Amartoma e capelli (possibile alopecia?)


Gentile Dottoressa,
ho un quesito sciocco ma che di sicuro troverà una risposta.

Mio figlio ha 11 mesi ed è nato, contrariamente all’ecografia morfologica, con la classica peluria o lanugo, che ha perso nei primi 2/3 mesi. Al centro del cuoio ha un’amartoma di origine benigna in cui sono intrappolati dei capelli di colore scuro e duri, formando così un ciuffo, che nonostante abbia tagliato varie volte, ricresce più folto di prima. Ad oggi non ha capelli, se non sottili e tutti posizionati dietro ma non ne spuntano altri da nessuna parte. Consideri che nonostante io sia di fototipo mediterraneo, e il padre castano scuro, lui ha le sopracciglia bionde e i pochi capelli non hanno un colore definito, sembrano castano biondi scuro ma non sono pochissimi.
Nella nostra famiglia tra le altre cose c’è stato un caso di alopecia ora risolta, è per caso ereditaria?

Attendo una Sua risposta e La ringrazio per il tempo dedicatomi.

Luisa


Cara Luisa,
il tuo quesito è prettamente dermatologico in quanto, senza vedere il bambino, non posso dire se la sua attuale mancanza di capelli sia da imputare ad una crescita ritardata dei capelli "definitivi", cioè di quelli successivi alla caduta della prima fine peluria, oppure ad una vera e propria alopecia, cioè ad un vero e proprio difetto di crescita imputabile a cause varie.
Esiste una forma di alopecia cosìdetta congenita perché manifesta sin dalla nascita anche sotto forma di ipotrichìa, cioè di quantità scarsissima di capelli, che dipende da un difetto di sviluppo dell’ectoderma, cioè dall’insieme di quelle strutture embrionarie destinate a dare origine sia ai peli che alle ghiandole sebacee e alla cute; essa può manifestarsi isolatamente oppure assieme ad altre anomalie: in questo secondo caso si tratterebbe di "displasia ectodermica" cioè di anomalo sviluppo dell’ectoderma dal quale non origina solo la cute ma anche le unghie, le ghiandole sudoripare, quelle sebacee, quelle lacrimali, i denti, i peli e i capelli.
Però, se il tuo bambino ne fosse affetto avrebbe anche la pelle ruvida e secca, bisognosa di continua idratazione con creme, avrebbe i capelli, oltre che radi, anche biondi e sottili, avrebbe anomalie dentarie con qualche dente che non cresce mai ed altri che crescono storti o malformati, suderebbe pochissimo a causa della carenza di ghiandole sudoripare ed avrebbe sempre molto caldo in ambienti riscaldati; avrebbe anche gli occhi spesso irritati perché poco protetti da una scarsa produzione di lacrime ed avrebbe anche un nasino un po’ piatto per appiattimento del setto nasale.
Questa sarebbe la displasia ectodermica, di cui l’alopecia congenita è, in un certo senso, la forma ad espressione parziale, che si manifesta, cioè, solo a livello del capello.
Ma, ripeto, è assolutamente impossibile azzardare una diagnosi di questo tipo senza avere visto il bambino che può soltanto avere un ritardo nella crescita dei capelli come hanno tanti bambini. L’amartoma è, invece, come dici tu, un tumore benigno caratterizzato dall’anomala proliferazione, in una certa sede del corpo, di cellule destinate ad essere normalmente presenti in quel punto (nel tuo caso capelli, ma forse anche cellule cutanee, sebacee, fibrose ecc., non posso sapere) ma cresciute in modo disordinato e non strutturato.
Anche l’amartoma, in questo caso, è un’anomalia ectodermica, quindi proveniente dalla stessa struttura embrionale il cui anomalo sviluppo può dare origine all’alopecia congenita e alla displasia ectodermica, ma personalmente non conosco una sindrome ben definita che metta in rapporto le due obiettività: però, data la loro origine ectodermica comune, non si può escludere a priori che vi sia un collegamento tra di esse.
E’ la diagnosi di alopecia che non può essere fatta via mail.
Ovviamente, se fosse alopecia congenita, a causa della mancanza di bulbi piliferi in quella sede, i capelli non crescerebbero mai, a differenza dell’alopecia acquisita, che sopraggiunge  per cause che possono essere innumerevoli e spesso regredisce, a volte spontaneamente, a volte dopo terapia appropriata.
Un caro saluto,
Daniela

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