Albume dell’uovo


Gentilissima dottoressa,
volevo chiedere un informazione.
Il mio piccolo ha fatto 1 anno ieri ma ancora non gli ho inserito nella dieta il bianco dell'uovo.
Come posso insereriglielo? Nella pappa insieme al rosso? E soprattutto è vero che devo darglielo prima del prossimo vaccino perchè altrimenti ci potrebbero essere reazioni?
Grazie in anticipo della risposta.



L'albume dell'uovo si introduce di solito nella dieta dei bambini dopo il compimento del primo anno di età perché le proteine che lo compongono, (principalmente ovalbumina), benché ottime dal punto di vista nutritivo, possono essere altamente allergizzanti, più di quelle del tuorlo. La mucosa intestinale del bambino a un anno, però, è sufficientemente matura e capace di scindere adeguatamente l'ovalbumina nei suoi componenti più semplici e meno allergizzanti (aminoacidi) prima del suo assorbimento nel circolo sanguigno.
Come tutti gli alimenti un po a rischio di allergia, anche il bianco d'uovo si introduce con gradualità: prima una piccola quantità, sodo e sminuzzato poi gradatamente sempre di più fino ad un albume intero. In pratica la prima volta si può preparare la minestrina con il tuorlo cotto dentro come al solito e, a cottura ultimata, aggiungere un cucchiaino di albume sodo sminuzzato (meno della metà di un albume intero).
Dopo almeno tre giorni si ripete, sempre con albume sodo, un po più della metà. La terza volta, sempre a distanza di non meno di tre giorni, si da un albume intero e si comincia a cuocerlo meno, cioè a farlo cuocere assieme al tuorlo nella minestrina. La cottura, in un certo senso, pre-digerisce le proteine e le rende, non tanto più digeribili quanto meno allergizzanti. L'uovo alla coque è la cottura migliore: tuorlo semiliquido e albume ben sodo.
Quanto all'associazione con le vaccinazioni, bisogna fare chiarezza: molti vaccini sono realizzati facendo moltiplicare i virus su un terreno di coltura a base di fibroblasti di pollo, cioè nell'uovo, e, una volta moltiplicati a sufficienza, rendendoli meno virulenti attraverso innumerevoli passaggi sempre su embrioni di pollo. Quindi, teoricamente, potrebbero contenere proteine derivate dall'uovo. I vaccini più a rischio per questo sono quelli contro l'influenza e la febbre gialla, che nei bambini non si usano, almeno non nel nostro paese. Ma poi i vaccini vengono altamente purificati e al momento della somministrazione contengono quantità trascurabili di proteine dell'uovo.
I soggetti che non hanno mai manifestato allergia all'uovo non devono temere reazioni particolari dopo vaccinazione, quantomeno legate alla presenza di minime quantità di proteine dell'uovo (assolutamente trascurabili), sia che abbiano già mangiato solo tuorlo che uovo intero. I bambini che hanno manifestato sintomi riferibili ad allergia alle proteine dell'uovo, ancorché documentata da analisi specifiche e non solo presunta, di tipo lieve, come orticaria o sintomi gastroenterici, possono lostesso essere vaccinati sotto stretto controllo medico e in una struttura attrezzata per fare fronte ad una eventuale benché improbabile reazione avversa (presenza di un medico, di farmaci che contrastano la reazione anafilattica e possibilità di trovare una via venosa e mettere una flebo). I bambini che hanno invece manifestato reazioni allergiche importanti all'uovo possono essere vaccinati con vaccini preparati su cellule umane e non di pollo. Questi vaccini però non si consigliano se non in casi eccezionali perché non molto immunogenici, cioè perché non riescono a stimolare nel bambino una reazione immunitaria soddisfacente e durevole.
Bisogna poi ricordare che possibilità di reazioni allergiche di tipo anafilattico dopo vaccinazione, benché rare, vi possono essere anche indipendentemente dalla presenza o meno di proteine dell'uovo: i vaccini, infatti, contengono alcune sostanze che hanno una funzione stabilizzante, cioè che servono a mantenere attivo il vaccino nel tempo: le due più importanti sono la gelatina di derivazione suina e alcuni antibiotici come la neomicina. La gelatina suina non è però contenuta nei vaccini come MORUPAR e PRIORIX contro morbillo parotite e rosolia, normalmente usati per tali vaccinazioni, e la neomicina non è un antibiotico di uso comune in pediatria,quindi difficilmente un bambino può essersi in precedenza sensibilizzato per avere assunto questo antibiotico.
I bambini tendenti all'asma o al broncospasmo dopo infezioni delle vie respiratorie andranno vaccinati quando stanno perfettamente bene, lontano dai periodo durante i quali si ammalano frequentemente e, ovviamente, sotto controllo medico.
Dopo la vaccinazione, poi, è buona norma rimanere in osservazione nell'ambulatorio o nel consultorio dov'è stato vaccinato per almeno mezz'ora (per esperienza personale consiglio circa un'ora), perché passato tale periodo, eventuali manifestazioni anafilattiche (le uniche che destano alcune preoccupazioni)sono altamente improbabili.
Detto ciò, non vorrei che queste informazioni creassero timori infondati nei riguardi delle vaccinazioni: esse sono attualmente estremamente sicure e producono vantaggi enormi al singolo e alla società. E' bene che tutti i bambini seguano con precisione e diligenza il programma vaccinale consigliato dal proprio medico, dal comune e dalla regione senza infondati timori, e ove sorgessero perplessità, un colloquio approfondito e chiarificatore con il proprio medico potrà dirimere ogni dubbio. Un caro saluto, Daniela

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