Attaccamento morboso ad un gioco e incubi notturni


 

Buongiorno,

ho un parere da chiedere su un comportamento da assumere nei confronti di mio figlio di due anni.

Fin da piccolo è fissato con tutto ciò che gira, in particolar modo ventilatori e lavatrici. Ora con gli oggetti veri si limita a guardarli, ad aiutarmi con la lavatrice, ad accenderli e spengerli e poi non va oltre, ma ieri gli hanno regalato una lavatrice giocattolo molto molto realistica e lui non vuole più separarsene, non ha giocato con nient’altro e non voleva neanche andare a dormire.

Stamattina l’ha cercata e poi l’abbiamo portato all’asilo, tra l’altro ci va da poche settimane quindi non era neanche troppo contento. Io non so cosa fare: gliela tolgo strillandogli e facendogli capire che non deve morbosamente giocare con una sola cosa? Non gliela faccio più trovare? Gliela lascio finché tra qualche tempo non si stanca lui?

Ma i problemi non sono finiti.

Il bimbo soffre di incubi e me ne sono accorta perché, una volta non mi ha visto per tutto il giorno e la notte ha pianto tantissimo cercandomi, da quando l’ho lasciato all’asilo tutto il giorno la notte ogni tanto si dispera dicendo "no, no" e chiamando mamma e papà. Stanotte ha urlato circa dieci volte per questa lavatrice giocattolo dicendo "è rotta", "i panni", ecc.

Per gli incubi e il sonno così disturbato, avevo pensato di dargli il Pediason che la mia pediatra mi prescrisse quando era più piccolo per i continui risvegli, anche se quei risvegli erano tranquilli… Cosa mi suggerisce?

Grazie. Un saluto

Lascia al bimbo la sua adorata lavatrice e fallo giocare per tutto il tempo che vuole: prima o poi si romperà a forza di utilizzarla e al bimbo non interesserà più.

Per distrarlo da questo gioco, se proprio vuoi, proponigli un gioco che gira, magari una girandola o qualcos’altro che fa dei movimenti per quanto possibile circolari se è questo il movimento che attrae il bimbo in modo particolare.

Ma se tornerà alla sua lavatrice, lascia pure che se la tenga vicina e, anzi, gioca con lui facendo finta di dovere lavare dei panni che non entravano nella tua lavatrice grande e così via. Cerca di guardare il mondo con gli occhi del tuo bimbo e dimostragli che i suoi giochi interessano e divertono anche te. Torna un po’ bambina anche tu assieme a lui ogni tanto.

Le emozioni e le tensioni dovute al distacco da te quando frequenta l’asilo possono, anzi, devono essere elaborate convenientemente durante il riposo notturno, quindi è bene che il bimbo sogni anche se a volte ha degli incubi o magari dei semplici sogni o parasonnie che tu definisci incubi e che magari non sono tali.

Evidentemente ha bisogno di tempo ancora per abituarsi al nuovo ambiente o riabituarvisi se lo frequentava anche in precedenza. Ogni anno, per un bambino, è diverso dal precedente e dopo la pausa estiva non sono più gli stessi bambini a tornare all’asilo, ma dei bambini psicologicamente nuovi e spesso l’inserimento diventa necessario anche nel secondo e terzo anno di frequenza.

Poi, anche se abituati, tutto ricomincia alla scuola materna, quindi per un po’ di anni è facile che non ci sia pace.

Qualsiasi sciroppo sedativo, blando o meno che sia, non ti risolverà i problemi. Meglio stare un po’ di più accanto al bimbo, farlo parlare, disegnare, fare dei giochi condivisi, uscire a spasso con lui, portarlo fuori la domenica e/o il sabato a divertirsi in mezzo alla natura assieme a mamma e papà.

Prima o poi questi problemi passeranno e ne arriveranno dei nuovi, quindi non si tratta di eliminare in qualche modo il problema ma di viverlo al meglio assieme al bimbo aiutandolo per quanto è possibile, a superarlo nel migliore dei modi.

I feti, durante i nove mesi di vita intrauterina, si girano e si rigirano migliaia di volte attorno al cordone ombelicale e anche durante il passaggio attraverso il canale da parto sperimentano un rivolgimento: tutto ciò procura sensazioni propriocinetiche del tutto particolari che sono indispensabili per il normale sviluppo di tutti gli organi di senso e dell’equilibrio, ma lascia anche dei ricordi profondi indelebili nella memoria implicita del bambino, quella di cui non resta traccia apparente ma che si imprime fortemente nella psiche profonda e nell’inconscio e chissà che, come dicono molti psicanalisti prenatali, il movimento circolare della lavatrice non evochi inconsciamente al bimbo sensazioni antiche di cui non conserva memoria conscia ma che, se già vissute, lo attraggono magicamente senza che lui sappia spiegarsi il perché?

Un caro saluto, Daniela

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