Consigli per rieducare al sonno

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Buongiorno,
mi presento. Sono Nicola Ghezzi, babbo (insieme alla mamma Natascia) di una bellissima bimba di sette mesi, di nome Giorgia.
La piccola complessivamente sta bene, ma ha avuto qualche "problemino" (diciamo così…).
È intollerante al latte vaccino (beve il latte di soia), ha avuto un po’ di reflusso (ora in fase di risoluzione) ed ha sofferto più due mesi fa per la crescita dei primi dentini (ma forse ce ne sono altri in arrivo).
Inoltre, v’è  il sospetto che possano esserci allergie alimentari che stiamo indagando con alcuni esami (ciò si è evidenziato con l’introduzione di una pappa "multicereali" contenente glutine -fino ad oggi assente nella sua dieta-, ora sospesa, che sin dalla prima assunzione ha provocato scariche alluvionali di diarrea a distanza di pochi minuti dall’introduzione di questo alimento).
So che una parte di queste "disavventure" sono abbastanza ordinarie e gestibili nel tempo, ma la vera questione che vorrei sottoporle (anch’essa immagino comune) è il sonno di Giorgia.
Capita da qualche tempo che la "ragazza" si svegli ripetutamente durante la notte (anche 15 volte!) e per riaddormentarsi è necessario imboccarle il ciuccio e, a volte, anche coccolarla per qualche minuto.
Da dieci giorni dorme a pancia in su (mentre fino ad allora era abituata al contrario), poichè un forte raffreddore non le consentiva di stare a pancia in giù. Questo sicuramente l’ha scombussolata, anche se ora sembra essersi un po’ abituata, ma resta il fatto che ogni sera, dopo circa un’ora dal coricamento, inizia sistematicamente questi micro-risvegli.
Detto ciò, le chiederei qualche consiglio sul come gestire questa situazione. Esistono farmaci efficaci (anche omeopatici) che possono esserle somministrati in questa fase per agevolarle il sonno (o almeno limitare i risvegli)? I problemi di cui le ho accennato sopra incidono sul sonno della notte? È utile seguire fin d’ora i consigli di certe pubblicazioni (tipo "Fate la nanna")?
La nostra pediatra ci ha detto di avere pazienza e verificare prima tutte le possibili complicazioni alimentari della bimba, ma non ci ha consigliato alcun farmaco (non crede comunque ai benefici dell’omeopatia).
Quello che proprio non vorremmo ora è che la bimba si abituasse a dormire "male" (tenuto conto che ha complessivamente un buon carattere, è socievole e poco "piaghetta"… quando sta bene ed è abituata a dormire nel suo lettino) e trovarci tra qualche tempo a "rieducarla" al sonno (magari con piccoli e utili accorgimenti che possiamo mettere in atto fin da ora).
Sperando di averle illustrato in modo esaustivo (pur se sinteticamente) la nostra situazione, resto in attesa di un suo riscontro (e di qualche valido consiglio).
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e porgo cordiali saluti.
Nicola Ghezzi

Gentile Signor Ghezzi,
che dire oltre al fatto di concordare con l’opinione della sua pediatra?
Per quanto riguarda i farmaci omeopatici posso consigliare di rivolgere la domanda al medico omeopata del sito: non tutte le mamme riferiscono risultati soddisfacenti ma tentar proprio non nuoce prima di arrivare a farmaci più impegnativi.
L’igiene del sonno, poi, può tradursi nel fare dormire la bimba nel suo lettino ma accanto alla mamma che potrà consolarla mettendole il ciuccio ai primi vagiti senza aspettare che si svegli del tutto.
Oltre al ciuccio ci può essere un po’ di cullamento ma nel lettino, senza prenderla in braccio e metterla nel lettone. La temperatura ambientale deve non essere troppo alta, 18, massimo 20 gradi, la stanza sempre ben areata prima di chiudere i vetri per dormire, la coperta o il piumone non rincalzato in modo che la piccola possa muoversi agevolmente e cambiare di posizione se lo desidera, la posizione della piccola può essere anche un po’ spostata sul fianco oppure, per respirare meglio, un piccolo rialzo può essere sistemato sotto al materasso.
Bisogna capire se piange perché respira con difficoltà, bisogna controllare se emette aria e ha meteorismo che può dare dolori di pancia mentre dorme e disturbarle il sonno e valutare, appunto, tutte le possibili cause organiche dei frequenti risvegli.
Bisogna far sì che finisca la cena almeno un’oretta prima di essere messa a letto per evitare che si senta piena in posizione sdraiata e che il reflusso riprenda o peggiori con tutti i disturbi che ne conseguono; bisogna far sì che l’ambiente domestico sia tranquillo e che la mamma in particolare, magari stanca ed esaurita, non trasmetta alla piccola le sue tensioni: in tal caso sarebbe bene che l’accudimento notturno della piccola fosse equamente diviso tra mamma e papà trovando la soluzione pratica più idonea al caso di comune accordo; potrebbe soffrire di bruxismo e digrignare i denti nel sonno con indolenzimento alle gengive che si andrebbe a sommare alle normali fitte dovute ai dentini che si stanno sicuramente preparando e tante altre mille sfumature e problematiche che piano piano, mese dopo mese, emergono e modificano alla stragrande maggioranza dei bimbi il comportamento idilliaco dei primi mesi.
Oltre a quanto già detto, facilitano il sonno dei piccoli le abitudini regolari della giornata, gli orari quasi fissi del sonno e della sveglia mattutina nonché dei sonnellini, spostamenti di ambiente poco frequenti tipo portare la piccola di mattina al nido, di pomeriggio da una nonna e così via come fosse un pacco postale.
So troppo poco della piccola per azzardare una qualsiasi ipotesi.
Per quanto riguarda le regole enunciate nei vari libri che suggeriscono ai genitori come fare dormire i bimbi, lascio a voi la decisione, prima di tutto se leggerli e poi se applicare le regole raccomandate: è una questione di mentalità, di sensibilità, di carattere dei genitori e del bambino, di impostazione educativa e via discorrendo: come si dice, impara l’arte e mettila da parte visto che sono convinta che ogni mamma, anche la più inesperta e insicura, prima o poi diventa in grado di scrivere il suo proprio libro sull’educazione del bambino in generale e non solo sul sonno. Un mix di pazienza, buon senso, coerenza, intuizione, sensibilità, ottimismo e autorevolezza sarebbe la soluzione vincente.
In attesa di ciò, se la situazione dovesse diventare insostenibile, nessuna causa organica, comprese otite, allergia e via discorrendo, fosse individuata e la terapia omeopatica risultasse inefficace, visoto che la piccola ha già compiuto 6 mesi, un po’ di nopron in caso di disperazione dei genitori e di pre esaurimento, non credo possa fare un gran male.
Mi dispiace non poter suggerire soluzioni miracolose. Ad ogni modo non disdegnerei molte ore all’aria aperta, possibilmente in luoghi tranquilli e silenziosi, siano essi mare o campagna e l’eliminazione di qualsiasi fonte di emissioni elettromagnetiche nella stanza dove dorme la piccola.
Un cordiale saluto,
Daniela Sannicandro
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