Capriccio o senso d’abbandono?


 

Gentile dottoressa,

la mia piccola ha 19 mesi e a settembre abbiamo iniziato l’inserimento al nido.

Da subito si è capito che la cosa non le piaceva, premetto che sia lei che il grande di quattro anni sono abituati a stare con i nonni e la tata, ma se lui va con tutti serenamente lei è più decisa sulle simpatie.

Tornando al nido, da subito ha gridato tanto senza lacrime, ma protestando, fino a quando non è arrivata dalle ferie una maestra che le è piaciuta molto.

Solo che vorrebbe il suo monopolio ed ora che è a casa per malattia è ricominciato il dramma, con una differenza, ora anche fuori fa "capricci", vuole stare in braccio solo con me, allontana il fratello se mi sta vicino, e vuole dormire con me, cosa che non è mai successa: è da quando non poppa più di notte che si addormenta da solo nel suo lettino.

Le maestre dicono di insistere e mi trovano d’accordo, ma io non so se fuori devo continuare a cercare di educarla, nel senso che pesa 13 chili e non riesco a portarla tanto e poi non mi pare giusto anche nei confronti del fratellino, o essere un po’ più accondiscendente.

Errori ne faccio sicuramente molti nel’educazione dei miei bambini, ma mi sembra che questo potrebbe essere più grave.

Grazie

Devi capire se la bimba, per suo carattere, sta esprimendo un capriccio o una impuntatura oppure se cerca di comunicarti un vero e proprio disagio.

Il capriccio va ascoltato, ma la bambina deve anche essere aiutata a superarlo altrimenti potrebbe diventare una modalità anomala di affrontare tutte le nuove situazioni appena un po’ più impegnative del solito con relativo sviluppo di insicurezza e senso di inadeguatezza nei confronti delle cose della vita e sarebbe diseducativo.

Il vero disagio, invece, va ugualmente e doppiamente ascoltato e capito e la soluzione ad esso dovrà venire da una corretta politica di convincimento, politica che non è destinata ad avere successo in caso di capriccio.

 Se, dopo i primi minuti, al nido la bimba si tranquillizza e comincia a socializzare, io insisterei con fermezza e continuerei a mandarla all’asilo aspettando che passi Natale prima di trarre conclusioni. Se, invece, ma non mi sembra il caso della tua bimba, anche durante le ore di asilo continuasse a soffrire molto, valuterei la possibilità di aspettare il prossimo anno prima di inserirla in comunità.

Però io preferirei che la bimba, anche se con un po’ più di fatica, avesse ancora un po’ di tempo per abituarsi e integrarsi nel nuovo ambiente. Solo dopo alcuni mesi di prova con relative difficoltà si può definire problematico un inserimento un po’ più difficile del solito e ci vogliono almeno tre mesi prima di trarre conclusioni e decidere di ritirare il bambino dal nido.

Un caro saluto, Daniela

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