Bronchiolite e Gramplus


Gentilissima dottoressa,

sono mamma di un bimbo di appena due mesi e mezzo e oggi il pediatra gli ha diagnosticato un inizio di bronchiolite e, come cura, mi ha dato le supposte di Gramplus.

Volevo sapere se sono efficaci, visto che il loro impiego riguarda le vie aeree alte e comunque è un antibatterico.

La ringrazio anticipatamente e attendo una sua spero tempestiva risposta.

 


La bronchiolite è una infiammazione delle più piccole diramazioni dei bronchi molto frequente nei primissimi mesi di vita, che tendono a restringersi producendo una sintomatologia legata principalmente alla dispnea e alla difficoltà respiratoria.

Di solito la malattia è di natura virale – più spesso responsabili sono, infatti, il virus respiratorio sinciziale, gli adenovirus, i virus influenzali e para influenzali, gli enterovirus ecc.- mentre quando la bronchiolite è dovuta, sin dal suo inizio, a un batterio, di solito questo è la clamydia che, però, è responsabile, nei bimbi molto piccoli, di forme broncopolmonari molto gravi e richiede una terapia antibiotica specifica forte e mirata.

Dare, quindi, un antibiotico o un farmaco antibatterico come il Gramplus per una bronchiolite non sarebbe strettamente necessario a meno che non si sospetti la concomitanza o il forte rischio di complicazione della malattia da parte dei batteri. Ma mentre i batteri responsabili sin dall’inizio di una bronchiolite sono, di solito, specifici e quasi sempre si tratta di clamydie, quelli responsabili di una presunta o probabile complicazione batterica della malattia possono essere anche i più comuni batteri, gli stessi che danno patologie alle prime vie respiratorie.

Per riassumere, quindi, una bronchiolite, in linea di massima, una volta diagnosticata con sufficiente certezza, non dovrebbe essere subito trattata con antibiotici ma con semplici misure palliative e sintomatiche tipo umidificazione spinta dell’ambiente dove soggiorna il bambino, idratazione del bambino facendolo bere molto e, al massimo, se necessario, qualche farmaco broncodilatatore, associato o meno al cortisone, la decisione di proteggerlo da eventuali complicazioni batteriche, magari non ancora in atto ma ipotizzabili, dipende strettamente dal medico che visita il bambino e, in tal caso, linee guida sul tipo di antibiotico da prescrivere non ci sono perché non si è in grado di sapere a priori quale germe potrebbe, ipoteticamente, colonizzare un polmone con bronchiolite in atto.

A questo punto, qualsiasi antibiotico o antibatterico è, in linea di massima, prescrivibile e la facilità con la quale può essere somministrato il Gramplus in supposte ad un bambino che, data la malattia, rischia di non riuscire ad assumere nulla per bocca senza vomitare, potrebbe indurre il medico a sceglierlo al posto di un altro antibiotico più tradizionale da assumere per bocca o, peggio ancora, per via intramuscolare.

Quindi, nella quasi certezza che il Gramplus sia stato prescritto per scongiurare eventuali sovrapposizioni batteriche e non per curare la bronchiolite, secondo me, la scelta è idonea allo scopo.

Essendo il bimbo molto piccolo, come quasi tutti i bimbi che si ammalano di bronchiolite, del resto, la massima importanza e attenzione deve essere posta alla osservazione dello sforzo respiratorio del bimbo: se la sua frequenza respiratoria tende ad aumentare, se le sue narici si dilatano quando è in fase inspiratoria, se il suo torace presenta dei rientramenti, cioè degli affossamenti durante gli atti respiratori e se questi rientramenti si osservano anche al giugulo, cioè alla base del collo appena sopra la clavicola, se diventa piuttosto pallido, rifiuta l’alimentazione e compare una lieve sfumatura scura attorno alle labbra o sul letto ungueale è necessario richiamare il medico o pensare ad una visita al pronto soccorso pediatrico mettendo in conto anche un possibile ricovero.

Ma se tutto ciò non succede, bastano le precauzioni suggerite sopra aggiungendovi l’accortezza, non solo di non fumare in casa, ma di non riscaldare troppo gli ambienti dove soggiorna il bimbo.

Un caro saluto,

Daniela

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