Catarro: come si elimina?


Buongiorno,
la domanda è tutta nel titolo.
I miei gemelli di 17 mesi non appena ha iniziato a far freddo hanno iniziato a produrre catarro, produzione industriale, quindi respirano male di notte, hanno spesso tosse, lo vomitano, ecc
Anche l'anno scorso erano nella stessa condizione.
Ci sono dei metodi "infallibili" per eliminarlo o delle accortezze per non farlo venire?
Grazie mille



Cara Marianna, il catarro, o muco, è una sostanza vischiosa che viene secreta da ghiandole chiamate, appunto, mucipare, situate un po' dappertutto sulle mucose delle vie respiratorie. Ha una funzione utilissima perchè contiene enzimi antisettici. Più precisamente, il muco, oltre a servire da "spazzino" delle vie respiratorie, lubrificandole e inglobando virus, batteri, sostanze irritanti ed inquinanti, veicola tutte queste porcherie, non solo all'esterno, ma anche verso cellule in grado di fagocitarle e distruggerle, come i globuli bianchi e le immunoglobuline. Nel sistema respiratorio, quindi, il muco cattura i batteri e il pulviscolo prima che essi entrino più profondamente nel corpo. Quest'azione protettiva, del resto, è presente anche in altri organi come l'esofago, lo stomaco (dove protegge la parete gastrica dall'acidità dei succhi gastrici), l'intestino, la vagina e via discorrendo.
Il muco ha caratteristiche molto variabili a secondo del motivo per cui è stato prodotto: per esempio, è limpido come acqua nelle riniti virali e nelle riniti allergiche, così come nelle irritazioni congiuntivali dovute a freddo o luci troppo intense (lacrimazione da sole), è denso e biancastro nelle irritazioni delle mucose delle prime vie respiratorie dovute ad aria troppo secca o a riscaldamenti troppo alti, è mucopurulento giallastro denso nelle infezioni con forte componente batterica fino ad essere emorragico o con altre caratteristiche in patologie molto più serie come carcinomi polmonari, gangrene, ecc.
Il catarro, quindi, si può dire che, nonostante il fastidio che procura a chi lo ha e a chi gli sta intorno, è una benedizione e non andrebbe mai represso o bloccato, ma anzi, favorito, cioè fluidificato per agevolarne l'espulsione. Per renderlo più liquido e più facilmente espettorabile con i comuni colpi di tosse si ricorre alla intensa umidificazione dell'aria ambientale (non bastano certo le vaschette da appendere ai termosifoni!) con umidificatori, ai lavaggi ripetuti delle prime vie respiratorie con soluzione salina e alla somministrazione di mucolitici per via locale, cioè aereosol, o per via generale, cioè per bocca (molto raramente per via intramuscolare) di mucolitici a base di zolfo. E' anche molto utile aumentare il più possibile lo stato di idratazione del malato facendogli bere una grande quantità di liquidi anche se non ha febbre e se non sente lo stimolo della sete.
Ma perché si ammalano tanto i bambini? Prima di tutto perché nei primi tre anni, da una parte non hanno ancora formato anticorpi specifici contro le più comuni malattie stagionali (non ne hanno ancora avuto il tempo), dall'altra, anche quando, dopo una malattia respiratoria, li hanno formati, hanno una memoria immunitaria breve e dopo poche settimane è come se non avessero avuto nulla. Questo è, tra l'altro, il motivo dei richiami così numerosi di tutte le vaccinazioni praticate nel primo annno di vita. Le stesse vaccinazioni, se fossero iniziate nel secondo o terzo anno, avrebbero bisogno di una sola dose per essere efficaci per anni. Poi perchè le malattie più frequenti dei bambini sotto i 5 anni sono virali e molti virus lasciano uno stato di immunodepressione di alcune settimane dopo avere infettato il bambino durante le quali questi si riammala più facilmente.
