Coliche gassose a sei mesi


 

Gentile dottoressa Sannicandro,

La seguo sempre con vivo interesse e ho già letto ciò che Lei ha ampiamente scritto circa i risvegli notturni, ma purtroppo mi vedo costretta a disturbarla per chiederLe aiuto.

La mia bimba ha 6 mesi, pesa quasi 6 chili (cresce soprattutto in lunghezza), la allatto esclusivamente al seno e con tanto amore (nonostante una mia devastante perdita di capelli che prosegue inarrestabile anche con la cura del dermatologo, dimagrimento, e numerosi e frequenti ingorghi mammari che, a volte, nel giro di poche ore evolvono in mastite).

Da tre settimane ho iniziato lo svezzamento, come prescritto dal pediatra con passato di verdure, crema di riso, liofilizzato di carni bianche (per ora non le ho ancora dato il pollo), condito con olio extravergine di oliva della nostra campagna (non pizzica in gola, è quello di un’annata fa) e 100g di mela grattugiata confezionata (purtroppo, non mangia quella fresca).

Intanto, le sto dando 5 gocce di Folium acido folico e 5 gocce di Ferrosil ferro al giorno, integratori alimentari che il pediatra mi ha prescritto per un mese (finisco tra una settimana) a seguito dell’ultima visita in cui ha riscontrato un lieve rallentamento della crescita, dovuto a carenza alimentare materna, del mio latte (io ho sempre sofferto di anemia microcitaria da ferro, credo si chiami così, peggiorata fisiologicamente con la gravidanza).

Dall’età di due mesi, la bimba ha cominciato a soffrire di numerosi e frequenti attacchi di coliche nell’arco della giornata, soprattutto dal primo pomeriggio fino a sera tarda, che a volte non passavano neanche con Anginor, somministrato ogni 8 ore.

Ho evitato accuratamente qualunque cosa potesse scatenargliene attraverso il mio latte, ma ne ha sempre e comunque sofferto. Poi ho ripreso a mangiare regolarmente in modo vario (latte e cereali la mattina, pasta e carne a pranzo, legumi, poca frutta, di rado uova) proprio perché anch’io avevo bisogno di sostanza, continuando ad evitare solo "asparagi, aglio, cipolle, fritture e cibi piccanti, per non alterare il sapore del latte" (pediatra).

Con l’inizio dello svezzamento, la bimba non aveva più coliche, tanto che io e mio marito credevamo fossero capitolo chiuso, ma da una decina di giorni a questa parte l’incubo è ripreso, e la cosa più grave è che gli attacchi si verificano di notte, mentre la bambina dorme.

La situazione ci costringe a svegliarci ripetutamente per consolarla. Il suo meteorismo è frequentissimo durante il giorno: al "risveglio" al mattino, dopo aver mangiato a pranzo, qualche volta di sera, ma riesce a liberarsene. E’ la notte, non riuscendoci, che scoppia improvvisamente a piangere, anche per ore, o pochi minuti, ma in compenso con tanti attacchi.

È un meteorismo rumoroso, ogni aria è lunga e sembra la impegni non poco, ogni volta. Defeca regolarmente da sola, anche se con un po’ di sforzo.

La piccola è sempre stata vivacissima, vispissima, curiosa, sorridente, dal temperamento forte, precoce in tutte le sue manifestazioni. È legatissima a me e alla tetta, tanto che, a volte, si addormenta solo con la tetta e io non glie l’ho mai negata, soprattutto di notte, quando mi svegliava ogni due-tre ore per poppare. Da un po’ ha imparato a tenere anche il ciuccio, cosa che mi permette di allentare la morsa.

Svegliarmi per allattarla non mi è mai pesato, nonostante mi senta sinceramente stremata, ma per le coliche la nostra condizione è diventata insopportabile, anche per mio marito, il quale, per permettere a me di restare a letto, si alza, la prende in braccio e la tiene a pancia in giù con piccoli colpetti sul dorso, che la calmano temporaneamente.

Quando le abbiamo dato le tisane, lei le beveva voracemente e a volte ce le vomitava poi addosso e sul pavimento in preda alla violenza del dolore; altre volte, finito il biberon, gridava ancor di più, come se ne volesse ancora. Ma noi le abbiamo date sempre raramente, in sostituzione delle Anginor per evitare si assuefacesse al farmaco, consci del fatto che comunque tisane di seme di finocchio, erbe, camomilla contengono zucchero che favoriscono la fermentazione di gas.

Un’altra causa, legata ai risvegli con pianto, penso potrebbero anche essere i primi dentini, visto che la piccola ha parecchia salivazione ed un evidente fastidio che cerca di alleviare spingendo con la linguetta, all’altezza degli incisivi centrali inferiori.

