Con la febbre si sta in casa (?)


Mi interrogavo sulla necessità reale o presunta dello stare in casa in caso di febbre. Capisco se il bambino è sofferente o sonnolento, ma se gira per tutta la casa tipo pallina di un flipper, è davvero controproducente una passeggiatina all’aria aperta adeguatamente (s)coperti? È in atto una diatriba generazionale, per questo mi rimetto al suo parere scientifico ed autorevole. Paola




Il freddo non peggiora uno stato febbrile, anzi…Non a caso si consigliano impacchi o spugnature tiepide o la borsa del ghiaccio come rimedi fisici e non chimici per abbassare la temperatura. Pertanto, un bimbo febbrile non deve necessariamente essere relegato in casa. Però, se esce, oltre all’ovvietà di doverlo coprire, è bene sapere che fintanto che la differenza tra temperatura interna alla casa e temperatura esterna non supera i 10 °C, il bimbo può soltanto essere coperto nel modo consueto senza farlo diventare un omino michelin e farlo, di conseguenza, sudare: due strati di indumenti morbidi addosso più un piumino o un cappottino sono più che sufficienti. Vento, pioggia o forte umidità aumentano fin quasi a raddoppiare la percezione del freddo e sono questi gli elementi che possono costituire uno stress per l’organismo, indipendentemente dalla temperatura di base dell’atmosfera. Questi elementi penetrano anche oltre gli strati di vestiario e, quando presenti, più che la pesantezza degli indumenti, vale la loro qualità: per esempio i pantaloni andrebbero infilati dentro gli stivaletti, il loro tessuto dovrebbe essere del tipo antivento o parzialmente impermeabile, quindi la trama piuttosto densa, il classico berrettino andrebbe sostituito da un passamontagna che possa coprire anche orecchie e bocca senza impedire troppo i movimenti del bimbo e così via… Gli abiti più razionali per i bimbi anche molto piccoli si trovano proprio nei paesi molto freddi come paesi scandinavi, Germania, ecc. dove i bimbi escono tutti i giorni con qualsiasi condizione climatica con un vestiario che, almeno a guardarlo, sembra molto più leggero e agile di quello dei bambini italiani: sono proprio i tessuti particolari a far la differenza. Infine bisogna dire che un bambino si ammala quando viene in contatto con agenti patogeni in quantità sufficientemente alta da superare la barriera immunitaria costituita dalle prime difese situate sulle mucose, non si ammala a causa del freddo se quest’ultimo viene ben gestito tanto da non costituire uno stress eccessivo per il piccolo. Ma un bambino malato è sottoposto ad uno stress particolare quindi a questo stress non deve sovrapporsi un altro per evitare che il secondo infici gli sforzi dell’organismo. Quindi un bimbo malato può uscire se si sente bene ma con le dovute precauzioni che non sono quelle di temere il freddo in assoluto ma vento, pioggia, umidità e vestiario inadeguato anche se apparentemente ben coprente.

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