Alimentazione a tre anni


CB035446Gentilissima dottoressa Daniela,
 
ho letto con attenzione le Sue risposte ai quesiti posti dalle altre amiche di Noimamme e sono rimasta colpita dalla sua professionalità ed umanità.
 
Ho letto con particolare interesse la Sua risposta al quesito posto da Dolcecri, riguardante l’alimentazione della figlia.
 
Mi chiamo Silvia, e sono la mamma di un bambino, Francesco, che ad Aprile compirà 3 anni. Le mie preoccupazioni riguardano l’alimentazione del bimbo.
 

Frequenta il nido da quest’anno ma, osservando un orario part-time, i pasti li consuma a casa.
 
La crescita del bambino è sempre stata giudicata "ottima" dalla nostra pediatra. Per darle un’idea concreta Le fornisco alcuni dati su peso e altezza:
 
1 anno – 10,8 kg – 79 cm
2 anni – 12,2 kg – 90 cm
oggi (34 mesi e mezzo) – 14 kg circa (l’altezza non l’ho misurata)
 
Il bambino mi ha sempre dato problemi, col cibo.
 
Le faccio alcuni esempi: 

 – dopo i 4 mesi di vita, non ha più voluto bere il latte. Per dargliene un po’ ho dovuto "inventare" una colazione di questo tipo: 120 ml di latte con dentro 2 fette biscottate + 3 biscotti sbriciolati ed un cucchiaio di miele. Ne vien fuori una specie di "pappa" dolce che lui consuma con il cucchiaio (SEMPRE imboccato da me o da mia madre).
 
– da quando ha smesso di mangiare le pappe, la sua alimentazione è diventata (a mio parere) squilibrata. Non mangia carne nè verdura. Se gli metto in bocca un pezzettino di carne (di qualsiasi tipo, anche tritata, sotto forma di polpetta), la rigira in bocca per minuti e minuti senza mai inghiottirla e alla fine la sputa. Per quanto riguarda i vegetali, mangia solo pomodoro crudo e, talvolta, un po’ di finocchio crudo (sempre quantità irrisorie). Riesco a fargli mangiare un po’ di carne solo sotto forma di ragù, nel ripieno dei tortellini (curiosamente questo, pur essendo costituito carne tritata esattamente come le polpette, lo mangia senza problemi) e dandogli prosciutto crudo (più raramente accetta quello cotto).
 
– la frutta, fortunatamente, la mangia.
 
Una cosa importante da sottolineare, credo, è il fatto che lui non mangia mai da solo (pur essendo in grado di farlo), ma deve essere imboccato. Ieri sera, per fare un esempio, gli ho fatto un risottino in cui ho aggiunto una mezza patata ed un po’ di polpettine di carne tritate. Ci ho messo oltre un’ora a farglielo finire. Ed è stato un successo perchè, tante altre volte, non ha nemmeno voluto iniziare. Per riuscire a farlo mangiare devo in qualche modo distrarlo con qualcosa che gli piace (cartoni animati o giochi vari). Solo così accetta di farsi imboccare. Altrimenti, fosse anche solo per sfida, non mangerebbe nulla.
 
Ricapitolando, vorrei chiederLe due cose:
 
1) se io decidessi di cambiare atteggiamento e di mettere davanti al bambino il suo piatto, senza più imboccarlo, attendendo che sia lui a prendere l’iniziativa (anche a costo di lasciarlo senza pranzo/cena o di farlo piangere per ore), senza cartoni animati o distrazioni, farei bene o potrebbe essere controproducente?
 
2) un’alimentazione come quella attuale del bimbo (poco latte, poca carne e verdura) deve costituire una preoccupazione per la sua crescita? In caso affermativo, cosa dovrei/potrei fare per cambiare le cose?
 
La ringrazio infinitamente per l’ascolto.
 
Silvia

Cara Silvia,

credo proprio che sia arrivato il momento di preoccuparti decisamente un po’ meno dell’alimentazione del tuo bambino, o quantomeno di preoccupartene in modo diverso.

Ha quasi tre anni e in tutto questo tempo avrai sicuramente avuto decine e decine di conferme da parte del tuo pediatra, ma non solo, anche da parte di parenti amici ed amiche, che sta crescendo a meraviglia. Vuol dire che sta bene e sicuramente mangia più che a sufficienza. E anche tu lo sai. I papponi che dici di avergli somministrato sin dai primissimi mesi sono la prova dell’ansia che concentri sulla buona crescita ponderale del bimbo e soprattutto sul fatto che mangi a sufficienza in base forse più alle tue aspettative che ai reali bisogni del piccolo.

