Analisi

 

Cara dottoressa,

sono una neo mamma preoccupata per mio figlio nato da un mese e tredici giorni, poiché alla nascita ha avuto un infezione alle vie urinarie. Venendo a conoscenza dall’ ultimo referto che la VES ha come valore 37 e l’urinocoltura si presenta: proteus mirabilis: c.batt.330000ucf/ml, vorrei maggiori informazioni in merito a quanto suddetto.

Potrebbero esserci problemi ai reni?

In attesa di sua risposta, anticipatamente la ringrazio.

La velocità di eritrosedimentazione (VES) è effettivamente piuttosto alta per l’età del bimbo e può essere un indice di infezione. Però può aumentare anche per altre patologie, per una anemia e via discorrendo, quindi non è strettamente indicativa di infezione anche se nel caso del tuo bimbo è probabile che lo sia. Nello stesso tempo la presenza di 30.000 colonie di proteus mirabilis è indicativa soltanto se si ha la sicurezza che il prelievo del campione di urina sia avvenuto con la massima sterilità e previa accurata pulizia dei genitali del bimbo e del perineo nel punto dove è stato fissato il sacchetto raccoglitore.

Se, invece, il campione di urine fosse stato prelevato in modo sterile raccogliendo al volo soltanto il getto di urine intermedio e lasciando andare l’urina del primo e dell’ultimo secondo di minzione, un valore di 30.000 colonie deve considerarsi francamente positivo e suggestivo di infezione alle vie urinarie. Inoltre, non conoscendo la sintomatologia presentata dal bimbo (anoressia, febbre, pallore, diarrea, calo o arresto del peso, irritabilità specie notturna, urine torbide e/o maleodoranti, al limite anche prolungamento di un ittero neonatale, ecc.) e non conoscendo nemmeno l’esito del semplice esame delle urin e ( presenza di nitriti, di leucociti, di emazie, ph alto, ecc) non sono in grado di valutare con precisione questo risultato che mi trascrivi.

Inoltre non mi dici quando e come si è manifestata la prima infezione alle vie urinarie, come e per quanto tempo è stato curato, se queste ultime analisi sono state fatte come routine dopo un primo episodio oppure perché si sono manifestati dei sintomi sospetti, quindi ne so troppo poco per valutare la situazione. Se la ves alta e il numero discretamente significativo di colonie di batteri considerando che si tratta di un maschietto fossero associati ad un esame delle urine alterato, a febbre, inappetenza o altro, io considererei questi valori al limite tra positività e dubbio come francamente positivi e inizierei o riprenderei la terapia antibiotica indicata dall’antibiogramma qualora fosse stato fatto; se, invece, questi risultati positivi non fossero accompagnati da altre analisi sospette e da condizioni cliniche altrettanto sospette del bimbo, io mi limiterei a ripetere le analisi con modalità che garantiscano la massima sterilità del prelievo fino alla sua semina su terreno di coltura in laboratorio e non farei nulla fino al prossimo risultato.

In epoca neonatale le infezioni alle vie urinarie nei maschietti sono almeno 5 volte più frequenti che nelle femmine e se le varie ecografie praticate in gravidanza non hanno messo in evidenza dilatazioni degli ureteri o altre malformazioni alle vie urinarie, dopo avere curato il primo episodio adeguatamente e avere controllato periodicamente le urine ogni 20, 30 gg per almeno tre volte di seguito e gli esiti fossero negativi non farei nulla.

Se, invece, questo di ora non fosse il primo episodio ma una recidiva nonostante una adeguata cura antibiotica praticata precocemente la volta precedente, io aspetterei al massimo un possibile terzo episodio e qualora si verificasse non aspetterei oltre per approfondire le indagini per valutare la presenza di malformazioni alle vie urinarie predisponenti a queste infezioni ricorrenti. Questo in considerazione dell’età del bimbo.

Se, invece, si fosse trattato di un bimbo più grande, diciamo dopo il secondo o terzo anno di vita, epoca in cui le infezioni alle vie urinarie si fanno, nei maschi, meno frequenti e nelle femmine, invece, più frequenti, io non aspetterei il secondo o terzo episodio ma inizierei subito una serie di accertamenti sempre per stabilire la presenza o meno di malformazioni favorenti ristagno e infezione alle vie urinarie. Se il bimbo, invece, fosse una femmina, mi comporterei esattamente all’opposto, cioè accertamenti e approfondimenti sin dal primo, massimo secondo episodio qualora si fossero manifestati nei primissimi mesi di vita, ma attesa del terzo o quarto episodio ricorrente qualora il primo si fosse verificato dopo il secondo anno di vita. Molto utile per fare diagnosi di infezione acuta, che sia alle vie urinarie o altrove, è la PCR, indice precocissimo, sensibile e attendibilissimo di infezione acuta in atto, ovunque essa sia.

Un caro saluto, Daniela

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Medico chirurgo specializzato in Pediatria e Neonatologia con lunga esperienza Ospedaliera.