Allattamento misto e piccole problematiche


Buongiorno,

sono la mamma di un bimbo di due mesi e ho problemi a gestire la sua fame: non rispetta mai le 3 ore canoniche per mangiare.

Io faccio allattamento misto e questo rende le cose ancora più difficili.

Inoltre dorme pochissimo durante il giorno: un’ora divisa in 3 micro pisolini, quindi non consecutiva, e questa cosa mi preoccupa per il suo benessere.

Poi vuole stare sempre in braccio. Finora l’ho sempre assecondato, ma ho paura che poi diventi un vizio difficile da togliere… Non so come comportarmi, ho bisogno di un suo parere.

La ringrazio infinitamente

Leona


Cara Leona,

fermo restando che l’allattamento misto crea sempre dei problemi al bambino, per darti alcuni consigli dovrei sapere qualcosa di più: per esempio, sei sicura che il bimbo abbia veramente bisogno dell’aggiunta di latte artificiale? E, al contrario, se il tuo latte è veramente scarso, sei sicura che valga la pena continuare ad attaccarlo al seno?

L’allattamento misto è una modalità di alimentare un lattante che, proprio per sua natura, non può che essere transitoria, in attesa di capire se, dopo le primissime settimane di vita, il latte materno, finalmente, arriva, oppure se continua ad essere molto scarso e non vale più la pena continuare.

In un bambino allattato al seno si consiglia latte artificiale se la quantità di latte che trova al seno non supera la metà di quanto servirebbe al bambino per crescere in modo soddisfacente, cioè dai 500 gr al chilo al mese.

Se con il solo il latte materno il bambino cresce con queste modalità e il latte stesso supera o è uguale, grosso modo, alla metà di quanto verrebbe prescritto se fosse latte artificiale, di solito basta attaccare il bambino più spesso delle classiche sei o sette volte al giorno per stimolare maggiormente la produzione di latte materno e per alimentarlo a sufficienza, ma se il latte materno non raggiunge queste quantità anche dopo un mese di tentativi, probabilmente non vale la pena continuare con l’allattamento misto.

Per quanto riguarda il fatto di tenerlo sempre in braccio: non ti preoccupare, a due mesi i bambini, quando piangono, hanno una qualche necessità, non è un vizio. Solo, devi capire se, per caso, gli stai trasmettendo ansia e se tu stessa sei troppo stanca o esaurita.

Non avendo altre notizie sul tuo allattamento io ti direi: attacca il bambino al seno quando lo chiede lui, assicurati che metta in atto una buona suzione con modalità corrette (tutta l’areola mammaria deve essere tra le labbra del bambino e non solo il capezzolo), non esagerare con i tempi e lascialo succhiare non più di 10, 15 minuti per seno aiutandolo con la spremitura manuale della mammella mentre succhia e attaccandolo sempre a tutti e due i seni.

Alla fine della poppata, se il bambino dimostra di essere tranquillo e, almeno momentaneamente, sazio, non dargli aggiunta di latte artificiale, non pesarlo per sapere quanto ha preso e aspetta la prossima richiesta di poppare; se questa richiesta arriva dopo circa due ore, riattaccalo pure al seno tranquillamente con le stesse modalità, sempre senza pesarlo e, nel frattempo, prima e dopo la poppata, bevi ogni volta un bel bicchiere di acqua o tisana (anche tre litri al giorno) e mangia bene.

Se di notte hai dormito poco e in modo frammentario, cerca di approfittare di ogni momento di calma del piccolo per recuperare il sonno e dormi pure a fianco a lui senza pensare a nient’altro e senza ascoltare nessun tipo di consiglio da parte di nessuno.

Se capisci che riesci a gestire la situazione, pesa il bimbo solo una volta alla settimana e se la sua crescita media è soddisfacente (un etto e mezzo-due etti a settimana ma anche meno se il bimbo è tranquillo e non si mostra affamato), vai avanti così.

Se, invece, il bimbo piange dopo essersi attaccato al seno e si mostra insodisfatto alla fine della poppata continuando a cercare un latte che non c’è, pesalo prima e dopo la poppata per capire quanto latte riesce a succhiare (bastano due o tre pesate giornaliere, non a tutte le poppate): mediamente, se il tuo piccolo ha un peso normale, dovrebbe prendere non più di 150 gr sei volte al giorno, ma anche molto meno potrebbe bastare se le poppate sono più di sei e se pesa un po’ meno della media, cioè circa 100 gr se fa 8 poppate (ogni tre ore sia di giorno che di notte) e circa 80-90 gr se le poppate sono ogni due ore e mezzo; quantità, ripeto, solo indicative che possono essere ulteriormente ridotte se il bambino cresce lo stesso.

Se al seno si avvicina a queste quantità, cerca di non dare aggiunte ma mantieni poppate ravvicinate, anche ogni due ore (non meno perché il seno non avrebbe il tempo di riempirsi nuovamente), se, invece, la quantità di latte che trova al seno è decisamente inferiore, non so quanto valga la pena continuare a darglielo: potrebbe essere uno stress inutile per entrambi.

In tal caso, la cosa più semplice da fare sarebbe quella di alternare una poppata completamente artificiale (attorno ai 150 gr ma non importa se non li finisce tutti) con una completamente e solamente al seno e, in questo caso, l’intervallo tra le poppate sarà variabile perché dipenderà da quanto latte troverà al seno: dopo la poppata artificiale, ammesso che la finisca, aspetterà anche tre ore e mezzo prima di rimangiare, mentre dopo la poppata al seno riprenderà latte artificiale quando lo richiederà lui.

Anche in questo caso, se l’intervallo da lui mantenuto tra una poppata al seno e la successiva richiesta di essere alimentato dovesse essere brevissimo, cioè meno di due ore, sarebbe da valutare l’opportunità di smettere con l’allattamento al seno perché poco o nulla vantaggioso rispetto ai disagi da esso prodotti. Oltre a ciò non saprei cosa consigliarti ma, se vuoi, puoi scrivermi nuovamente fornendomi altri particolari.

Per il fatto di tenerlo sempre in braccio, non formulo pareri per ora perché prima è importante capire come impostare una corretta alimentazione: solo dopo si potrà ragionare su come accudirlo per infondergli il maggior benessere possibile.

Un caro saluto,

Daniela

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