So bene cosa significhi per una madre e per chi ha la responsabilità di gestire un bambino, avere a che fare, appunto, con una bocca ostinatamente chiusa, soprattutto quando si coniuga ad un atteggiamento ostinatamente passivo che rifiuta di gestire da solo i suoi pasti e si lascia (quando si lasia) imboccare. Il fatto poi che tu mi elenchi scrupolosamente peso e altezza del bimbo alle varie età, fino al più recente peso che però non è seguito dalla statura perchè dici di non averla misurata, mi fa pensare che ti stai finalmente stancando (com’è giusto che sia) di monitorare così da vicino i due parametri e che tu stessa hai voglia di cambiare atteggiamento. E’ bene che tu cambi. E’ ora di cambiare.

Allora, prima di tutto, eccoti uno schema orientativo di quello che è giusto che mangino i bambini tra i due e i tre anni: potrai tu stessa valutare se le quantità che tu descrivi come "poche", "insufficienti" o "appena, appena", sono realmente tali.

 

  • COLAZIONE: latte 200- 250, volendo con una tazzina da caffè di orzo (evitare possibilmente cacao o altri surrogati del cioccolato oppure non darli come abitudine)

fette biscottate o pane tostato 50 grammi ( una fetta di pane di media  grandezza oppure dalle tre alle cinque fette biscottate)

zucchero o miele 15 grammi (mediamente 2 cucchiaini da caffè)

 

  • PRANZO: se minestra a cucchiaio con brodo di verdure o di carne  250 ml, in tal caso 2-3 cucchiai di passato di verdure e pasta o riso o semolino 50 gr

se pasta asciutta o riso asciutto senza brodo: 70-80 gr con o senza sugo di pomodoro (60 gr se usi pomodori freschi, 7gr se concentr. di pomodoro)

in entrambe, olio di oliva 2 cucchiaini da caffè (ogni tanto stessa quantità di burro a crudo) parmigiano per condimento 1 o 2 cucchiaini che vanno considerati come pietanza e sottratti dal peso della carne o del pesce dato come 2° piatto

carne magra 60 gr oppure pesce 70-80 gr oppure prosciutto 40 gr oppure formaggio magro come ricotta di mucca 60 gr, 40 gr se meno magro come caciotta ecc.  La carne e il pesce possono essere conditi o cucinati con poco più di un cucchiaino di olio di oliva

contorno di verdure 50 gr ( per intenderci, una carota non grande o un quarto di finocchio)

pane 50 gr ( una fettina o mezza fetta )

frutta 150 gr ( meno di una mela, cioè una mela piccola quando è pelata ) o altra frutta simile

 

  • MERENDA: a scelta una delle seguenti cose: formaggio fresco tipo fruttolo 30 gr oppure uno yogurth

oppure un frutto piccolo, meno di quello dato a pranzo

oppure una fettina piccola di pane con un velo di burro ( 5 gr ) e un cucchiaino di marmellata

 

  • CENA: come a pranzo

 

Io non vedo nessun vantaggio particolare ad obbligare i bambini a pasti di numero e con orario fissi. Le quantità di alimento sopramenzionate sono assolutamente suddivisibili in pasti più piccoli e più frequenti: molti bambini anche oltre i tre anni, soprattutto se magri e con poche riserve di glicogeno nella loro muscolatura, possono andare incontro a cali di zuccheri repentini ( diventano improvvisamente irrequieti oppure stanche e sonnolenti ), un motivo di più per frazionare i pasti ma non certo per aumentare le quantità delle 24 ore!

Ma è sbagliatissima l’abitudine di dare dolci e merendine varie ( singolarmente innocue anche se non si conosceranno mai completamente gli ingredienti esatti ) nell’intervallo tra i pasti. Essi aumentano la glicemia del bambino con sbalzi improvvisi e succede questo: se mangiati poco prima del pasto tolgono completamente l’appetito (anche se si tratta di un solo cioccolatino! udite udite nonni e nonne! ) perché, appunto, alzano velocemente il livello glicemico che, quando è basso, assieme al vuoto allo stomaco, sono i due sintomi che scatenano il senso di fame. Per di più stimolano la produzione di insulina che, quando è in eccesso, a sua volta incrementa il senso di fame, senza contare tutte le altre alterazioni secondarie del metabolismo indotte appunto dall’iperinsulinismo. Il bambino finisce quindi per non avere fame ai pasti principali e magari averne molta e incontrollabile solo 2 ore dopo, avendo comunque mangiato anche se svogliatamente. Il disordine diventa totale!

 

Allora, mi dirai tu, come mi devo comportare?

Io ti dirò il mio pensiero, ma tu prenderai di quello che scrivo, anche solo una parte o tutto. Lo scopo è quello di fare riflettere, non di imporre e forse poco anche di consigliare: via web non ci si conosce abbastanza per potere inquadrare bene ogni situazione.

