Apnea durante il pianto e reazioni Mpr


Gentile dottoressa,

innanzitutto vorrei ringraziarla per le sue risposte complete e ricche di suggerimenti anche non prettamente "medici" che leggo volentieri.

Il mio bambino di quasi 14 mesi, è molto vivace.

A volte quando scoppia in pianti disperati (a causa di piccoli urti o se qualcosa lo fa arrabbiare), resta in apnea anche per 5-7 secondi (cerco di fare un stima veritiera, anche se a me sembrano molti di più) e le labbra diventano subito blu.

Mi chiedevo se queste apnee possano essere pericolose e se c’è qualche comportamento da adottare in questi casi (pacchette sulla schiena?), o se è meglio non fare nulla.

Ho anche un’altra richiesta che non c’entra con la precedente.

Mercoledì scorso (9 Luglio) abbiamo fatto la vaccinazione MPR+varicella.

A partire da domenica 13 Luglio ha cominciato a mostrare segni di irritabilità e fino a oggi (venerdì 18 Luglio) continua ad alternare momenti in cui ha un po’ di febbre (massimo 37 e mezzo) di solito accompagnata da eruzioni cutanee in varie parti del corpo (viso, braccia, gambe) e di varia natura (sul viso piccoli puntini, sulle braccia e sulla gambe macchie rossastre leggermente gonfie) a momenti in cui sembra stare perfettamente bene.

Posso tranquillamente ricondurre questi sintomi al vaccino? (Sta anche mettendo i denti ovviamente..)

Quando dovrebbero presumibilmente finire?

Grazie infinite!


Per le crisi di apnea non fare nulla o, al massimo, cerca di evitare situazioni che lo facciano arrabbiare, senza, comunque, tenerlo nell’ovatta o sotto una cappa di vetro.

Anche se l’arresto della respirazione mette in ansia la madre, bisogna ricordare che si tratta di una reazione, in un certo senso, volontaria, un modo per attirare l’attenzione sul suo problema del momento: quindi, appena la concentrazione di ossigeno cala a valori che al piccolo creano fastidi e senso di mancanza di aria, stai pur tranquilla che riprenderà da solo a respirare, visto che il suo stato di coscienza non viene alterato dalla crisi di apnea.

Fatti forza e non cedere alla tentazione di rianimarlo né di dargli pacche, colpetti vari o metterlo in posizioni strane e innaturali: convinciti che non sta soffocando ma solo facendo una gran commedia e se non riceverà l’attenzione che si aspetta sentirà i suoi sforzi inutili e smetterà da solo. Mostrati, anzi, serena e imperturbabile così capirà che non potrà usare le sue astuzie come ricatto psicologico nei tuoi confronti. Più ti mostrerai in ansia e preoccupata, più insisterà sui suoi atteggiamenti. In realtà, la vaccinazione potrebbe avergli scatenato uno stato abnorme di irritabilità che non è del tutto nel suo carattere manifestare di solito.

Per quanto riguarda la reazione al vaccino quadrivalente, anzi le reazioni visto che ha avuto febbretta, irritabilità e macchioline varie, essendo un vaccino preparato con virus vivi attenuati, essi possono dare, in forma lieve, buona parte dei sintomi caratteristici delle quattro malattie: la febbre, comune a tutte e quattro, i vari esantemi, a piccole macchie in caso di rosolia, a macchiette più grandi e confluenti tra loro a gruppi in caso di morbillo e a pomfi rilevati rosa o rosso chiaro in caso di varicella in fase iniziale. La parotite si limita a gonfiare le parotidi, ma non sempre succede.

Tutto nella norma, quindi, a meno che le chiazze cutanee più grandi e in rilievo non siano dovute ad allergia a qualche componente del vaccino o a qualcos’altro. Le varie reazioni imputabili alla vaccinazione possono presentarsi dal 5° al 21-26°° giorno circa dopo la vaccinazione e durare, singolarmente, solo due o tre giorni; di solito, però, visto che si tratta di ben quattro malattie, ognuna di esse potrebbe aver dato una reazione in un giorno diverso dalle altre e questo spiegherebbe la lunga durata delle manifestazioni stesse.

Molto raramente sono descritte reazioni importanti dopo la vaccinazione antivaricella: esse possono consistere in encefalite, atassia (disturbi dei movimenti e dell’equilibrio), riduzione importante del numero delle piastrine, polmonite e un tipico eritema multiforme. A quest’ultimo ho l’obbligo di pensare visto che mi descrivi macchie cutanee di vario aspetto, però non sono affatto sicura che si tratti di questo. È ovvio che senza vederle si va di intuito e di fantasia e qualsiasi dubbio deve essere fugato dal pediatra che ha modo di visitare il bambino e di vedere le macchie.

Un caro saluto,

Daniela

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