Allattamento difficile, crescita e pappa “teatrino”

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Salve Dottoressa,
mio figlio Loris ha 13 mesi e mezzo, allattato esclusivamente al seno fino a 6 mesi a richiesta, con un allattamento molto difficile dovuto al fatto che lui inizialmente non si attaccava, forse anche perchè nato con un parto indotto difficile, terminato con l’uso della ventosa.
Quindi l’allattamento naturale che immaginavo, si è trasformato in una manovra molto stressante, per la prima settimana fatta di tiralatte e somministrazione del latte con il cucchiaino o la siringa.
Poi, finalmente, con l’aiuto dell’infermiera del consultorio pediatrico (non la dimenticherò mai), Loris ha fatto la prima poppata, ma subito dopo sono arrivate le ragadi, sanguinanti e dolorosissime che mi hanno costretto ad allattarlo fino a 4 mesi con i paracapezzoli.
Quando finalmente sono riuscita a guarirle, mi è sembrato di allattarlo per la prima volta in modo naturale.
A 6 mesi ho iniziato lo svezzamento: da subito ha gradito tutto quello che gli ho proposto e preparato con tanto amore, e ha sempre mangiato senza distrazioni (tv spenta, niente giochini e canzoncine ecc.), cosa per me molto importante.
A 7 mesi abbiamo introdotto la pappa serale di formaggio.
In concomitanza, sono iniziati degli episodi di vomito e abbiamo scoperto che è allergico alla beta-lattoglobulina, e quindi da quasi 3 mesi non assumiamo alimenti contenenti latte, sia io che lui.
Loris, dall’introduzione della pappa serale, ha anche iniziato a svegliarsi molto più spesso di notte: da 1-2 volte, siamo passati a 4-5.
Da quel periodo la crescita si è rallentata moltissimo: alla nascita pesava Kg 3,540 per cm 50, adesso pesa Kg 9,200 per cm 79 di altezza, e questo mi ha portato ancora di più ad assecondarlo la notte, quando si sveglia per ciucciare.
Ho continuato ad allattarlo (non me la sento di smettere per la sua scarsa crescita e per tutta la fatica che ci è costata) a colazione, a merenda, la sera prima di andare a nanna e la notte.
Abbiamo anche fatto gli esami per escudere la celiachia e la ricerca del sangue occulto nelle feci.
Lui è un bambino molto vispo, non sta mai fermo un attimo, e non so se questo può significare che abbia bisogno di un apporto calorico maggiore che lui colma con il latte materno.
Dopo questa lunghissima premessa per fornirle più dettagli possibili, le chiedo un parere sull’approccio che dovrei avere con lui riguardo all’allattamento notturno e al fatto che in seguito alle malattie che ha avuto nell’ultimo periodo (laringite acuta, diarrea per 7 giorni, e attualmente varicella) e al fatto che la sua curva di crescita del peso è scesa, pur di fargli mangiare un boccone in più gli permetto di distrarsi con tazze, piattini e cucchiaini, e lui sembra approffittarne.
Adesso praticamente lui mangia solo se distratto e per dispetto sputacchia anche la pappa innescando in noi ovviamente un pò di ansia, che cerchiamo di controllare.
La saluto e la ringrazio per i preziosi e attenti consigli che fornisce a noi mamme.
Francesca

Cara Francesca,
l’altezza raggiunta dal tuo bimbo è, naturalmente, perfettamente nella norma, il peso, ovviamente, non segue lo stesso percentile dell’altezza e non è neppure al percentile di nascita. Però, dopo il primo anno, la costituzione dei bambini si rivela sempre di più per quello che sarà in futuro e se i genitori sono alti e snelli, magari anche con struttura ossea esile e non troppo robusta, potrebbe cominciare ad assumere le caratteristiche del genitore al quale assomiglia di più e avvicinarsi a quei percentili che poi lo caratterizzeranno in seguito.
Se è solo il peso a non aumentare come ci si aspetterebbe ma il trofismo muscolare è conservato, cioè ha i muscoli belli tonici sia sull’addome che sulle cosce e sulle braccia, io direi che si tratta solo di costituzione snella e, più che preoccuparmi, sarei felice per la maggior facilità di movimento e di deambulazione che può portare tutto ciò.
Se invece la crescita in peso è proprio ferma da almeno un mese o anche più, e la muscolatura un po floscia, allora cercherei di capire perché e prenderei in considerazione il fatto che i due pasti della colazione e della merenda forse al bimbo non bastano più, cioè che il tuo latte può non essere sufficiente per farlo crescere.
