Cadute

 

Salve dottoressa,

mia figlia ha 12 mesi e mezzo e da circa un mese cammina da sola, anche se con andatura un po’ traballante. Il problema è che quando è particolarmente stanca o presa dall’eccessiva foga, cade, facendosi male ovviamente. Ciò succede e succedeva pure quando gattonava magari dalla foga le scivola la mano e batte la bocca per terra (e al 99% ha il ciuccio in bocca, di quelli rigidi) e si spacca il labbro ed io ho sempre paura che si rompa un dente (ne ha già otto)

Inoltre mi spaventano le capocciate per terra o negli angoli (ma perché quelle degli spigoli sono da ritenersi più pericolose?)

È vero che finché la fontanella è aperta (manca un pochino al chiudersi) il rischio di trauma è minore? E invece dopo aumenta?

Quando una caduta deve preoccupare?

Le faccio un’ulteriore domanda:

la bimba beve latte vaccino da qualche giorno fresco e intero, ancora diluito in base a quello che mi ha detto la mia pediatra, lo beve volentieri, il problema è che magari succede che rimango senza e allora le do quello di crescita dell’aptamil, volevo sapere se sbaglio ad alternare i due latti, ma non sempre quello fresco l’ho diponibile al momento perché abito a 8 km dal primo alimentari della zona.

Grazie come sempre della sua disponibilità.

In un bambino che inizia i suoi primi passi le cadute, ovviamente, sono all’ordine del giorno e il genitore finisce ben presto per farci una relativa abitudine così come il bambino che, dopo le prime esperienze, si spaventa di meno e a volte non piange nemmeno più.

I bambini più esuberanti, meno riflessivi e meno paurosi, poi, tendono a buttarsi su ogni nuova avventura senza preoccuparsi dei pericoli (anche quando ne hanno fatta esperienza) e per questo vanno controllati con 10 occhi, pur senza inibire esageratamente ogni loro iniziativa. La testa di un bambino di un anno è ancora relativamente grossa e pesante rispetto al resto del corpo e spesso è la prima a sbattere nelle cadute o negli urti contro un ostacolo.

Però è anche vero che il bambino è ancora piccolo e soprattutto basso e ha ossa piuttosto elastiche. Il suo peso, inoltre, non è eccessivo e la forza d’urto, quando sbatte o cade, non è certo quella che ci sarebbe se la stessa cosa succedesse ad un adulto. Quindi, al di là del pianto di sorpresa o di dolore, non è sempre necessario preoccuparsi più del dovuto per le prime capocciate. Finché un bambino cade stando con i piedi per terra, soprattutto se non vi è nella caduta molta energia cinetica, cioè se il bambino cade quando sta fermo o cammina e non quando sta correndo, l’urto non può essere, in linea di massima, preoccupante (anche se è sempre auspicabile evitare le cadute), mentre comincia ad essere preoccupante una caduta da una altezza che si avvicina ad un metro.

Diciamo che può essere preoccupante una caduta sbattendo la testa dall’altezza di un tavolo, di un fasciatoio, di un comò, di un lettino con le sbarre alzate e molto meno quella da una sedia o dal passeggino, che è ancora più basso, o da una poltrona. L’importanza dell’energia cinetica è evidente nei tamponamenti in auto, quando il bambino, anche se sbatte la testa contro una superficie più o meno imbottita e a distanza ravvicinata, come può essere lo schienale del sedile anteriore o il cruscotto imbottito posto a pochi centimetri di distanza, la velocità dell’auto può aggravare moltissimo l’impatto e renderlo potenzialmente molto pericoloso, mentre una caduta da una distanza anche simile e magari su una superficie più dura del cruscotto come può essere il pavimento può essere del tutto innocua se il bambino era fermo o si stava muovendo lentamente.

Quindi non è possibile stabilire sempre a priori con esattezza la potenziale pericolosità di una caduta perché non vi è una altezza standard al di sotto della quale il bambino è al sicuro da conseguenze se cade o viceversa perché tutto dipende dalla dinamica della caduta stessa. Una caduta da una altalena in movimento, per esempio, può essere molto pericolosa a causa della spinta dovuta al movimento anche se il sedile dell’altalena è molto basso, più basso di una normale sedia, mentre di solito la classica caduta dal lettone, così frequente quando il bimbo gattona e gioca a fare le capriole o non vuole essere rivestito e scappa dalle braccia della madre, di solito si rivela assolutamente priva di conseguenze.

L’urto contro uno spigolo duro a vivo, dal punto di vista del trauma cranico generalizzato, non è per forza più pericoloso dell’urto contro una superficie piatta, però può ferire più facilmente perché la forza d’urto si concentra sulla punta dello spigolo invece di essere diluita e diffusa su tutta la più vasta superficie d’impatto di un urto su una superficie piatta come può essere il pavimento o un muro.

Il discorso della minore pericolosità di un trauma cranico quando la fontanella è ancora aperta è poco verosimile perché se è vero che la mancata saldatura delle ossa piatte del cranio rende queste ultime più deformabili e più elastiche è anche vero che la conseguenza di traumi importanti può essere comunque grave in presenza o meno di una fontanella ancora aperta. Tra l’altro, nei primi due anni di vita, le ossa craniche sono piuttosto elastiche per natura e la presenza della fontanella non modifica di molto tale caratteristica di deformabilità che, tra l’altro, continua per alcuni mesi anche dopo la chiusura della fontanella.

Per quanto riguarda il latte fresco o quello di crescita: fino al terzo anno di vita sarebbe consigliato comunque quello di crescita o comunque il latte vaccino fresco ma non più diluito, ma comunque se vuoi dare il latte fresco fai pure e tieni pure una scorta di latte di crescita per ogni evenienza vista la tua difficoltà a reperire il latte quotidianamente: alternare i due latti non è un problema.

Un caro saluto, Daniela

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