A.L.T.E e R.G.E


 

Gentilissima Dottoressa,

sono una mamma molto preoccupata, che ormai non riesce più a godere a pieno della felicità conseguente alla nascita del primo desiderato figlio.

Il mio piccolo Francesco, infatti, pur non dando particolari segni premonitori, una sera di settembre si è accasciato tra le mie braccia, senza dare per un periodo per me interminabile, segni di vita.

In Ospedale gli è stata fatta diagnosi di A.L.T.E. conseguente a R.G.E. e da allora il bimbo è in terapia con Ranidil 1,8 ml x due volte al giorno e Riopan Gel al termine di ogni poppata.

Dopo due mesi di terapia, in seguito ad u controllo in Ospedale a Francesco è stato ridotto il Riopan a 4 volte al giorno e programmata la graduale eliminazione del Ranidil.

Tre giorni dopo il controllo il bambino ha perso nuovamente i sensi, pertanto ricoverato in Ospedale, il medico che aveva fatto la diagnosi di A.L.T.E. da R.G.E. ha deciso per uno svezzamento anticipato.

Io ho chiesto allora un altro parere, ed anche secondo questo pediatra, di una struttura ospedaliera diversa mi ha confermato la necessità di iniziare lo svezzamento.

Il bambino ha 15 settimane e 4 giorni, è stato sempre allattato al seno esclusivamente, ed è in un perfetto stato di crescita.

Mi chiedo pertanto vale la pena iniziare lo svezzamento? Non è troppo presto per dargli la crema di riso e il liofilizzato di agnello o coniglio?

Il programma dello svezzamento non dovrebbe iniziare con le pappe lattee o va bene così?

La prego di aiutarmi, sono tanto confusa e preoccupata?

Quando potrò tornare a dormire tranquilla?

Grazie mille per la risposta.

È veramente difficile prevedere se uno svezzamento, precoce o tardivo che sia, possa, nel singolo caso, ridurre il numero degli episodi di reflusso. Di solito questo avviene a causa della maggior densità dell’alimento dato con il cucchiaio rispetto al latte, materno o artificiale che sia, ma ogni bambino ha il suo modo di reagire ad ogni determinato cibo.

Statisticamente, però, l’alimento solido rende più difficile il reflusso anche se, a dire il vero, la permanenza nello stomaco del cibo più denso è maggiore e lo stomaco si svuota prima dopo la poppata di latte. La prassi vuole comunque che si svezzino precocemente i bambini con reflusso sintomatico o, come nel tuo caso, modicamente pericoloso a causa degli episodi di ALTE e siccome il bimbo ha quasi 4 mesi, lo svezzamento è possibile e anch’io lo preferisco con brodo vegetale carne di agnello e coniglio e crema di riso anziché con le pappe lattee che sono preparate con latte di derivazione vaccina.

L’unica alternativa alla pappa sarebbe la preparazione di una pappa casalinga con latte materno tirato col tiralatte e farina di riso il tutto diluito un po con acqua, ma capisci bene che il tutto diventerebbe molto farraginoso e di difficile attuazione. Quindi in un certo senso concordo con l’idea dello svezzamento relativamente precoce, sempre che sia ben attuato e molto graduale e sempre che si continui a frazionare i pasti per non riempire molto lo stomaco del bimbo. Per dormire tranquilla, purtroppo, dovrai aspettare almeno il sesto mese, ben sapendo, però, che la funzionalità del cardias che nel caso del tuo bimbo è deficitaria, può completarsi anche molto più avanti, attorno all’anno di età se non all’anno e mezzo. Però gli episodi di ALTE diventano statisticamente sempre meno probabili dal sesto al dodicesimo mese e dopo l’anno, anche se vi sarà ancora una minima percentuale di reflusso, esso non darà, molto probabilmente, origine a queste crisi.

Un caro saluto, Daniela

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