Antipiretico durante la notte


 

Gentile dottoressa,

forse la mia sarà una domanda banale ma per me importante: se mi accorgo che la mia bimba di 31 mesi ha la febbre alta di notte (quindi dorme), devo attendere che si svegli per metterle una tachipirina o è meglio mettergliela comunque anche se sta dormendo?

E una volta messa, se la febbre non dovesse scendere si può associare altra terapia o attendere almeno 4 ore per metterne un’altra?

Grazie mille per la sua sempre cortese risposta.

Sono solo due i motivi che inducono a trattare la febbre con un antipiretico: i fastidi che può comportare, come dolori alla testa o alle ossa, malessere espresso con prostrazione o pianto lamentoso, ecc. e la tendenza del bambino a soffrire di convulsioni febbrili.

In tutti gli altri casi la febbre andrebbe lasciata agire perché utilissima per la distruzione di virus e batteri e perché, anche senza antipiretici, sarebbe destinata a diminuire da sola grazie a complessi meccanismi fisiologici che l’organismo mette in atto quando intende mantenere la sua omeostasi termica, cioè il suo equilibrio termico.

Pertanto, quando un bimbo dorme tranquillo, la sua febbre non andrebbe abbassata e il bimbo andrebbe lasciato in pace e soltanto tenuto scoperto e, qualora si svegliasse, idratato abbondantemente offrendogli spesso da bere.

Esagerare con la frequenza delle somministrazioni di tachipirina o altro antipiretico può essere dannoso in quanto l’effetto delle varie supposte o dei vari sorsi di sciroppo si può accumulare ed essere attivo al massimo proprio quando la febbre stessa sarebbe destinata a diminuire spontaneamente con il risultato di collassare il bambino e portarlo all’ipotermia. Antipiretico, quindi, sempre con moderazione e convincimento che la febbre, quale semplice sintomo e non malattia in sé stessa, non deve mettere in ansia ma al limite soltanto in vigile allerta per capire di cosa può essere il sintomo.

Un caro saluto, Daniela

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