Convulsioni, vaccino meningite ed elettroencefalogramma


Salve dottoressa
le scrivo per cercare di togliermi un dubbio che adesso mi tormenta.
Mio figlio ivan di 19 mesi ha avuto le convulsioni già 2 volte.
La prima a 1 anno e 4 mesi con febbre alta (ma non eccessivamente), la seconda a 18 mesi con febbre a 37.4 (senza che si sia mai alzata dopo).
Ad aprile dovrebbe fare il vaccino contro la meningite così, facendo un controllo dalla nostra pediatra, le ho chiesto se andava bene, ma lei me lo ha caldamente sconsigliato.
Ha detto che questo vaccino in particolare può far venire le convulsioni.
Lei che ne pensa?
Devo proteggere il mio bambino dalle convulsioni o dalla meningite???
Sono cosi indecisa!
Grazie
P.s. Le chiedo ancora una cosa: il mio bambino, avendo avuto 2 volte le convulsioni, dovrebbe, secondo lei, fare l’elettroencefalogramma?
Al nostro ospedale lo fanno fare solo al terzo, quarto episodio, ma il mio pediatra ha detto di farlo fare lo stesso.
E poi, a cosa serve realmente questo esame? Cosa rileva?
Si fa da sedati o da svegli, perché se fosse cosi non potrei mai farlo a mio figlio che non starebbe fermo neanche un secondo.
Grazie ancora.

Tra gli effetti collaterali importanti verosimilmente dovuti alla vaccinazione antimeningococco C (non parlo dei banali arrossamenti e gonfiori nel punto di inoculazione o altri disturbi secondari lievi), sono effettivamente descritti casi, seppur rari, di episodi convulsivi.
Studiando più a fondo il problema si è arrivati alla conclusione che fossero convulsioni febbrili, insorte in soggetti predisposti alle convulsioni in caso di febbre. Ora, la probabilità che venga febbre (alta o bassa non importa) dopo la vaccinazione antimeningococco C è praticamente uguale alla probabilità che venga dopo qualsiasi altro vaccino che il tuo bimbo avrà già praticato.
Il vaccino contro il ceppo C del meningococco è preparato con una frazione del batterio, un oligosaccaride della sua capsula esterna per la precisione: non si tratta quindi di un virus vivo attenuato come è quello del vaccino antimorbillo o antiparotite o antirosolia, per intenderci, vaccinazione che dopo alcuni giorni può dare tutti i sintomi, benché attenuati, delle tre malattie ora citate.
E’ quindi rara la febbre dopo la vaccinazione antimeningococco e la probabilità di convulsioni in seguito ad essa dipende dalla predisposizione del soggetto.
Un’altra ancor più rara reazione verificatasi dopo questa vaccinazione è un transitorio meningismo, cioè lievi sintomi riferibili ad irritazione meningea come mal di testa e rigidità nucale con o senza vomito.
Si tratta di sintomi rarissimi e molto fugaci. Nel tuo caso il rischio sarebbe allora unicamente legato alla probabilità che la vaccinazione dia un po’ di febbre nelle ore successive. Ma pensando a questo, a rigor di logica, non avresti dovuto praticargli neanche gli altri vaccini, visto che grosso modo hanno le stesse probabilità di dare seppur lievi reazioni febbrili.
Cosa consigliarti? La meningite meningococcica non rappresenta una urgenza vera e propria nel nostro paese nonostante il can can dei mass media; è una malattia che si diffonde soprattutto nei mesi invernali e da varie settimane, ormai, non si verificano più casi in Italia (se ci fossero la notizia si saprebbe senz’altro): questo vuol dire che il piccolo focolaio epidemico circoscritto al veneto è stato prontamente arginato con la vaccinazione di massa subito improntata nella regione.
D’altro canto, in un bimbo che ha presentato più di un episodio convulsivo in seguito a febbre, la probabilità che si ripeta la convulsione ad un nuovo episodio di febbre diminuisce mano a mano che passano i mesi dall’ultimo episodio; tale probabilità si riduce ancor di più se, col passare del tempo, il bambino ha altre volte febbre senza convulsioni.
Attualmente ha avuto due volte le convulsioni a distanza di due mesi sempre in occasione di rialzo febbrile e l’ultima volta, se ho ben capito, non più tardi di un mese fa. Allora, perché non aspetti ancora alcuni mesi per capire come si comporta il bimbo? Se nel frattempo non ha più avuto episodi convulsivi anche in presenza di un piccolo rialzo febbrile potresti stare molto più tranquilla e affrontare la vaccinazione a cuor più leggero. Ma se il timore del meningococco proprio ti assilla, potresti vaccinarlo sotto antipiretico ridando l’antipiretico per alcune volte nell’arco del primo e secondo giorno dopo il vaccino (senza esagerare con le somministrazioni perché data troppo spesso senza febbre può far male al piccolo). Le reazioni febbrili dopo il secondo, terzo giorno dal vaccino sono assai improbabili. Io propenderei comunque per la prima soluzione, quella di attesa, a metà strada tra il consiglio della tua pediatra e il tuo timore della meningite, rimandando la decisione di alcuni mesi: però è solo un consiglio in quanto le tre possibilità (non farla, farla più tardi, farla ora con antipiretico) hanno ognuna la loro parte di ragionevolezza.
 
L’elettroencefalogramma intercritico, cioè in un momento di benessere tra una convulsione e, si spera mai, una eventuale successiva, serve per vedere se anche quando il piccolo non presenta sintomi neurologici la sua attività cerebrale è in qualche modo alterata e presenta focolai irritativi; cioè se si è trattato veramente di convulsioni assolutamente benigne scatenate dalla febbre oppure vi è motivo di pensare che le convulsioni siano una spia di un focolaio irritativo cerebrale che da segno di se solo in presenza di uno stimolo come la febbre.
L’età del bimbo e la natura della convulsione fanno valutare l’opportunità di indagare più a fondo le cause della convulsione. Cioè se le convulsioni manifestate dal bimbo hanno avuto tutte le caratteristiche di quelle benigne non preoccupanti (puoi leggere, a questo proposito, l’articolo sul sito relativo alle convulsioni febbrili), quasi mai il medico sente la necessità di approfondire le indagini a meno che gli episodi convulsivi, pur lievi e apparentemente benigni, non si ripetano troppo frequentemente; se, invece, hanno avuto manifestazioni dubbie (durata eccessiva, lateralizzazione, ecc.), anche se sono insorte solo in presenza di un rialzo febbrile, è opportuno fare un esame neurologico approfondito e anche un elettroencefalogramma.
Quest’ultimo si fa di solito nel sonno perché lo stato di veglia può mascherare un problema che invece può emergere nel sonno. Di solito si dice alla mamma di fare dormire poco il bimbo la sera precedente e di portare con se il latte caldo nel biberon, così, dopo la colazione e in braccio alla mamma, il bambino, stanco per avere dormito poco, di solito si addormenta. Se questo non succede si somministrano alcune gocce di valium e si attende l’effetto. E’ tutto molto più semplice di quello che credi. Non dipende quindi da me consigliarti se fare o non fare l’elettroencefalogramma, ma da chi ha avuto modo di osservare il bambino durante la crisi o da chi conosce bene la sua storia clinica sin dalla nascita, cioè se ci sono problemi neurologici in famiglia, se ha avuto una sofferenza perinatale, un parto difficile, se è nato prematuro, ecc.
Un caro saluto,
Daniela

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