Comunque, a bambino vivace e pieno di appetito per i cibi che preferisce, io non mi preoccuperei più di tanto ma cercherei piuttosto di variare l’alimentazione e renderla più saporita e simile a quella dell’adulto: la monotonia incide molto sull’appetito dei bambini e sul loro approccio al cibo.
Anche la sospensione totale dell’allattamento al seno mi pare ora opportuna: il fatto di offrire il seno ad ogni risveglio è controproducente per molti motivi: perché può sovralimentare il bambino e togliergli l’appetito durante il giorno successivo; può, non solo facilitare, ma incentivare sia i risvegli notturni che l’eccessiva dipendenza dalla figura materna ritardando l’acquisizione di quelle regole di cui, con il suo comportamento più disorganizzato dei mesi precedenti, il bambino sembra proprio avere bisogno.
Ovviamente, un bambino a 13 mesi fa i primi passi e sperimenta i primi incerti allontanamenti dalle braccia materne: tutto questo, unito al probabile fastidio dei denti e alla coincidenza delle numerose malattie, lo porta ad avere sonni disturbati o da fitte alle gengive o da sogni ansiogeni. Però tutto ciò è quasi fisiologico, la sofferenza che ogni crescita, soprattutto psicologica, comporta, non si può e probabilmente non si deve nemmeno annullare, è una esperienza inevitabile e salutare che porta i suoi frutti solo se la si affronta e la si supera.
Il bambino, da solo, non prenderà mai l’iniziativa di passare da una fase alla successiva della sua crescita, avrà sempre, ogni volta, nostalgia di quello che lascia e un po’ di paura nascosta tra la curiosità per quello a cui va incontro.
E’ necessario che la mamma sappia indicargli la via per andare avanti, sappia favorirlo nel suo distacco, non trattenerlo a sè assecondando i suoi "ritorni al passato".
Adesso, per consolarlo, ci sono la voce, la musica, le carezze, la presenza accanto al suo lettino, non più il capezzolo tanto tormentato in passato. Valuta anche, come ho accennato prima, se il tuo latte della mattina e del pomeriggio è ancora sufficiente oppure no, questo sarebbe un’ ulteriore spiegazione della scarsa crescita e dei numerosi risvegli notturni.
Prova a sostituirlo con latte di soia o altro latte ipoallergenico suggerito dal tuo pediatra: al biberon potrai unire dei biscottini e saranno due pasti forse più sostanziosi del latte al seno (prova a fare una volta la doppia pesata per capire quanto prende al seno: di latte artificiale ne dovrebbe prendere attorno ai 200 gr).
Abbi il coraggio di svezzarti anche tu dall’idea dell’allattamento a tutti i costi se capisci che non è più sufficiente per il bambino. Però, se il latte è ancora abbondante, almeno la notte toglilo, credimi, sarà un sollievo per entrambe, hai già fatto molto arrivando fin dove sei arrivata. Se il bambino dovesse rifiutare il biberon sarà la prova che devi ancora proseguire con l’allattamento, almeno di giorno, ma se dovesse gradire il latte artificiale, allora la soluzione dell’enigma peso sarà stata trovata. Era fame e scarso apporto di latte.
Per quanto riguarda la pappa "teatrino", a 13 mesi ci vuole più pazienza che a 6 mesi: il bambino provoca, gioca, mette alla prova la pazienza del genitore perché sa bene cosa può o non può fare e fin dove può arrivare, ma ama sentirselo ripetere.
Prepara pappe concentrate, saporite e meno voluminose, così, anche se ne lascerà un po’, il grosso l’avrà mangiato. Poi dagli da bere per riequilibrare la concentrazione alterata della pappa. Concedegli un po’ di quelle distrazioni che nei mesi precedenti, giustamente, gli avevi negato purché tu mantenga comunque una buona comunicazione con lui guardandolo spesso negli occhi e parlandogli cercando di stimolare in lui una risposta vocale, anche se a modo suo.
Mostrati risoluta ma non frettolosa e tantomeno ansiosa. Forse, chissà, senza allattamento, diventerai più serena.
Pensa un po’ anche a te, ne hai pieno diritto ormai e fatti aiutare quando sei stanca: al bambino farà bene relazionarsi anche con nuove o altre persone.
Un caro saluto e Buone Feste.
Daniela
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