Coliche, vomito e dermatite a 40 giorni


Gentilissima dottoressa,

sono passati i 40 giorni dopo la nascita a 38 settimane della mia Anna e circa un mese fa sono comparse le prime coliche.

Alle coliche, che si manifestano prevelentemente di giorno e non di notte, sono associati frequenti episodi di rigurgito e vomito anche solo di saliva o latte cagliato, anche a distanza di un paio d’ore dalla poppata (allatto io in esclusiva).

Il vomito è spesso a getto e odoroso e accompagnato da forti spasmi, inarcamento della schiena e pianti. Come se non bastasse è da circa un mese che la bambina fa diarrea anziché scaricare come un normale lattante. La diarrea è abbodante, liquida e color senape e le scariche sono fino a tre volte al giorno e sempre indotte da me che le infilo un sondino (catetere) nell’ano quando vedo che ha il pancino gonfio e sgambetta senza riuscire ad scaricarsi autonomamente visto che è evidentemente stitica.

A questo, si aggiunge una dermatite acuta alla zona del viso, collo e orecchie, cuoio capelluto e vagina (esternamente). Questa dermatite si accentua dopo le poppate, è odorosa, disquamante e noto che sporca di giallo anche dopo il bagnetto!

Queste sintomatologie mi fanno pensare che, alle normali coliche, potrebbe aggiungersi una intolleranza a qualche alimento che assumo io: potrebbe essere il latte, o altro, visto che mangio di tutto? Ora è due giorni che bevo il latte Zymil al mattino ed evito i latticini in generale. Mi farebbe piacere ricevere un suo punto di vista sulla questione e magari qualche consiglio da esperta.

La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta che mi vorrà dare.

Saluti,

Roberta


Per quanto riguarda la dermatite della bimba: molto probabilmente si tratta di dermatite seborroica e non di eczema atopico, quindi nessuna responsabilità deve essere data alla alimentazione della bimba né tantomeno a quella della mamma, se non fosse, forse, per alcune raccomandazioni riguardanti la limitazione di cibi ad alto contenuto in grassi, tra i quali, ovviamente, vi è anche il latte e i suoi derivati, i formaggi, il burro e via discorrendo.

Scorrendo i titoli delle risposte che ho avuto modo di dare alle mamme con lo stesso tuo problema, ti invito a leggere una risposta di vari mesi fa sull’argomento, perché piuttosto particolareggiata.

Per quanto riguarda le scariche della bimba: se le ha liquide non può essere stitica. Tre scariche al giorno, in una bimba di 40 giorni, sono più che normali e l’aspetto liquido, o per lo meno, non formato, di esse è altrettanto normale, soprattutto se assume forti quantità di latte senza avere ancora formato una quantità di enzimi digestivi sufficienti per metabolizzarlo tutto.

I bambini succhiano al seno tutto il latte che trovano senza curarsi se è troppo per loro o meno e quando è in eccesso, la quantità eccedente non assimilata viene eliminata pressocché tale e quale e sembra diarrea.

Ma per distinguere una diarrea vera da una semplice scarica liquida o semiliquida da latte materno bisogna osservare se le feci vengono totalmente o in gran quantità assorbite dal pannolino come se si trattasse di pipì: se ciò non avviene e le feci, benché semiliquide e non formate, rimangono in superficie come fosse, appunto, salsa di senape o maionese, non si tratta di diarrea.

Allo stesso modo, se la bimba, pur dopo essersi sforzata vistosamente per evacuare, evacua feci così poco solide, non può trattarsi di stitichezza ma di semplice "pigrizia intestinale", di immaturità di tutti quei meccanismi che regolano il riflesso di contrazione dei muscoli addominali in coincidenza con il rilassamento del muscolo che costituisce lo sfintere anale.

Nei bimbi ancora molto piccoli, infatti, quando l’ampolla rettale è piena di feci, vi può essere soltanto un riflesso di evacuazione incompleto, cioè con contrazione dei muscoli addominali alla quale non fa seguito, o non coincide, un rilassamento, una apertura coordinata dello sfintere anale che permetterebbe la fuoriuscita delle feci. Questi bimbi sembrano, pertanto, stitici, ma non lo sono affatto, in realtà, e non ha molto senso stimolarli con un sondino.

