Continui malanni e Broncho Vaxom


Buonasera Dott.ssa Sannicandro,
ho necessità di scriverle per chiederle un parere sulla somministrazione di un farmaco (Broncho Vaxom) alla mia bambina di 30 mesi.
Nel mese di settembre scorso, Greta ha iniziato a frequentare l’asilo nido.
Da quel momento è iniziata la sua convivenza con il raffreddore e la tosse con produzione abbondante di muco, con temperatura da 38° in su. Un calvario!
L’hanno vista tanti dottori, abbiamo tentato di tutto (mucolitici, antinfiammatori, aerosol, antibiotico), purtroppo nessun risultato se non quello di indebolire la bambina esponendola ancora di più alle infenzioni.
Infatti, ogni 2 gg. la temperatura si alza e sono costretta a somministrarle la tachipirina. La tosse non l’abbandona ed il catarro poi…… meglio non parlarne.
L’ultimo specialista che l’ha visitata è stato un otorino: le ha ordinato una terapia d’urto da pochi giorni così composta: lavaggi nasali, antistaminico sciroppo, bentelan da 0,5 mg per 4 gg. e broncho vaxom.
Apparentemente, la terapia non sta dando risultati.
Sabato pomeriggio, si è ripresentata la febbre a 39°. Sono stata presa dallo sconforto ed ho iniziato a darle il Broncho vaxom. Prescrizione: 10gg al mese per tre mesi.
Stamani ho sentito il pediatra perché nel frattempo è intervenuta una stomatite aftosa e mi ha detto di non essere d’accordo sulla somministrazione del vaccino. Intanto mi ha prescritto l’aciclovir per l’infezione in bocca ma io ho paura a darglielo. Mi sembra troppo forte.
Cosa devo fare? Lei che ne pensa? E’ il caso di continuare con il Broncho Vaxom e dare l’aciclovir? Come posso far guarire la mia bimba che non riesce più a star bene?.
Le sarei gratissima se mi rispondesse al più presto.
Grazie infinite.
Stefania

Cara Stefania,
io credo che tu debba far prendere alla piccola una "pausa di riflessione".
Per prima cosa dovresti trovare il modo di tenerla lontana dall’asilo nido per un po’ di tempo. A casa, tranquilla, senza uscire la mattina presto, magari col freddo o con l’umidità, lontana da continue fonti di contagio, aspetterai che guarisca da quest’ultimo problema, cioè dalla stomatite. Personalmente ti consiglierei una semplice terapia locale con farmaci che tolgono dolore e stato infiammatorio da applicare sulle vescichette e una robusta terapia vitaminica soprattutto con il complesso B: a questo puoi aggiungere l’aciclovyr se vi è certezza che la stomatite sia di origine erpetica (vesciche microscopiche circondate da un alone rosso vivo, molto dolenti, presenti anche sul palato e in fondo al cavo orale), perché poco serve negli altri tipi di stomatite.
Di solito i bambini con stomatite erpetica non mangiano a causa del dolore e hanno febbre alta e il tutto può durare anche una decina di giorni.
Una volta guarita ti consiglierei di non rimandarla all’asilo ma di tenerla a casa anche se sta bene fino a dopo Pasqua, in pratica fino alla fine dell’inverno e oltre, se puoi.
Dopo molte malattie, anche non particolarmente gravi, residua spesso nei bambini uno stato di depressione immunitaria che può durare varie settimane: se vengono riportati in comunità appena guariti, quindi, non possono che riammalarsi dopo pochi giorni dalla precedente guarigione senza che vi siano terapie o rimedi risolutivi per il problema che passa solo col tempo, con la progressiva maturazione della funzione del sistema immunitario e con la progressiva "esperienza" immunitaria.
E’ giusto, quindi, che i bambini non siano tenuti sotto una cappa di vetro e facciano le loro esperienze di malattie per rinforzare la loro immunità, però vi sono momenti in cui l’organismo può essere debilitato e avere bisogno di riposo, per riprendere poi a funzionare bene e anche meglio di prima.
In questi momenti, stimolarlo ulteriormente con farmaci tipo il broncho vaxom o simili, non è che sia sbagliato, solo, secondo me, sarebbe come spronare un pugile a continuare a combattere comunque anche quando palesemente non ce la fa più.
Il broncho vaxom e tutti i farmaci simili, cominciano a dimostrare i loro vantaggi dopo almeno un ciclo di somministrazione, cioè dopo i primi due o tre mesi, essendo un ciclo composto da tre mesi con 10 giorni di somministrazione al mese: quindi, cominciando ora, gli effetti si vedrebbero a primavera inoltrata, quando le malattie delle prime vie respiratorie sono drasticamente ridotte.
A mio parere sarebbe forse più opportuno iniziare verso fine agosto in modo da avere completato i tre mesi ad ottobre, nel momento dell’inizio delle patologie contro le quali il farmaco intende immunizzare.
Qualora tu potessi tenerla a casa e constatassi che la bimba continua comunque ad ammalarsi frequentemente, ti consiglierei alcune semplici analisi come emocromo, sideremia, ferritina e transferrina (le infezioni ripetute danno carenza di ferro e la carenza di ferro, a sua volta, predispone alle infezioni) e il dosaggio delle immunoglobuline (immunoelettroforesi) più, se è il caso, le solite altre analisi di routine compreso il tampone faringeo.
Potendo tenerla a casa, non mi stancherò mai di dirlo, tanta vita all’aria aperta, al sole e lontano da centri inquinanti e tanto sole. L’alimentazione deve essere curata e l’apporto proteico sempre adeguato. Utili potrebbero essere alcuni mesi di prebiotici da assumere con regolarità associati a vitamina C e calcio. Benché io non sia pratica di medicina omeopatica, quando non ritengo opportuno consigliare una terapia allopatica specifica, non vedo controindicazioni a praticare una terapia omeopatica che rinforzi le difese immunitarie del bambino o per lo meno che, in base alla sua costituzione, prescriva il rimedio idoneo al suo problema. Questo, però, quando è ragionevolmente possibile escludere qualsiasi tipo di patologia precisa sottostante.
Un caro saluto,
Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone