Balbetta a quattro anni


 

Buongiorno Dottoressa,

sono qui a riproporle il problema di mio figlio che ha 4 anni e mezzo e dall’età di 2 anni e mezzo circa ha problemi di "linguaggio" se così si possono definire. È stato molto precoce nel parlare a 10 mesi pronunciava già alcune parole ad 1 anno si faceva capire benissimo ad 1 anno e mezzo parlava bene. Successivamente e più o meno all’età di 2 anni e mezzo circa abbiamo notato una sorta di balbuzia specialmente all’inizio di una frase con tentennamenti che si verificavano solamente in periodi particolari dove il bambino o era più stressato eppure era ipereccitato.

Dopo alcuni mesi la cosa sembrava risoltasi da sola, poi si è ripresentata più lievemente, poi nuovamente risolta… fino ad arrivare alla situazione odierna in cui mio figlio a volte all’inizio di una frase ha dei tentennamenti secondo me normalissimi (tanti bimbi lo fanno) in momenti particolari per esempio se deve dire un qualcosa in pubblico ma neanche sempre. Ho notato che dopo qualche settimana in cui il suo linguaggio non è così fluido dopo parla molto meglio di prima e il suo vocabolario è arricchito di termini nuovi.

Adesso è inutile dirle che in merito ho letto molto e che le ho già chiesto il suo parere credo l’anno scorso; non solo ho ovviamente chiesto il parere del pediatra che segue mio figlio il quale mi ha detto di non preoccuparmi anche se è pur vero che mio figlio non gli ha mai fatto un ragionamento quindi si è basato su quello che io gli ho descritto, come in effetti sto facendo con lei, con la differenza che il Pdf conosce il bambino dalla nascita.

Ultima cosa, è anche vero che se il clima familiare non è dei più felici a casa mio figlio ne risente ed io me ne rendo conto dal peggioramento del suo linguaggio, quindi è pur vero che se a casa fossimo tutti felici e sereni le cose andrebbero meglio. Detto questo chiedo a lei consiglio, insomma devo rivolgermi ad un professionista del linguaggio?

Ripercorrendo la storia di mio figlio mi sto anche tranquillizzando perché il problema l’ho intuito da sola (nervosismo familiare) però purtroppo non essendo noi la famiglia del mulino bianco le chiedo se questo è un fatto normale che passerà con tempo come dice il pediatra oppure sarebbe da approfondire; oppure basterebbe stare più tranquilli a casa? (cosa da poco).

P.S. È stata la maestra stamattina a mettermi il panico addosso dicendo testuali parole " questo bambino balbetta molto" dice che ieri lo ha sentito parlare e se n’è accorta ma Le assicuro che non è così, magari preso dall’emozione abbia potuto "incepparsi" di più del solito ma non di più!

Grazie e buona giornata.

È molto facile che un bambino che ha cominciato molto presto a parlare diventi, col trascorrere dei mesi, un po’ balbuziente così come è facile che i bambini in età prescolare soffrano di balbuzie transitoria e che la balbuzie, che risente spesso di familiarità (un genitore o uno zio o un cugino balbettava più o meno alla stessa età), peggiori quando il bambino è stressato o si trova a vivere suo malgrado una situazione familiare che gli infonde insicurezza affettiva o che comunque lui vive in questo modo. Senza poter ascoltare il bambino non posso farmi una idea se ha o meno necessità di un logopedista: pertanto, nel dubbio, il mio consiglio è quello di chiedere un parere di un esperto. Ma se la balbuzie non riconosce fattori di familiarità, essa deve considerarsi su base essenzialmente psicologica. Si tratta, spesso, di bambini molto sensibili ed intelligenti, che hanno delle capacità di formulazione dei pensieri articolati e complessi molto sviluppate e con una buona rappresentazione mentale di quello che devono dire, sia dal punto di vista dei concetti da esprimere che delle parole da utilizzare e che proprio proprio per questo soffrono di una discrepanza tra la velocità di formulazione dei pensieri e la capacità reale di articolare le parole.

Una volta resesi conto del loro problema, poi, si innesca un circolo vizioso di ansia e di paura di non essere capaci di formulare i pensieri che favorisce timidezza e senso di inferiorità e insicurezza che, a loro volta, non fanno altro che peggiorare il problema. In altre circostanze, non ricordo se rispondendo ad una tua mail o alla mail di un’altra mamma con lo stesso problema, ho avuto modo di rispondere in modo piuttosto completo, a mio avviso, sull’argomento e sul da farsi e a queste risposte ti rimando. Quello che puoi fare, anzi, che devi fare, è mantenere il più possibile una atmosfera di serenità di fronte al bambino, farlo partecipare alla conversazione lasciando che ascolti anche senza insistere troppo per farlo parlare, ascoltarlo, a tua volta, con calma e con molta disponibilità non favorendo troppo il suo linguaggio pronunciando tu la parola che a lui risulta difficile ma, alla fine della sua frase, magari, ripeterla con le tue parole con calma.

È altrettanto importante che tu sappia modulare bene il ritmo del discorso, con frasi rivolte al bambino piuttosto brevi e semplici e una adeguata pausa di attesa per la sua risposta. Il canto e la musica, di solito, favoriscono il fluire delle parole, quindi potresti abituarti a cantare assieme a lui alcune canzoncine che lui ama in modo particolare o filastrocche, scegliendole tra quelle maggiormente orecchiabili e ritmate. Anche la lettura serale di favole da parte tua potrà essere uno stimolo importante.

Oltre all’atmosfera serena, all’ascolto tranquillo, a non sgridarlo o fargli notare gli errori o gli intoppi nelle parole, ma semmai, a fine frase, a ripetere le parole sulle quali si sono manifestate difficoltà con calma ma senza obbligarlo a ripeterle, oltre a cantare insieme a lui e a ritagliarti dei momenti tranquilli durante i quali stare a parlare sola col bimbo affinché nessuna situazione esterna possa infondergli ansia, oltre ad aumentare l’autostima del bimbo, non ti resta, come ho detto, che chiedere consiglio ad un logopedista, il quale potrebbe tranquillamente ripeterti quello che ti ha detto il tuo pediatra, ma almeno ti sentirai più tranquilla. Qualora ci fosse bisogno di un suo intervento, l’età sarebbe corretta e non sarebbe bene, a mio avviso, aspettare di più.

Un caro saluto Daniela

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