Alimentazione a casa e al nido


Buongiorno Dott.ssa,
Io le scrivo perchè vorrei un suo parere.
Mio figlio Filippo ha 20 mesi e da sempre non è mai stato un mangione, premetto che non mi ha mai preoccupato perchè sta bene gioca ed è sereno e comunque pesa 12 chili x 86 cm quindi non è di certo patito.
Da quando va al nido è molto migliorato perchè là mangia tutto però a casa no.
Non mangia nulla o meglio mangia quello che vuole perchè sa che con noi ha alternative. Per farlo mangiare normalmente dovrei proprio non dare alternativa giusto? Poi altra domanda con il nido i malanni sono molto frequenti, esistono vitamine o altro anche naturale in grado di aiutarlo?
La ringrazio sin d’ora per una sua gentile risposta.
Erika

Visto che il bimbo sta crescendo egregiamente, non porti inutili problemi e cerca di non viziarlo così come non viene viziato all’asilo, tra l’altro, per tua ammissione, con ottimi risultati. Li otterrai anche tu questi risultati se imparerai ad essere più ferma, a dire i no necessari, tanto più necessari ora che il piccolo sta velocemente entrando nei famosi due anni, periodo dell’opposizione sistematica all’autorità genitoriale. Fai in modo che le piccole gratificazioni che ora finisce coll’ottenere da te “proprio per non sentirlo quando fa i capricci” ci siano ma solo come conseguenza di una azione ben fatta del piccolo, cioè come gratificazione ben motivata e sempre meno come atto gratuito. Il bambino ha bisogno di conoscere limiti e confini della sua libertà e non ha ancora gli strumenti per capirli da solo. Se conoscerà i giusti “no” proprio in questa sua età formativa saranno per lui e per la sua personalità una eredità altamente formativa. Se così non sarà, contro limiti e frustrazioni sbatterà la testa comunque nel corso della vita ma avrà decisamente meno strumenti cognitivi per farvi fronte e reagire in modo maturo e positivo e non sarà tutta colpa sua! Per quanto riguarda le malattie ricorrenti: è lo scotto che si paga per immunizzarsi stabilmente e in modo duraturo negli anni futuri. Non esiste prevenzione attuata al presente per risolvere ora un problema già presente: sarebbe una contraddizione: vitamine ed integratori hanno una loro funzione nel mantenere attivo il sistema immunitario ma sono sostanze ampiamente contenute negli alimenti, soprattutto se freschi sani e biologici e una alimentazione equilibrata, variata e sana unita ad uno stile di vita salutare – sole, movimento, aria aperta – li apporta in quantità sufficiente. Più che allontanare il bambino dalle malattie – a questo pensa il programma vaccinale specifico – bisogna far in modo che il bambino sia in grado di farvi fronte bene, guarendo in fretta e senza complicazioni, possibilmente con le sue risorse e con pochi farmaci e/o antibiotici. La medicina omeopatica, di cui non mi occupo, ha risposte in merito. E’ importante che il bimbo non abbia carenza di ferro, anche occulta e che la sua alimentazione contenga una sufficiente quantità di proteine nobili che costituiscono i mattoni, non solo della sua struttura somatica in crescita, ma dei componenti del suo sistema immunitario. Vitamine sia A che C e, in parte D nonché il complesso B sostengono, stimolano e proteggono le funzioni cellulari nonché l’integrità delle singole cellule, messa alla prova dall’aumentata quantità di radicali liberi che si forma nei processi infiammatori ed infettivi.

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