Broncopolmonite


 

Salve dottoressa,

la mia piccola di quasi 3 anni presenta tosse da circa un paio di settimane, a tratti secca, altri un po' grassa, la notte non ha praticamente attacchi. Niente febbre. Decido di attendere e trattarla con latte e miele e qualche aerosol con fisio+prontinal (non ha più tonsille e adenoidi, soggetta a qualche broncospasmo).

Ma dato che non migliora, la porto dalla pediatra che riscontra un focoloaio di broncopolmonite e si parte con il Cladid. Mi dice di tenerla riguardata (frequenta la materna) e di mandarla pure a scuola lunedì (visto che salta, corre, mangia…ha solo il respiro un po' corto, ma questo sintomo è degli ultimi 2 gg ed è più visibile il mattino).

Ora mi chiedo: possibile per una mamma accorgersi quando è broncopolmonite (ho un'altra bimba di 2 anni e temo il contagio)? Possibile non ci sia febbre, che la bimba apparentemente stia abbastanza bene? È giusto rimetterla in comunità subito? E consiglia vaccinazioni antiinfluenzali? (io sono un tantino scettica al riguardo, mi spaventano: entrambe sono vaccinate con esavalente + meningococco, ma nulla più, il pediatra le ha sconsigliate per le continue virosi alle alte vie, che ne hanno indebolito il sistema immunitario).

Grata per l'attenzione, cordiali saluti, Mamma sempre in ansia

Clamydia e mycoplasma sono agenti patogeni che possono dare spesso forme broncopolmonari non serie ma molto prolungate e fastidiose nei bambini, specie se non piccolissimi. La terapia prescritta dalla tua pediatra e lo stato generale buono della bambina farebbero pensare a questo tipo di patologia. A volte le tossi di origine polmonare e non a partenza dalle primissime vie aeree hanno caratteristiche particolari, ma la maggior parte si assomigliano, quindi è solo l'auscultazione e, al limite, una radiografia del torace che possono dirimere i dubbi: dubbi che dopo più di una settimana di tosse devono obbligatoriamente venire al pediatra e anche alla mamma.

Il reinserimento a scuola dipende dalla causa della broncopolmonite e dalle condizioni generali del soggetto. Nel caso della tua bimba, visto che è allegra e vivace, potrebbe essere stata una decisione corretta anche se, in un bambino ancora portatore di patologia, l'inserimento in comunità aumenta il rischio che si ammali di qualcos'altro prima ancora di essere guarito dalla patologia in atto.

Per quanto riguarda il contagio alla bimba più piccola: dipende dalla causa della broncopolmonite e comunque, dopo 2 settimane, quello che doveva succedere è già successo e se la piccola non si è ancora ammalata, vuol dire che non era destinata ad essere contagiata.

Per quanto riguarda la vaccinazione antinfluenzale: nei bambini tali vaccinazioni non sono molto efficaci ma le si raccomanda comunque perché essi sono i maggiori diffusori dell'influenza, i primi ad ammalarsi e gli ultimi a smettere di essere contagiosi. Siccome quest'anno si prevede la sovrapposizione di due influenze, di cui una, la pandemica, particolarmente contagiosa e diffusiva anche se non grave, il consiglio di vaccinare i bambini anche se non particolarmente a rischio, cioè anche i bambini sani, è una precauzione sociale in quanto così facendo si limitano le maggiori fonti di diffusione di entrambe le influenze e si tenta di migliorare la salute generale della popolazione.

Nel caso della tua bimba, però, ammesso che tu decida di vaccinarla, o di vaccinare entrambe, dovrai attendere almeno alcune settimane dopo la completa guarigione e dovrai chiedere il parere del pediatra di base.

Un caro saluto, Daniela

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