Crescita lenta

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Gentile dottoressa,

sono la mamma di Giovanni, nato il 19/12/2010. Giovanni è nato a 37+4 settimane, e alla nascita pesava 2680g per 48 cm. Poche ore dopo la nascita, a causa di un importante distress respiratorio, è stato necessario traferirlo in Terapia Intensiva e intubarlo. È rimasto lì per 6 giorni, al termine dei quali ho finalmente potuto attaccarlo al seno. Nel frattempo avevo sempre stimolato manualmente ogni 3 ore, e la montata era arrivata in seconda giornata.

Dal primo momento, il bimbo si è subito attaccato benissimo, ed ho iniziato l’allattamento esclusivo che continuo tuttora. Poiché nonostante sia il mio terzogenito è il primo che riesco ad allattare, le scrivo per fugare alcuni dubbi circa la sua crescita. Infatti, pesandolo una volta a settimana, vedo che prende molto meno dei 120-150g raccomandatimi alle dimissioni. Questa settimana ha preso 100g, quella prima ne aveva presi 65.

Ha però preso anche 2,5 cm in lunghezza e 3 cm di circonferenza cranica.

Alle dimissioni pesava 2520g (con il calo era arrivato a 2450), oggi ne pesa 2830. Io però lo vedo bene, è reattivo quando sveglio, bagna 7-8 pannolini al giorno e scarica quasi ad ogni cambio, fa dormite anche di due ore e lo attacco ogni volta che desidera. Poiché soffriva leggermente di mal di pancia, ho eliminato i latticini dalla mia dieta e ho iniziato a dargli il Reuflor fermenti e va molto meglio. Inoltre vorrei sapere se è normale che da circa 5-6 giorni faccia la cacca molto verde.

La ringrazio dell’attenzione e la saluto cordialmente.

Marika

La ripresa ponderale del tuo bimbo deve essere necessariamente valutata in modo diverso da quello standard, tralasciando sicuramente la prima settimana di vita, durante la quale, rimanendo in terapia intensiva, intubato per alcuni giorni, l’alimentazione sarà senz’altro stata differita e iniziando la valutazione soltanto al momento della fine del suo calo ponderale che è comunque stato nei limiti della norma. Detto ciò, l’accrescimento di un neonato allattato al seno, nel primo mese di vita, può essere considerato soddisfacente quando raggiunge anche soltanto 500 gr, in considerazione del fatto che la mamma può avere una montata o una calata lattea tardiva e il neonato, attaccandosi al seno con alcuni giorni di ritardo rispetto alla norma, può avere iniziato con altrettanto ritardo le sue regolari funzioni digestive, cioè la normale assimilazione intestinale del latte ingerito.

Quindi, anche se finora l’accrescimento ponderale del bimbo non è stato brillantissimo, io guarderei avanti con un occhio più che altro al suo stato di benessere generale e soprattutto di soddisfazione e sazietà dopo la poppata. Da ora in poi, continuando con l’allattamento esclusivo al seno, io considererei soddisfacente un accrescimento ponderale compreso tra un minimo di 500, 600 gr al mese ad un massimo, naturalmente meno definito, ma comunque compreso tra un chilo e un chilo e 200 gr. Il valore minimo di accrescimento ponderale può considerarsi ancora nella norma se contemporaneamente, come sta succedendo al tuo bimbo, crescono bene la lunghezza e la circonferenza cranica.

Sarebbe, inoltre, interessante calcolare in quanto tempo il piccolo ha recuperato questi 310 gr che mi comunichi, perché se lo avesse fatto in meno di 20 gg, vorrebbe dire che finora la sua crescita media è stata attorno ai 15 gr giornalieri, quindi non troppo dissimile dai 20 gr di crescita media giornaliera del primo mese di vita.

Un’altra considerazione da fare è che, a volte, la vera calata lattea materna si manifesta anche dopo due o tre settimane dal parto. Pertanto l’accrescimento regolare di un neonato, in questi casi, non può iniziare che dopo tale periodo. Quindi, come ho detto, dall’inizio del secondo mese di vita, cioè solo da ora puoi cominciare le varie valutazioni che sono, e tu oramai lo sai meglio di me, un numero di pannolini bagnati in modo significativo non inferiore a 6 nelle 24 ore, un intervallo medio tra le poppate attorno alle due ore, due ore e mezzo, la sazietà e il sonno regolare dopo le poppate, un accrescimento in lunghezza attorno ai 4 cm al mese e di circonferenza cranica attorno ai 2 cm al mese.

Infine, il controllo del peso non deve più essere settimanale ma mensile o al massimo, se la mamma fosse molto ansiosa e non resistesse, quindicinale. Il colore delle feci di un lattante alimentato esclusivamente al seno può variare a secondo dell’alimentazione materna (minestroni, piselli, spinaci o altre verdure intensamente colorate di verde) o può anche dipendere da alcuni processi di ossidazione che possono avvenire sia nell’intestino stesso che a contatto con l’ossigeno dell’aria dopo l’evacuazione. Anche la flora batterica presente nell’intestino in quel momento può essere responsabile del colore delle feci A tale colore non va data importanza particolare a meno che il bimbo non presenti evacuazioni molto scarse e frequenti, come spruzzetti per intenderci o le feci non presentino abbondante muco e non siano francamente liquide tanto da poter essere assorbite dal pannolino come la pipì.

Nel primo caso (feci molto scarse emesse di frequente tipo spruzzetto), in caso di arresto della crescita, si può pensare alle cosìdette feci da fame, dovute ad una quantità eccessivamente scarsa di alimento ingerito rispetto alla bile secreta. Altro motivo di feci verdi in un neonato di pochi giorni o settimane è l’eliminazione della bilirubina dopo un periodo a volte prolungato di ittero neonatale non necessariamente intenso ma comunque presente (quando le feci diventano verdi il bambino finalmente ritrova il suo colorito roseo). Quindi il colore delle feci di un neonato deve essere valutato sotto vari profili e le sue variazioni dal colore tradizionale giallo oro non devono preoccupare più di tanto.

Un caro saluto, Daniela

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