È vero che qualsiasi stimolo applicato sullo sfintere anale, come la punta del termometro o il sondino, ha, come risposta, l’apertura dell’ano e la conseguente evacuazione, ma quello che serve è che il bimbo impari la coordinazione tra apertura dello sfintere anale e contrazione dei muscoli addominali.

Questa coordinazione arriva col tempo e con la progressiva maturazione funzionale delle fibre nervose che innervano le pareti dell’intestino e può essere velocizzata, se serve, oppure facilitata, dalla pratica costante del massaggio infantile, tecnica utilissima in molti casi e che si basa sul fatto che la stimolazione tattile e pressoria applicata dalle mani di chi massaggia il bambino sulla cute dell’addome procura degli stimoli sensoriali che si riflettono fino all’innervazione dei muscoli lisci intestinali, specialmente del colon e ad ogni stimolo corrisponde una risposta di tali nervi che, a lungo andare, ne facilita la maturazione e la loro funzione coordinata.

Per quanto riguarda il vomito acido e dopo alcune ore dal pasto: potrebbe dipendere da un latte un po’ difficile da digerire, appunto a causa di una alimentazione materna un po’ eccessiva o eccessivamente grassa o ricca di proteine, oppure da una stenosi del piloro, che è una valvola che regola il passaggio del contenuto gastrico nella prima parte dell’intestino, cioè nel duodeno.

La difficoltà di svuotamento totale dello stomaco che tale ipotetica stenosi potrebbe procurare si rifletterebbe sul cardias, zona muscolare posta sulla giunzione tra stomaco ed esofago cosicché il contenuto gastrico, cioè il latte digerito, invece di svuotarsi regolarmente in duodeno in seguito alle fisiologiche onde peristaltiche dello stomaco a fine digestione, in parte passa nel duodeno e in parte, a causa di una aumentata pressione dal basso verso l’alto, risale nell’esofago, dando i caratteristici sintomi del reflusso gastroesofageo, reflusso che nei primi mesi di vita è comunque para fisiologico.

Che fare, quindi? Trattare la dermatite della bimba come fosse dermatite seborroica, cioè con detersioni frequenti e delicate utilizzando prodotti delicatissimi e non profumati come detergenti (vanno bene anche gli olii da bagno che non fanno schiuma ma soltanto una emulsione con l’acqua, oppure prodotti a base di sapone di marsiglia) e asciugando delicatamente con un panno morbido per rimuovere le croste che si formano. Per alcuni giorni si può applicare una crema a base di cortisone, ma senza esagerare, preferendo una crema base.

Quello che importa è che le croste che continuamente si riformano vengano ammorbidite per poterle rimuovere più facilmente al successivo lavaggio. Può andar bene anche una crema a base di vitamina E e l’assunzione di omega tre e omega sei. A questo proposito ti rimando sempre alla mia risposta data mesi fa sul sito.

Per quanto riguarda la stimolazione della bimba con il sondino: non te la consiglio, preferendo di gran lunga la pratica del massaggio infantile per questo tipo di problema.

Per quanto riguarda il vomito della bimba: prima di tutto regolerei la tua alimentazione (ma non mi sembra che vi sia del razionale nell’assunzione dello zymil anziché del latte normale, magari parzialmente scremato), non assumendo più di una tazza di latte al giorno e uno yogurt o una tazza di latte e una porzione di formaggio non grasso, diciamo 50-70 gr (evita mascarpone, gorgonzola, panna e simili). Evita anche i brodi di carne o di gallina se non perfettamente sgrassati, le lasagne al forno o qualsiasi pasta elaborata con besciamella o condita con panna.

Per il resto: cereali di tutti i tipi, carne bianca, pesce, cotti al forno o ai ferri più verdure cotte o bollite o al vapore andranno benissimo, così come la frutta. Se il vomito si facesse insistente e sempre a getto dopo alcune ore dalla poppata, penserei ad una ecografia pilorica per escludere o confermare la presenza di una ipertrofia o una stenosi pilorica.

In questo momento non posso escludere il reflusso gastroesofageo, visto che è presente nella stragrande maggioranza dei lattanti, ma ipotizzo che non sia il problema principale della bimba e che una terapia antireflusso possa essere messa in programma solo dopo avere potuto escludere una ipertrofia o stenosi pilorica. Ovviamente, se regolando la tua alimentazione e facendo passare un po’ di tempo, la bimba non vomitasse più, l’ecografia pilorica diventerà superflua.

Un caro saluto,

Daniela

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