Come fare a non allattare?


Gentile Dottoressa,
Ho 33 anni e sono al quinto mese della mia seconda gravidanza.
Con la mia prima figlia ho avuto due mesi di allattamento molto difficile e sofferto conclusosi con un’operazione di urgenza ed una cicatrice di 4 centimetri sul seno sinistro.
Ben sapendo che ogni lattazione è diversa dalle altre e che il latte materno è l’alimento migliore per il bambino, ho comunque deciso di non allattare.
Sto ora cercando di capire quale è il modo migliore per farlo: non attaccare per niente il bimbo o aspettare la montata lattea e solo a quel punto prendere il Dostinex?
Purtroppo le ostetriche che ho interpellato hanno solo tentato di convincermi ad allattare o, come minimo, di dare il colostro al piccolo senza sapermi spiegare veramente cosa succede dal punto di vista fisiologico al seno materno nei due casi.
Capisco l’importanza del colostro per il bambino ma vorrei comunque conoscere per bene i pro e i contro delle due tecniche, viste sia dal punto di vista del bambino sia dal punto di vista della mamma.
Le sarei molto grata se potesse spiegarmelo Lei.
La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità e cortesia,
Viviana

Cara Viviana, 
il Dostinex contrasta la produzione di prolattina che, assieme all’ossitocina, è uno degli ormoni responsabili della montata lattea. La prolattina inizia ad essere prodotta in grandi quantità al momento dell’espulsione della placenta, dopo il parto e quindi, prima prenderai il farmaco che ne contrasta la produzione, più efficace esso sarà nel bloccarla assieme ai suoi effetti.
Dovresti, perciò, a rigor di logica, prenderlo non più tardi di 24 ore dopo il parto. Questo vuol dire, però, non attaccare affatto il bimbo al seno, memmeno per fargli succhiare il colostro dei primi due o tre giorni, visto che è proprio la suzione precoce e frequente del neonato a favorire la montata lattea.
In confidenza, mi sembrerebbe un vero controsenso, tra l’altro anche molto doloroso psicologicamente, attaccare il bimbo (o la bimba, non so) al seno liberamente per i primi giorni sapendo che poi, appena ci avrà preso gusto, lo (o la) dovrai staccare definitivamente.
D’altro canto si sa che il colostro è un alimento estremamente vantaggioso per il neonato, sia per la sua composizione ottimale, sia per la grande quantità di anticorpi che contiene: è un alimento ottimale nei primi giorni perché ha la composizione ideale per fare sopportare al bambino, grazie ai suoi numerosi fattori di crescita, le proteine e i sali minerali che contiene, i primi giorni di relativo digiuno o di fisiologica ipoalimentazione del neonato; è ideale per favorire l’emissione del meconio perché ha un effetto lassativo e il neonato, una volta emesso il meconio, si alimenta meglio, ha meno ittero e succhia con più vigore. È ideale per la grande quantità di anticorpi, immunoglobuline (soprattutto IgA di superficie), leucociti e macrofagi, tutti fattori antinfettivi che andranno, non solo a proteggere ma addirittura a verniciare la parete delle prime vie respiratorie e di tutto il tratto intestinale creando una efficacissima barriera protettiva contro infezioni e allergeni i cui vantaggi si prolungheranno nel tempo. È ideale perché molto ricco in zinco e in oligoelementi utilissimi per la crescita di tutti i tessuti del neonato, soprattutto il sistema nervoso che ne utilizza moltissimo; è ideale perché contiene molte proteine non allergizzanti e sostanze regolatrici dell’acidità gastrica che favoriscono la digestione ottimale proprio in un momento in cui il neonato, che non ha ancora mai avuto bisogno di digerire qualcosa, ha meccanismi digestivi ancora relativamente inefficaci. 
È ideale perché molto simile come composizione al liquido amniotico che il feto era abituato a deglutire durante la gestazione; è ideale perché, qualora questo tuo secondo tentativo di allattamento al seno si rivelasse, contro ogni tua ragionevole aspettativa, una esperienza diversa dalla precedente, anche per una serie di motivi assolutamente imponderabili e a tutt’oggi imprevedibili, tu avrai più tempo e soprattutto più libertà per capire cosa vuoi fare di questo tuo secondo allattamento, soppesando con realismo e senza preconcetti tutti i pro e i contro che ti si presenteranno in quel momento e non ora che non stai ancora vivendo l’esperienza.
Il mio parere è quindi quello di aspettare a prendere qualsiasi farmaco che inibisca la montata lattea. Così facendo, cioè bloccando l’allattamento quando è già iniziato e non prevenendolo prima che il processo inizi, credo che l’unico svantaggio sia quello di dovere attendere qualche ora in più prima di vedere i propri seni svuotarsi e, forse, di dovere prendere qualche pasticca in più. Ma secondo me ne vale la pena: se non altro, indipendentemente dai vantaggi che avrà ricevuto il bimbo (o la bimba) da qualche giorno di colostro, avrai esercitato la tua libera volontà a ragion veduta e non solo per paura di dovere soffrire di nuovo.
La paura non rende liberi e le decisioni che si prendono in nome della paura hanno sempre un retrogusto amaro: sanno di rimpianto e di vaghi sensi di colpa, mentre la stessa decisione presa nel momento che si è in grado di motivarla con obiettività ha il gusto vero e forte di un atto di volontà libero e coraggioso. 
Segui comunque, ovviamente, i consigli del senologo.
Un caro saluto,
Daniela

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