E uno dei miei pensieri è che tu devi cucinare bene, o comunque avere l’esperienza e il senso della buona cucina e dei buoni sapori. Posso sbagliare, ma mi sembra che sia una tradizione di famiglia. Se così fosse, credo che anche Francesco sia fatto della stessa pasta. Allora ascolta: preparagli sempre cibi sani ma gustosi. Si può, anche con pochi grassi e senza soffritti si può. La cucina è arte, accetta la sfida, ne gioirà tutta la famiglia.

Detto questo, ritorna a dare al cibo il suo giusto valore: quello di nutrire per vivere, muoversi usando i muscoli e crescere finché si è in età evolutiva.

Il tuo bimbo, a questa età non è destinato ad avere la velocità di crescita spettacolare che ha avuto nel primo anno e come avrà fra due o tre anni e di nuovo alla pubertà. E’ quindi normale che non continui ad aumentare costantemente i suoi fabbisogni alimentari. Per di più non ha ancora l’età per attività motorie stancanti o sport agonistici, anche se a te sembrerà vivacissimo e incontenibile. A tre anni sono leggeri e non fanno troppa fatica a correre tutto il giorno come indemoniati.

Fallo mangiare a tavola assieme a tutta la famiglia, se e quando l’organizzazione famigliare e gli orari di lavoro lo permettono. Se possibile presentagli davanti primo secondo con contorno e frutta separatamente, anche in piatti diversi.

Conoscendo ormai quanto mangia prima di chiudere la bocca più o meno inesorabilmente, preparagli una porzione leggermente inferiore tenendo da parte il resto e proponendoglielo solo dopo che ha finito la prima parte. Fagli capire che siccome è ormai grande sarebbe per lui più divertente che provasse a mangiare da solo. Non proporglielo come una imposizione e tantomeno come una minaccia o un ricatto: prese tagli il piattino con i suoi pupazzetti preferiti disegnati sul bordo, i tortellini che predilige e una forchettina; digli che da ora in poi dovrà mangiare con la sua forchettina ma che se vuole mamma è lì vicino a lui e disposta ancora ad aiutarlo ma solo se lo desidera. Digli che se sarà bravo potrà vedere i cartoni preferiti oppure quello nuovo interessantissimo! Se fa storie e lo vuole vedere subito assecondalo ma poi il giorno successivo ricominci e provi a non darglielo. Sii autorevole ma non autoritaria. Assicurati che altri famigliari seguano lo stesso stile e non vengano in conflitto con te, sarebbe deleterio. Se così facendo ottieni qualche minimo risultato persevera e non ti preoccupare se le prime volte non mangia quello che vorresti. Se lascia, toglili il piatto e passa al successivo ( a questo serve non mettere tutto insieme ) oppure dimostrati accondiscendente dandogli magari un formaggino al posto della carne anche se cucinata con tanto amore. L’importante è che cominci a mangiare da solo, che spariscano le occasioni di conflitto e che impari a dire di si oltre che di no senza bisogno del solito teatrino del quale ti sei giustamente più che stufata. Non ti preoccupare se mangia pochissimo per giorni. Puoi placare la tua ansia pesandolo. Se non cresce per un po non importa, se cala, lostesso non preoccuparti. Puoi accettare anche il calo di un chilo, per il peso di Francesco.

Se non ama masticare la carne a pezzi, non insistere. Prepara polpettine gustose con più verdure che carne, o crocchette di patate con carne finemente macinata dentro. Le quantità di carne e pesce elencate sopra sono sostituibili con le proteine derivanti dai legumi come ceci lenticchie e fagioli, purché assunti assieme a cereali come pasta riso o semplicemente pane. In tal caso, a porzione, di legumi secchi ne bastano 30 grammi.

Il pesce è tenero e ben mascherabile oltre che masticabile, fanne largo uso se ci riesci, è un ottimo alimento. Ma soprattutto considera la pigrizia nella masticazione un problema non importante. Importante è la conquista dell’autonomia.

Potrei continuare ma se sei veramente convinta di cambiare rotta le troverai da sola. I bambini, quando provocano vanno in cerca di regole, di quei famosi NO che fanno crescere e senza i quali si sentono addosso il peso di una libertà ambigua che non hanno ancora gli strumenti e le competenze per gestire. I bambini, troppo liberi, troppo assecondati, stanno male e soffrono, soffrono come i genitori che hanno a fianco. Non bisogna temere di perdere l’affetto dei figli dicendo i no salutari, anzi!

Il cambio di atteggiamento che ti ho suggerito è sacrosanto, ma perché non pensi di lasciarlo mangiare all’asilo? Anche poche volte ti potrebbero servire per capire veramente a che punto è Francesco e magari per toglierti alcune remore e trattarlo un po più da bimbo grande quale forse, in cuor suo, già è.

Coraggio e buona fortuna! Daniela

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