Comunicazione interatriale e rischi


Gentilissima dottoressa Daniela,
mia figlia di 5 anni e mezzo ha dalla nascita un lieve soffio al cuore.
Il pediatra lo ha sempre ritenuto lieve.
Io per sicurezza le ho fatto fare una consulenza cardiologica e le hanno fatto l’elettrocardiogramma, confermandomi il soffio di 2/6.
Così mi hanno detto di fare un ecocolordoppler.
Il dottore ci ha detto (lo spiego in parole povere anche perché la scrittura è difficile da decifrare) che ha un piccolo forellino (che è fisiologico nella vita intrauterina) che di solito al momento della nascita si chiude.
Ha detto che non è nulla di preoccupante e che dovrà fare controlli ogni 2-3 anni e magari quando sarà adulta fare altri esami.
In piu mi ha detto che degli studi hanno messo in luce una relazione tra ictus giovanile
e "forellino", che però non vuol dire niente (cioè non è detto che chi ha questo problema avrà l’ictus).
Io sono molto preoccupata: questo problema tende a risolversi? Rimane così?
Può fare sport? A settembre volevo mandarla in piscina.
Grazie,
Cristina

Cara Cristina,
probabilmente si tratta di una comunicazione interatriale, un forame ovale pervio, per esempio. Se così fosse, ho già avuto modo di dare, credo, due risposte in merito e ad esse ti rimando perché penso che tu possa trovarvi le risposte che cerchi. Però, senza sapere esattamente che tipo di patologia o piccola malformazione ha il tuo bimbo, non posso essere precisa in merito al rischio di ictus. Però, qualora si trattasse proprio di comunicazione interatriale, cioè di un foro normalmente presente nella vita intrauterina che non si è chiuso i giorni successivi alla nascita, il sangue arterioso, cioè ossigenato perché già passato attraverso i polmoni, in piccola parte, una volta raggiunto l’atrio sinistro, invece di dirigersi verso il ventricolo sinistro e successivamente fuoriuscire dalla cavità cardiaca per raggiungere tutte le parti del corpo, ritornerebbe all’atrio destro attraverso la comunicazione che non si è chiusa e da lì, nuovamente al polmone: un circolo vizioso cuore-polmone-cuore-polmone che, finché è piccolo o infinitesimo non da alcun problema, ma se dovesse aumentare potrebbe sovraccaricare la parte destra del cuore e sfiancarla.
Quello che si consiglia di non far fare ai soggetti che sono portatori di shunt sinistro-destro, cioè di comunicazione interatriale, sono gli sport subacquei, per maggior rischio di embolia gassosa rispetto ai soggetti normali.
Nei soggetti portatori di comunicazione interatriale o di forame ovale pervio, a volte vi può essere la comunicazione sanguigna inversa, cioè del sangue venoso, ricco di anidride carbonica che dall’atrio destro, raggiunto dopo avere attraversato tutto il corpo compresi gli arti inferiori, passa nell’atrio sinistro che normalmente contiene sangue ossigenato e può tornare in circolo portando con sé alcuni piccoli coaguli o trombi che, se dovessero raggiungere la circolazione cerebrale (ma anche quella coronarica), potrebero dare origine a piccoli fenomeni trombotici, quindi anche a ictus o coronaropatia ostruttiva. Ma sono rischi remoti, ben conosciuti e calcolati. Il cardiologo saprà senz’altro consigliarti sul da farsi man mano che il bimbo crescerà e qualora dovesse decidere per l’intervento (difficilmente le comunicazioni interatriali regrediscono spontaneamente ma ci si può convivere benissimo), esso ormai non pone particolari difficoltà tecniche e si suppone che col tempo saranno messe a punto tecniche sempre meno invasive e sempre più precise per risolvere il problema.
Un caro saluto,
Daniela

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