Convulsioni febbrili e ricovero



Buongiornodottoressa,

ilmio bambino di 2 anni giovedì pomeriggio ha avuto delle convulsionifebbrili, da mercoledì sera aveva tanta tosse e un po’ di febbre,giovedì si è svegliato e aveva 39 e gli ho dato la tachipirina, magiovedì pomeriggio ha avuto lo stesso le convulsioni!

Fattosta che siamo stati ricoverati in ospedale, la prognosi è stata :convulsioni febbrili della durata totale di 15 minuti (ne ha avutauna a casa di un minuto, una in ambulanza e due in pronto soccorso,il valium ha fatto effetto solo quando è stato somministrato per viaendovenosa!), perdita di coscienza, crisi di tipo tonico-clonico.

Haavuto per 3 giorni febbre alta,il secondo giorno non andando giùnemmeno col nureflex, gli hanno dovuto somministrare del cortisone.Ora ci hanno mandato a casa perché non ha più febbre, però avevarantoli e rumori al torace, possibile bronchite, adenoidi ingrossatee tonsille anche.

Gliesami tutto ok, a parte zuccheri un po’ elevati e pcr elevata.

Adessoio mi chiedo: è giusto che ci abbiano già mandati a casa? ha ancoratanto catarro,un po’ meno rumori al torace, ma ci sono sempre nelquadrante sinistro inferiore del torace e oltretutto mi sono ammalatapure io, niente febbre ma tanto catarro e tosse e martedì il piccolodeve fare l’elettroencefalogramma per sicurezza.

Ioadesso non vorrei preoccuparmi troppo, perché loro mi han detto cheva tutto bene e che praticamente è stata una cosa virale, però nonso, dovrei forse far visitare il bambino comunque a un pediatraprivato o fargli fare qualche altra visita?

Mihan dato un antibiotico da dargli per altri 7 giorni,e aerosol conclenil per 5 giorni. Oltretutto gli han trovato un po’ dibroncospasmo io cerco di essere positiva e penso che ormai il peggiosia passato, però vorrei essere un po’ più tranquilla riguardo aqueste convulsioni. Lui non ne aveva mai avute prima, e non c’èfamiliarità di convulsioni a parte dei cugini di primo grado delpadre che da piccoli le hanno avute..

Laringrazio
Luna

Altuo bimbo non è successo nulla di straordinario visto che la sua etàè quella nella quale si possono manifestare più facilmente leconvulsioni febbrili. In realtà, poi, la familiarità c’è visto chei cugini, anche se di secondo grado, ne hanno sofferto. Non possogiudicare se il bimbo sia stato dimesso troppo precocemente, quandola malattia che ha scatenato la febbre e le conseguenti convulsioninon era ancora del tutto guarita, però le convulsioni sono un eventoimprovviso e inaspettato e quando non sono presenti non è necessarioe nemmeno opportuno o utile tenere un bambino in osservazionetroppo prolungata così come non chiarisce più di tanto il quadroclinico effettuare un elettroencefalogramma troppo a ridosso di unacrisi.

Pertantomi sembra che tutto si sia svolto regolarmente. L’importante è cheti sia stato spiegato con chiarezza cosa fare in caso di un ulterioreepisodio convulsivo febbrile – valium rettale, ecc. – in quanto,indipendentemente dal fatto di chiamare i soccorsi, meno si fadurare una crisi meglio è per il bimbo anche se, a dire il vero, lecrisi convulsive febbrili, per quanto lunghe possano essere, sonoquasi sempre destinate a risolversi da sole prima dell’interventofarmacologico.

Maciò non toglie che, essendo comunque uno stress per il cervello,anche quando sono benigne, prima si risolvono meglio è. Fino alcompimento del terzo anno di vita o poco oltre, potrebberomanifestarsi altri episodi in occasione di una febbre, ma non vi èpossibilità di prevenirli in quanto, come ti avranno senz’altrospiegato in ospedale,  il motivo che fa scatenare la crisi non èla febbre alta di per sé ma la rapidità di aumento dellatemperatura da un valore normale di 36,5°C o giù di lì di unbambino in pieno benessere ad un valore anche solo lievementeaumentato come possono essere 37,5°C o 38°C o anche di più, ma nonè necessario che la febbre sia molto alta perché si verifichino inun bambino predisposto.

Incaso di malattia infettiva, poi, non sembra neppure tanto utile, comesi suggeriva un tempo, prevenire i rialzi febbrili somministrandoantipiretici ad orari regolari anche in assenza di febbre alta.Pertanto, non esistendo una valida prevenzione, non c’è motivo ditenere in osservazione più di tanto un bambino che soffre diconvulsioni febbrili. Un elettroencefalogramma intercritico, cioèlontano dalla crisi, è opportuno così come un esame neurologicogenerale e una scorta di valium rettale nel cassetto di casa, maniente più. Da ora in poi, ogni mese che passerà senza convulsionianche in occasione di un episodio febbrile allontanerà sempre di piùlo spauracchio di una nuova crisi, almeno fino al quinto anno divita, con netta riduzione del pericolo dopo il terzo anno.

Uncaro saluto, Daniela

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