Ancora streptococco


Buongiorno Dott.ssa,

ho letto con molta attenzione e soddisfazione le sue risposte relative allo streptococco beta emolitico gruppo A. Più La leggevo e più mi convincevo della fondatezza delle mie intenzioni.
Le chiedo comunque un ulteriore conferma diretta.

Premetto che mia figlia (4 anni e mezzo) ha sempre avuto una "brutta gola infiammata" ad ogni visita pediatrica, anche a quelle di routine in cui la bimba stava apparentemente (e realmente a questo punto) benissimo. A Natale ho notato per la prima volta le tonsille ipertrofiche (ma non iperemiche), ma dopo un mesetto si sono ridotte spontaneamente. 14 giorni fa ha avuto febbre alta (superiore ai 39) e pochi sintomi (una leggera congestione nasale per una sola giornata), no tosse, o catarro. Febbre sparita dopo 3-4 giorni spontaneamente. 

È rimasto però un disturbo: la bimba russa di notte (sia respirando con la bocca, sia col naso). Il russare non è costante, ma può essere intercalato da ore in cui non la si sente neanche respirare. Nel dubbio (visto che non ha mai russato e non ha mai sofferto di tonsillite precedentemente) sono stata dalla pediatra stamattina che le ha fatto il tampone faringeo (rilevando questo russare e la solita "brutta gola infiammata"), che è risultato per la prima volta positivo allo streptococco, o meglio "debolmente" positivo (che vorrà mai dire? Che stanno giò sparendo da soli? Oppure è come per i nitriti nelle urine in cui il virare del reagente indica solo la positività, ma non la gravità a prescindere dal colore?).
Diagnosi: tonsillite streptococcica
Terapia: amoxicillina per 10gg
Tengo a precisare che la mia pediatra ha sempre fatto tamponi e mai prima d’ora era apparso lo streptococco, che mia figlia in 4 anni e mezzo ha preso solo una volta antibiotici, che l’anno scorso (primo anno di asilo) era spessissimo malata.

Data l’enorme diffusione dello streptococco specialmente nei mesi invernali e nei soggetti che frequentano una comunità, se per una volta ci si prendesse la briga di fare tamponi faringei a tappeto a tutti i bambini di una scuola si rimarrebbe sorpresi nel constatare quanti di essi lo coltivano nelle loro tonsille lo streptococco pur stando apparentemente bene o effettivamente bene. Pertanto la terapia in un bambino con tampone positivo si attua solo se ha dei sintomi di infezione acuta in atto come febbre, ovviamente, ma anche tonsille molto infiammate, ghiandole linfatiche laterocervicali molto gonfie, lingua patinosa, alito pesante, catarro, aspetto sofferente,ecc., non per il solo fatto di ritrovare streptococchi al tampone faringeo,soprattutto se la carica batterica risulta scarsa. Unica eccezione a questa regola è la predisposizione per malattia reumatica o perché il soggetto ne ha già sofferto in passato o perché in famiglia vi sono stati o vi sono casi di malattia reumatica.

La malattia reumatica o reumatismo articolare acuto fa, si, parte del grosso capitolo delle patologie di origine reumatica dovute ad una alterata risposta del sistema immunitario ad un determinato stimolo, ma essa dipende in modo specifico dalla formazione da parte dell’organismo di anticorpi rivolti verso lo streptococco al fine di neutralizzarlo e fare guarire il soggetto, anticorpi che, per un motivo ancora poco chiarito, impazziscono e vanno ad accumularsi in alcuni organi come articolazioni, cute, ma soprattutto cuore, danneggiandolo. Non tutti i soggetti affetti da una qualche patologia autoimmune di tipo reumatico sono predisposti al reumatismo articolare acuto e, benché si tratti comunque di malattie a carattere autoimmune, non è detto che un discendente di un soggetto affetto da artrite reumatoide o da gotta, per esempio, sia per forza predisposto al reumatismo articolare acuto che è, a differenza delle altre patologie reumatiche di cui a tutt’oggi non si conosce bene la causa (infettiva post virale, metabolica, da stress, ormonale e via discorrendo…), una patologia tipicamente post infettiva e, più precisamente, post streptococcica. In più, perché si sviluppi la malattia reumatica, è necessaria la coincidenza di due fattori: predisposizione del soggetto, plausibile soprattutto se ha già avuto un pregresso episodio di febbre reumatica e/o se ha in famiglia un ascendente o un fratello con la stessa patologia o predisposizione e la presenza di una infezione, di solito alle tonsille ma può anche essere ad un dente o cutanea, ecc. dovuta ad uno streptococco di un ceppo particolare che predispone al reumatismo articolare acuto. Un soggetto predisposto non infettato da questo tipo particolare di streptococco non si ammalerà di reumatismo in seguito ad una infezione streptococcica così come un soggetto non predisposto non si ammalerà di reumatismo articolare acuto anche in presenza di una infezione dovuta ad un ceppo di streptococco noto per dar luogo alla malattia reumatica. La necessaria coincidenza di queste due eventualità rende la malattia reumatica meno frequente della paura che effettivamente se ne ha, ma ciò non significa che bisogna trascurarla, tutt’altro.

 I sintomi specifici possono comparire da una a due settimane dopo una infezione tonsillare o, come ho detto, in altre parti del corpo, maa volte, anzi, spesso, questa prima infezione è talmente lieve da passare inosservata e la febbre reumatica sembra, in questi casi, essere il primo sintomo apprezzabile.

Che fare allora? In linea di massima è bene non trascurare mai una tonsillite o comunque è bene tenere sotto controllo lo stato delle tonsille di un bambino. Non è bene praticare tamponi troppo frequentemente ache in assenza di sintomi del bambino perché si potrebbe incorrere nel rischio di allarmarsi troppo frequentemente e di prescrivere antibiotici oltre che intili dannosi perché responsabili, quando non dati a ragion veduta, di pericolose resistenze batteriche. In caso di dubbio, come quando si osservano tonsille troppo grosse, dalla superficie irregolare e non liscia, associata ad altri segni di infezione acuta in un soggetto che presenta o ha presentato nell’immediato passato febbre o anche febbricola, costante o ricorrente con una certa frequenza e regolarità, diciamo ogni 15 gg o giù di lì, oltre al tampone, sarebbe bene effettuare alcune analisi come emocromo completo, ves, tas, pcr, elettroforesi proteica e via discorrendo per inquadrare con esattezza il problema. Dal terzo anno in poi, inoltre, se le tonsille e le adenoidi eccessivamente voluminose dovessero dare seri problemi respiratori come russamento ma soprattutto apnee notturne, dovrebbero essere valutate da un otorino nell’ipotesi di un intervento chirurgico risolutivo anche parziale, cioè solo adenoidectomia senza tonsillectomia se le tonsille non risultassero infette o radicale se anche solo queste ultime risultassero infette.

Un caro saluto, Daniela

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