bastano 20-30 gr di latte in più rispetto al fabbisogno reale del bambino, moltiplicati per centinaia e centinaia di volte, cioè per qualche anno, perché sommati facciano due, tre, quattro litri di latte di troppo, cioè circa 3000 calorie di troppo che per un bambino piccolo non sono affatto poche ma soprattutto, trasformate in grasso in eccesso nei primi tre anni di vita, non si toglieranno più.

Non voglio assolutamente fare del terrorismo psicologico, tutt’altro, solo che una mamma che allatta artificialmente ha quasi sempre dei vaghi, più o meno inconsci, sensi di colpa per non essere riuscita ad allattare al seno e questi sensi di colpa sono spesso vissuti come un vuoto da colmare, un motivo in più per ricoprire il bimbo di premure e di affetto e siccome nei primi tempi il grosso del rapporto madre-figlio si svolge al momento dell’allattamento, è facile sovralimentare il proprio figlio proprio perché, agli occhi e al cuore della mamma, questo latte che scorre dal biberon si tinge di tanti altri significati extra nutritivi.

Quindi, se la bimba è serena, ha un giusto appetito all’ora della poppata, va di corpo bene e non ha nessun sintomo che ti preoccupa, lascia che si alimenti come e quando vuole e pesala solo una volta al mese; però, se questa relativa o supposta inappetenza dovesse aumentare giorno per giorno e le quantità di latte realmente assunte dalla bimba dovessero a mala pena raggiungere o superare di poco la metà di quanto dicono gli schemi, se dovessi vederla troppo sonnolenta o pallida o in qualsiasi altro modo che non ti convince, se la sua crescita dovesse fermarsi del tutto, ovviamente, il pediatra va consultato.

E infine, un’ultima considerazione: rare volte è il sapore del latte a non piacere al bambino e a togliergli l’appetito e in tal caso si potrebbe provare con un altro tipo di latte, però non ti consiglio assolutamente di fare questo cambiamento di testa tua: non perché sia pericoloso, solo perché una inappetenza reale e seria va prima attentamente valutata dal pediatra e solo se non si trova nessuna patologia sottostante ci si può permettere di pensare ad un sapore di latte diverso, tenendo presente che, tutto sommato, le differenze tra i latti sono minime.

Un caro saluto,

Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone