Come farli giocare dopo l’anno


Buongiorno dottoressa,

Le scrivo perché a volte mi capita di sentirmi un po’ giù perché credo di non fare abbastanza per la mia bimba di 13 mesi.

Io lavoro il fine settimana lontano da casa (mi trasferisco il week end a casa di mia mamma con la bimba e lavoro il sabato e la domenica) e il lunedì torniamo a casa nostra dal papà. Io mi occupo tutto il giorno oltre che di Irene, anche della casa e di tutto quello che ci sta intorno.

A volte però mi sembra di non sfruttare al meglio il tempo che passo con lei quando finisco tutte le faccende. Mi piacerebbe avere dei consigli da lei sui giochi da fare e su come posso passare il tempo con lei insegnandole giocando.

Spero di essermi spiegata bene. Il problema è che a volte penso che si annoi con me, anche perché noto che le risate che si fa con la zia e le cugine con me non se le fa. Forse però è normale.

La ringrazio subito.
Alessandra

Il ruolo che può avere una zia o una cugina e al limite anche una nonna nei confronti di un nipotino non può essere paragonato a quello di un genitore e di una mamma in particolare. Zia o nonna o cugina non vedono la bimba tutti i giorni e non stanno in sua compagnia per tutto il tempo; zia o nonna o cugina non hanno responsabilità educative e anche quelle relative all’accudimento della bimba sono transitorie e limitate, pertanto, sia per loro che per la bimba, ritrovarsi a cospetto le une dell’altra costituisce un bellissimo momento ludico e tenero, fatto di sorpresa per la bimba, come una piacevole novità che spezza la routine, eccitante e stimolante proprio perché assolutamente disimpegnato, privo di ruoli precostituiti e pieno soltanto di quel delicato stupore e di quella vitalità del tutto speciale che solo la presenza di un bimbo, con tutta la sua energia vitale e la tenerezza che infonde sa regalare.

Questi momenti speciali non sono certo preclusi alla mamma o più in generale al genitore, però il genitore deve saperli cogliere, deve saperseli ritagliare tra i tanti ruoli che è chiamato a svolgere quando si deve occupare dell’accudimento di un figlio. È più facile che questi momenti magici siano vissuti dal padre anziché dalla madre, proprio perché il padre, almeno nei primissimi mesi di vita del proprio bambino, sente meno pressante la responsabilità dell’accudimento continuo, con tutto il suo peso e i suoi ritmi incalzanti che non danno tregua. Un papà, anche quando è stanco, gioca spesso con maggiore disinvoltura con il bambino al suo ritorno a casa: per lui che è tutto il giorno lontano per lavoro, rientrare a casa è una gioia e un relax e giocare con il proprio figlio è un privilegio, oltre che un momento magico, che gli è dovuto e di cui si sa appropriare con disinvoltura.

Invece, per una mamma che, specie nei primissimi mesi di vita del figlio, si annulla al servizio delle esigenze del bambino, le cose vanno diversamente. La magia di certi momenti di puro piacere e divertimento, dove il tempo e la vita stessa con tutto il suo carico di doveri e responsabilità sembrano dissolversi per dare spazio al gusto di lasciarsi andare all’allegria, alla sensazione esaltante di tornare bambino, senza obblighi, senza fardelli, senza responsabilità di nessun tipo, senza scadenze, per godersi la felicità di immergersi nello stupore cristallino della risata di un bimbo non è sempre scontata del tutto. Più spesso va conquistata: sono momenti e stati d’animo che vanno ritagliati spesso a fatica in un mare di incombenze sentite soprattutto come doveri e che proprio per questo tendono a sbiadire, col tempo e con la routine, il loro colore vivo. Anche per la bimba diventa scontato averti vicina e quando ti allontani, al tuo ritorno non sempre ti esprime gioia perché deve comunicarti e farti pesare il disagio della tua assenza e solo dopo potrà essere sufficientemente serena da tornare disponibile per dispensarti i sorrisi e le risate che regala ad altri a piene mani.

Pertanto, forse l’osservazione che stai facendo ora e che ti turba non è venuta per caso: è possibile che sia giunto per te il momento di scrollarti di dosso qualche fardello e di vivere questo momento della tua vita un po’ meno pesantemente e forse un po’ più giocosamente, con maggior equilibrio tra doveri e piaceri. Forse è giunto il momento che tu ti lasci un po’ andare a viverti la vita come viene, cioè in un certo senso a riprenderti la tua vita almeno in parte e a riprendertela proprio attraverso la tua bimba che cresce felice e non chiede altro che regalare felicità con le sue risate e la sua allegria.

Allora, lascia perdere ogni tanto la spesa e le lavatrici, chiudi un occhio sull’ordine della casa e sui conti e anche un po’ sul lavoro, per una volta non accendere i fornelli, cena con un panino o lascia che sia tuo marito a cucinare e dedica il tempo risparmiato a giocare con la bimba: compra musica divertente e canta e balla con lei, compra libretti animati adatti alla sua età, compra due marionette o meglio due burattini da infilarti nelle dita e inventati una storia qualsiasi, compra un grosso pallone sul quale la bimba può divertirsi a rotolarsi facendo le capriole, per una volta inventati una fiaba senza storia, senza trama precostituita o inventata da un altro.

Vivi l’attimo presente con la tua bimba in spontaneità lasciando perdere lo scorrere del tempo e tutte quelle prese di coscienza e sensi del dovere che vi ruotano attorno. Concediti un capriccio, esprimi un desiderio, impara a chiedere e abbi il coraggio di allentare un po’ il controllo sulle cose. Il mondo andrà avanti lo stesso, credimi e nessuno ne soffrirà, anzi.

Così facendo sono certa che la tua bimba  regalerà anche a te tonnellate di risatine gratificanti e assieme ad esse, una energia che nemmeno tu sapevi di possedere.

Un caro saluto, Daniela

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