Ne ho parlato con il pediatra, ma dice che tutto questo è normale. Unici consigli che mi ha dato è alternare la crema di riso con crema di mais e tapioca, fare la pappa il più brodosa, acquosa possibile (col risultato che per fargliela mangiare dobbiamo per forza di cose fargliela bere col biberon perché troppo liquida, vanificando così gli sforzi dei primi tempi col cucchiaino), farle fare aria al mattino, con bastoncino di cotone imbevuto con olio e, in casi estremi, continuare con Anginor, ogni 8 ore.

Possibile che non esistano altri rimedi? Magari di quelli che evitano la formazione di gas nel pancino, cioè che prevengano, anziché curare?

E del Mylicon, di cui ho sentito parlare, cosa può dirmi? Non vorrei somministrare alla bambina cose non consigliate dal pediatra, so che l’Anginor è il farmaco più forte, ma Lei, dottoressa, cosa farebbe se fosse al mio posto? Devo davvero ricorrere all’erboristeria?

Mi dispiacerebbe dover addirittura cambiar pediatra, pur di trovare una soluzione.

La prego, mi aiuti, e scusi il mio sfogo, ma sono ridotta ad uno stato larvale, mi creda.

Lo dico nell’interesse della bimba, perché in queste condizioni psico-fisiche rischio di non bastare più neanche a me stessa.

Nelle mie condizioni (senza dormire con un arretrato di sonno di svariate settimane, forte stress, pasti veloci a volte saltati per stanchezza) non posso ancora riprendere il lavoro (un nuovo lavoro, fuori città, provengo da un trasferimento dal Nord) e, da qualche giorno, tiro il latte ogni tre giorni per evitare temute complicazioni (mastiti).

Insomma, non riesco e non posso ancora reimpostare la mia vita e il lavoro, perché ho perso la cosa più importante: il sonno. La ringrazio con tutto il cuore per il tempo che potrà dedicarmi e la abbraccio con affetto.

Giulia

Bisognerebbe conoscere la bimba e poterla visitare per dare consigli a ragion veduta. In ogni caso il mio parere sarebbe questo: prima cosa, sospendere la terapia con acido folico e ferro in quanto il ferro potrebbe essere mal tollerato dall’intestino e perché, a mio avviso, andrebbe dato a ragion veduta, cioè dopo avere praticato almeno un emocromo e una sideremia per capire se la bimba ne ha veramente bisogno: in caso contrario non verrebbe nemmeno assimilato e sarebbe una somministrazione inutile.

Devo, però, ribadire che non sono affatto certa che il problema sia la terapia perché da quello che mi dici le coliche sono iniziate prima della somministrazione di ferro. Seconda cosa: l’alginor è un antidolorifico che potrebbe anche ridurre i movimenti peristaltici intestinali, quelli utili per risolvere gli spasmi intestinali, quindi, se da un lato attenua i dolori, dall’altro potrebbe mantenere una situazione favorevole al perdurare degli spasmi stessi.

Riserva quindi il farmaco per i momenti di vera disperazione e sostituiscilo con il mylicon che, essendo un antischiuma, fa in modo che le bolle d’aria che si formano nell’intestino diminuiscano di volume aumentando di numero, cioè la quantità di aria che si formerà sarà la stessa ma, come tante piccole bollicine di schiuma, si mischierà più facilmente con il contenuto intestinale riducendo la probabilità che si formino grosse sacche di gas responsabili dei dolori addominali.

Darai il Mylicon un quarto d’ora prima dei pasti e ne darai 6-8 gocce aumentandole, se necessario, qualora l’effetto non fosse soddisfacente, fino ad una decina, tre o quattro volte al giorno. Se le coliche fossero concentrate nelle ore pomeridiane e notturne, potrai cominciare prima di merenda, prima di cena e anche dopo due ore dall’ultimo pasto o meglio, prima della poppata successiva a quella dell’ora di cena. Terza cosa. comincia ad attaccare la bimba al seno ad orario senza assecondarla continuamente. Attaccala la mattina, volendo anche un po in tarda mattinata, a merenda e un’altra volta dopo cena se la sera prende già la pappa oppure, dall’ora della merenda in poi, ogni tre ore o tre ore e mezzo fino a mezzanotte poi al massimo una volta durante la notte.

Non tenerla più attaccata al seno illimitatamente ma quando ti accorgi che non succhia più ma ciuccia soltanto per suo gusto, piano piano staccala in modo che non assuma aria. Se succhia voracemente e rumorosamente, specialmente nei primi minuti di poppata, fai in modo che cambi sistema e che succhi con maggiore calma soprattutto in silenzio in quanto una suzione rumorosa è sempre indice di aria che viene ingurgitata assieme al latte e in tal caso le labbra della bimba dovrebbero essere posizionate meglio attorno al capezzolo in modo che formino una ventosa sul capezzolo stesso e tirino il latte soltanto senza aria al seguito.

Una volta regolate le poppate al seno in numero e durata – possibilmente non più di mezz’ora ma anche meno per ogni poppata – si passerà a ragionare sulla pappa: inizia col preparare solo 150 gr di brodo vegetale con carote e patate, senza passato di verdure e con tre cucchiai da minestra rasi di farina di mais e tapioca sciolti a pioggia più un cucchiaino di olio di oliva e anche meno di 30 gr di carne bianca di agnello e coniglio che corrispondono a meno di un vasetto di liofilizzato di carne. La consistenza della pappa deve essere cremosa e non troppo liquida altrimenti sarà impossibile somministrarla con il cucchiaino. Non aggiungere parmigiano e non dare frutta ne dopo la pappa ne di mattina. Se le cose andranno meglio, vuoi per il mylicon vuoi per una eventuale riduzione della quantità di pappa, vuoi per una regolamentazione delle poppate al seno o altro, potrai iniziare a dare un po di omogeneizzato di mela lontano dalla pappa, a metà mattina, ma meno di 60 gr, diciamo 40, 50 gr, cioè l’equivalente di uno spicchio, o meglio, di un quarto di mela di dimensioni medio grandi oppure mezzo vasetto di omogeneizzato da 60 gr.

Altra cosa da evitare categoricamente sono le tisane: non darle e basta e soprattutto non darle mai al momento della colica perché non faresti altro che peggiorare la situazione aumentando la ripienezza e la distensione dello stomaco e dell’intestino. Se la bimba ha sete, cosa improbabile se viene abbondantemente allattata al seno, meglio dare solo acqua a temperatura ambiente e basta. Il sapore sarà meno accattivante ma ti assicuro che la sete vera fa apprezzare anche l’acqua semplice e se non è sete vera non è necessario dare liquidi.

Alla bimba puoi anche somministrare fermenti lattici come il lactobacillo reuteri. Per quanto riguarda la caduta dei tuoi capelli: non temere, si tratta di un evento più che fisiologico in allattamento che non dipende se non in minima parte dallo stress, ammesso che un buon allattamento ben condotto sia da considerarsi uno stress, ma semplicemente dal fatto che durante la gravidanza, per la benefica influenza degli ormoni che circolano nell’organismo della mamma in grande quantità, in particolare estrogeni, i capelli smettono di cadere e si arresta anche il fisiologico ricambio quotidiano con i caratteristici picchi stagionali al cambio di stagione, specialmente autunno.

Alla fine della gravidanza e dopo il parto, scomparsi gli ormoni gravidici, i capelli che prima per mesi non erano mai caduti, cadono tutti assieme e, non essendoci la solita gradualità, il fenomeno è talmente eclatante che la mamma si spaventa e tende a dare la colpa all’allattamento. Vedrai che il fenomeno si esaurirà spontaneamente prima ancora della fine del tuo allattamento. Piuttosto, se sei anemica o non hai ancora recuperato i valori di emocromo che avevi prima della gravidanza, sei tu a dover assumere integratori vari, ma sempre dopo controllo dell’emocromo.

Sappi comunque che con l’allattamento di ferro se ne perde ben poco perché il latte materno non ne contiene se non minime quantità, anche se del tutto sufficienti per il lattante, almeno in linea di massima, e molto ben assimilato. Detto tutto ciò, ora devi pensare anche a te. Una certa regola nelle poppate, cioè nel loro numero e nel loro orario nonché nella durata, un po di ciuccio al posto di tutte quelle richieste notturne di latte, un ritorno per te ad una alimentazione equilibrata, si, ma non più restrittiva se non forse per quanto riguarda latte e latticini che dovrebbero essere limitati ad un bicchiere di latte la mattina e una porzione di formaggio stagionato nell’arco della giornata – parmigiano, gruviera, caciotta o simili – oppure uno yogurt ma senza più assumere formaggi per il resto di quella giornata e neppure tutti i giorni e uno stile di vita meno strettamente condizionato dalle richieste non sempre giustificate della piccola dove possano trovare spazio una bella passeggiata, anche assieme alla bimba, un bel massaggio rilassante, una nuotata in piscina, una seduta dal parrucchiere o qualsiasi altra attività per te piacevole, compresa anche una vacanza se fosse possibile prima di riprendere a lavorare, sarebbero, forse, il rimedio più efficace.

Se, nonostante tutto, però, la bimba non volesse saperne di regolarsi meglio durante il giorno e soprattutto la notte e non ti fosse possibile limitare numero e durata delle poppate, valuta la possibilità di sospendere le pappe per alcune altre settimane nella convinzione che fino a che la bimba non raggiunge gli otto chili di peso la necessità di svezzarla, anche se ha già compiuto sei mesi, non c’è e questo per evitare che si sovralimenti col rischio di peggiorare il problema coliche. Ricorda, comunque, che anche il massaggio infantile proposto regolarmente e quotidianamente alla bimba potrebbe regolarizzare il suo intestino come se non meglio dei farmaci, sempre che non ci siano problemi patologici a sostegno delle coliche, cosa che tenderei ad escludere.

Un caro saluto, Daniela

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