Contagiosità tonsilliti


Buongiorno Dottoressa,

all’asilo con la mia bambina di 5 anni c’è un compagno che ha tonsilliti frequenti,è spesso curato con antibiotico, dalle analisi del sangue fatte tutto conferma che debba essere operato perché ormai i casi di ricaduta sono frequentissimi (tutte informazioni che ho avuto dalla mamma stessa del bambino in occasione di un recente incontro alla scuola materna; in effetti sono 3 anni che mi chiedo come mai sia spesso assente dall’asilo).
La situazione ormai, sempre a detta sua, è giunta al limite e spera che presentando le analisi (tutte positive) possano finalmente procedere all’intervento, che sembra la soluzione definitiva al problema. (possibile che visto il protrarsi della cosa non sia stato fatto prima, visto anche tutte le conseguenze correlate: scarsa crescita e infezioni di altra natura?
Soffre tra l’altro di congiuntiviti anche  questo in forma grave, la settimana scorsa tutta la classe ne è stata colpita, naturalmente anche la mia bambina, curata con collirio Tobral.

Ora le chiedo è possibile che venendo a contatto con la saliva o tramite starnuti, la sua situazione possa trasmettersi alla mia bambina e naturalmente ad altri? E soprattutto in che entità?

Vale a dire può darsi che chi si "contagia" si debba poi trovare nella sua stessa situazione?

La ringrazio infinitamente per tutte le informazioni che mi vorrà ancora una volta dare.
Saluti
Arianna

Che la tua bimba possa essere contagiata da batteri o virus circolanti nella classe che frequenta è cosa ovvia e abbastanza ovvia è anche la possibilità che sia anche il bambino in questione ad essere responsabile della diffusione dei batteri. Anche ma non solo lui perché se è vero che il bimbo in questione si ammala ripetutamente di infezioni prevalentemente batteriche (se così non fosse forse non sarebbero arrivati alla conclusione di operarlo) è anche vero che ogni volta assume regolarmente antibiotici e questi, già dopo massimo due giorni di somministrazione, solitamente rendono i batteri inattivi quindi il soggetto non più contagioso contrariamente a quanto avviene nei soggetti così detti portatori sani che, non avendo sintomi apparenti nonostante la presenza di batteri nelle loro vie respiratoire, possono diffonderli per molto più tempo proprio perché non trattati con antibiotico. Pertanto bisogna capire che quando un bambino si ammala non deve per forza essere considerato l’untore della situazione ma solo una delle tante possibili fonti di contagio.

Per quanto riguarda le malattie virali, poi, oltre a non poter essere combattute con antibiotici, sono contagiose soprattutto in fase di incubazione, quando il soggetto non manifesta ancora nessun sintomo apparente, pertanto diventa oltremodo difficile poterle prevenire se non con le vaccinazioni, ovviamente per le malattie per le quali esiste un vaccino. Pertanto è bene diventare un po’ fatalisti: le norme igieniche e una buona educazione sanitaria sono utili e opportune ma non bastano e non basteranno mai e nello stesso tempo è utopia pensare di voler trovare a tutti i costi la soluzione per non fare ammalare i bambini. La convivenza in ambienti chiusi per molte ore al giorno, la permanenza a scuola  anche quando un bambino ha sintomi di malattia, il rientro in classe spesso troppo precoce, l’inquinamento ambientale che favorisce lo stato infiammatorio delle vie respiratorie con conseguente riduzione delle difese immunitarie sono tutte condizioni favorenti le infezioni frequenti. Le congiuntiviti, poi, specialmente quelle virali, hanno un grado di contagiosità elevatissimo ed è pertanto praticamente impossibile arginare una epidemia anche allontanando prontamente il primo bambino che presenta i sintomi. Quindi, cara Arianna, sforzati di essere più fatalista e non cercare più un colpevole a tutti i costi: il tuo tormento risulterebbe inutile, una vera lotta contro i mulini a vento. Lascia che la tua bimba si imunizzi fisiologicamente e senza paure e sforzati di farle fare una vita sana, con molti momenti all’aria aperta e al sole, con una corretta alimentazione ricca di vitamine e di proteine il tutto condito con un sano ottimismo.

 Un caro saluto, Daniela

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