Ciuccio di notte: come togliere il vizio?


Buongiorno,

la mia bambina di 3 anni va a letto con il ciuccio, lo usa solo in quel caso. Se lo perde nel lettino lo ritrova da sola, ma mi capita, qualche notte, di sentire, che “ciuccia” velocemente, poi smette. Lo stesso lo fa nel momento che si  sta addormentando. Mi saprebbe dire come mai? Come posso fare per farle perdere il vizio del ciuccio anche di notte? La piccola dorme anche con una bambola di pezza.

Grazie


Se utilizza il ciuccio per così breve tempo, a mio parere puoi aspettare ancora qualche altro mese prima di affrontare il problema. Non so come si svolge la sua vita ma se è stata inserita alla scuola materna quest’anno, cioè da pochi mesi e ha dovuto così cambiare ambiente oppure entrare per la prima volta in una comunità da poco, io le lascerei ancora per un po’ la sua consolazione: le servirà per superare alcuni momenti di solitudine, come l’allontanamento dal mondo nel momento di addormentarsi e per imparare a cavarsela da sola. Fino a 4 anni, se i bambini non ne fanno un uso smodato, il rischio di deformazione del palato non sussiste: su questo argomento, comunque, puoi chiedere il parere della dentista del sito. Nel frattempo enfatizza la sua bamboletta di pezza e cerca di parlare molto alla bimba e di starle vicina facendoti raccontare la sua vita a scuola o le sue fantasie e imparando ad ascoltarla. Gli argomenti che spesso risultano convincenti sono le favole dove un personaggio ha bisogno di un ciuccio e la situazione si risolverebbe proprio se la piccola lo regalasse, visto che il personaggio, per un motivo qualsiasi, non può procurarselo. La fantasia di un genitore, in questo, è insuperabile. Oltre a non avere fretta nel togliere il ciuccio e ad insistere per parlare molto con la bimba del più e del meno senza essere normativa e senza dirle "sei ormai grande, che vergogna, nessun bambino alla tua età ciuccia più, uno di questi giorni te lo ruberà il lupo" e via discorrendo, cercherei di distrarla ogni volta che, al di fuori dell’addormentamento e del sonno, cerca il suo ciuccio: distrarla giocando e chiedendole una collaborazione per un aiutino qualsiasi. Se fra qualche mese non noterai cambiamenti di atteggiamento, approfittando, magari, di una giornata passata all’aria aperta, la sera lo farai sparire e dirai che si è perso nel prato o che lo ha preso qualche uccellino per i suoi piccoli: una o qualche notte di pianti dovrebbero bastare per farle dimenticare il problema. Devi essere sicura, però, che non ricominci con il suo dito: sarebbe come cadere dalla padella alla brace. Ma il mio parere è proprio quello di aspettare senza evidenziare o ingigantire il problema davanti alla bimba.

Un caro saluto,

Daniela

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