Cosa fare allora quando un bambino piccolo si ammala frequentemente di forme catarrali? Prima di tutto escludere problemi più seri come deficit immunologici, fibrosi cistica, anomalie anatomiche delle vie respiratorie che possono favorire il ripetersi di infezioni e la più rara sindrome delle ciglia immobili che rende le mucose, pur ricoperte da muco, incapaci di "spazzare via" il muco infetto.
Poi escludere che le forme catarrali siano dovute a infezioni batteriche che necessitano, o quantomeno, si giovano di terapia antibiotica per guarire prima e meglio.
In seguito, cercare, quanto possibile, di evitare tutte quelle situazioni ambientali che favoriscono le infezioni e i contagi. Per esempio l'asilo-nido, il fumo nell'ambiente dove vivono i bambini, gli ambienti sovraffollati e promiscui, i riscaldamenti troppo alti che seccano l'aria e irritano le vie respiratorie riducendo quantità e funzionalità del benefico muco, gli allergeni del microclima della loro cameretta che si annidano nella polvere, cioè via tappeti e moquette, tende non facilmente lavabili di frequente, troppi giocattoli di peluche ammucchiati nella stanza dove giocano e dormono i bambini, i cuscini o i piumoni di piume o lana (sostituire con sintetici).
Controllare che non abbiano deficit nutrizionali importanti: che mangino, cioè, sufficientemente proteine animali e frutta fresca di stagione nonché cereali. Evitare di farli uscire durante le giornate dal clima troppo umido (il freddo non fa male di per sé ma associato alla umidità stressa l'organismo).
Quando i bambini si ammalano fare di tutto per prolungare la loro convalescenza a casa, lontano dal nido e da altri bambini, per un tempo che dovrebbe corrispondere circa alla durata della malattia stessa. Praticando, quando necessario, alcune analisi di base per escludere patologie più importanti (emocromo con formula leucocitaria, elettroforesi proteica, immunoelettroforesi, eventualmente rx seni nasali e paranasali e epifaringe per escludere sinusiti croniche o sub-acute e ipertrofia adenoidea e test del sudore per fibrosi cistica).
Oltre alla prevenzione comportamentale e ambientale cosa si può fare affinché si ammalino meno spesso? Piuttosto poco, in verità, visto che si tratta di comportamenti "parafisiologici" ad una certa età, però, dopo i due anni di vita, alcune volte, le terapie immunomodulanti o, meglio chiamate, modificatrici della risposta immunitaria, come sono i vaccini anticatarrali sia preparati con lisati batterici che con composti di sintesi, possono avere una qualche evidenza positiva anche se solo dopo alcuni mesi di somministrazione.
L'importante è sempre capire se le infezioni ricorrenti sono nuovi episodi nello stesso bambino che appena guarisce torna a scuola e di nuovo respira nuovi virus e batteri oppure infezioni recidivanti dovute a qualche focolaio batterico mal curato che si riacutizza, come può capitare per le otiti o le tonsilliti ricorrenti.
Se poi i bambini vivono in vicinanza del centro storico di una città ad alto tasso di inquinamento o nei pressi di fabbriche e zone industriali è quasi obbligatorio portarli regolarmente, almeno ogni fine settimana, in luoghi dove possano respirare aria pura priva di sostanze irritanti.
Un'ultima considerazione meritano le cure termali che, in certi casi, producono benefici. Ma nei bambini molto piccoli non sono facilmente proponibili. I bambini a rischio vanno poi vaccinati il più possibile senza escludere la vaccinazione antipneumococcica e antimeningococcica e magari anche quella antivaricella.
Altra raccomandazione è quella di non somministrare mai calmanti centrali della tosse, a meno che non si tratti di tosse intollerabile, e di fare poco uso di preparati cortisonici che attualmente sembrano essere ancora molto di moda.
Ma sopra ogni considerazione, armarsi di santa pazienza e di un calendario che preveda almeno i prossimi due anni per iniziare sin d'ora un mesto e costante conto alla rovescia verso la libertà dal catarro quasi costante!
Un caro saluto,
Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone