Bimbi e montagna


 

Buongiorno gentilissima dottoressa,

 

Le scrivo per delle informazioni che riguardano i bambini e la montagna. Ho una bambina di 4 anni e 5 mesi che in montagna va molto volentieri camminando anche parecchio. A volte fa dislivelli di 500 metri in salita e altrettanti in discesa con una percorrenza di circa 4 ore.

Secondo lei le fa bene camminare così tanto o sarebbe meglio ridurre i tempi di percorrenza?

 

P.s la bimba non accusa sintomi né di stanchezza né di dolori vari.

La piccola va anche in piscina pensa che sia dovuto anche a questo se la bambina non si stanca?

Un grazie grande come il mondo

 

 

Il movimento è sempre salutare; camminare in montagna in ambiente salubre è un’ottima attività motoria libera e abituarsi sin da piccola non può che costituire una esperienza importante per la bimba che, se continuerà a ripeterla volentieri e senza essere forzata, tenderà a volerla perpetrare negli anni a tutto vantaggio del suo fisico e della sua psiche.

La montagna insegna a gestire e a superare la fatica, a controllare e rafforzare la volontà, ridona fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, controbilancia le lunghe ore sedentarie dell’inverno, stimola lo spirito di osservazione, di avventura e di conquista, è impregnata di spiritualità anche se questo è un aspetto che la bimba, forse, ancora non riesce a percepire ed è quindi una ottima palestra di vita, forse più di molte vacanze al mare se si intende per vacanza marina la semplice frequentazione di una spiaggia attrezzata dove la vita e le attività che vi si possono svolgere sono per forza di cose codificate, irregimentate, prevedibili e sempre uguali a se stesse e la natura stessa con la quale si viene a contatto non è più spontanea ma modificata e piegata a delle esigenze di confort e consumismo più in linea con i desideri di riposo e di pigrizia di un adulto che con i veri bisogni di un bambino.

Pertanto si alla montagna senza riserve, sempre rispettando le forze oggettive e le energie che può avere un bambino, considerando che a 5 anni non è più possibile per lui usufruire di un comodo passaggio sul seggiolino zaino quando è stanco come avviene nei bimbi più piccoli.

Il peso di un bimbo, inoltre, essendo inferiore a quello di un adulto, non costituisce per lo scheletro una sollecitazione così importante passo dopo passo, quindi la fatica reale e/o percepita è per forza di cose inferiore. Basta un buon paio di scarpe, un cappellino con visiera e uno zainetto privo di peso solo per responsabilizzare il bambino e abituarlo all’autonomia e all’autosufficienza contenente le stesse cose dei grandi come acqua, un k way per la pioggia, un piccolo snack e poco più e la felicità sarà assicurata. Via libera, quindi, alle vacanze in montagna a tutte le età, con l’auspicio che molti più bambini e famiglie le scelgano anche per la loro relativa economicità oltre che salubrità.

La difficoltà delle escursioni sarà crescente anno dopo anno ma l’importante è che sia sempre assolutamente alla portata dei genitori che accompagnano i bambini in modo da essere in grado di aiutarli ad ogni difficoltà, sempre possibile in un percorso montano e in modo che possano sempre dare quell’esempio di disinvoltura e serenità che ai bambini serve per riuscire a superare i momenti di fatica e di scoraggiamento che sono sempre possibili quando un percorso si fa faticoso.

Un caro saluto, Daniela

 

 

 

 

 

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