Brevi sonnellini diurni e ciuccio


Salve,

il mio bimbo di 4 mesi e una settimana dorme dalle 22:00 alle 2:30-3 di notte, ciuccia e poi dorme nuovamente fino al mattino alle 8:30-9:30.

Durante il giorno ciuccia 3 orette circa e tra una poppata e l’altra diventa un po’ lagnoso e, solo con l’aiuto del ciuccio, si addormenta 20-30 minuti al massino.

Io gli tolgo il ciuccio quando si è addormentato e puntualmente, dopo 10 minuti, si sveglia. La sera invece si addormenta col ciuccio, ma quando glielo tolgo continua a dormire. Non so se sbaglio io a farlo dormire così spesso durante il giorno, ma a me sembra che abbia sonno perché sbadiglia e si agita.

Dovrei abituarlo a ritmi diversi? Inoltre mi chiedevo se va bene metterlo a letto alle 22 o è meglio anticipare. Noi aspettiamo quell’ora perché il papà possa stare con lui tornando alle 19 dal lavoro.

Inoltre mi chiedevo se è normale che prima di addormentarsi (questo soprattutto la sera quando va proprio a nanna) si contorca, si gratti gli occhi e si agiti tanto.

Grazie mille e buon lavoro

Mariangela


Cara Mariangela,

dopo il terzo mese i bambini si interessano più di prima all’ambiente che li circonda perché finalmente vedono meglio anche da lontano, localizzano la provenienza dei suoni, possono girare la testa da un lato e dall’altro senza dovere per forza girare tutto il corpo, riescono ad estendere le braccia per raggiungere un oggetto posto davanti a loro aprendo i pugnetti e sono quindi in grado di interagire in modo più completo con l’ambiente.

È quindi logico che il loro sonno si modifichi assomigliando sempre più a quello dei bambini più grandi tendendo a prolungare i periodi di veglia durante il giorno e ad allungare quelli di sonno durante la notte.

Pertanto è bene che il bimbo, libero, comunque, ancora, di alimentarsi come e quando vuole, anche ogni 3 ore, se necessario, abbia dei momenti della giornata in cui può concentrare la sua attenzione su qualcosa un po’ più a lungo e non sia per forza invitato a dormire spesso (bastano due sonnellini diurni più, a volte, un terzo facoltativo se si svegliano molto presto la mattina).

Dopo la prima poppata della mattina dovrebbe sempre uscire per alcune ore, anche se si addormenta nel passeggino e, ora che le giornate sono lunghe, se possibile, anche di pomeriggio sul tardi sarebbe bene farlo uscire per distrarlo e per stimolarlo con i rumori, i colori, le luci e le voci che solo uscendo può conoscere. Oltre a ciò, qualsiasi gioco con la mamma andrà bene per occupare i momenti di veglia.

Quando avrà sonno lo farà capire lui stesso e se vuole il ciuccio non glielo negare; lasciaglielo in bocca un po’ più a lungo in attesa che si addormenti più profondamente prima di toglierlo: è una occupazione molto amata che rilassa e favorisce il sonno, non va demonizzata quando non dura più di tanto e quando non diventa un atteggiamento compulsivo.

Il sonno notturno, quando arriva, è ormai più profondo di quello dei sonnellini diurni ed è giusto che sia così; per questo tollera meglio la mancanza di ciuccio di notte piuttosto che di giorno. Non insistere affinché dorma per forza di giorno e soprattutto non pensare che debba per forza dormire nele stesse condizioni della notte, cioè nella sua stanzetta, al buio e in assenza di rumori: queste situazioni, troppo simili alla notte, alterano l’orologio biologico del piccolo che, come ho detto, non deve più dormire per forza di giorno nello stesso modo come dorme di notte.

Se il piccolo si sveglia così tardi la mattina, può anche dormire verso le dieci di sera per stare con il papà, ma se noti che si stranisce troppo e si innervosisce, asseconda i suoi ritmi naturali anche se il papà, in questo modo, potrà stare con il bimbo qualche minuto di meno, ne va della qualità del suo sonno.

Quando sono stanchi, i bimbi sono sempre un po’ agitati e sembra che non sappiano neanche loro quello che vogliono: dovrai essere tu ad aiutarlo a capire e decodificare i segnali che gli vengono dall’interno. L’anima del bambino si specchia in quella della mamma e i disagi che lui sentirà saranno capiti tanto meglio quanto più sarai stata tu stessa capace di decifrarli e di tradurglieli.

Devi renderti conto che il bimbo sta crescendo e se questa constatazione è ovvia dal punto di vista della crescita somatica, non è sempre automatico e altrettanto semplice, per una mamma, adattarsi ai costanti rinnovamenti del rapporto con il proprio figlio che la sua crescita psicologica, inevitabilmente, obbliga ad accettare.

Un caro saluto,

Daniela

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone