Adiuvanti: lo squalene


 

Buongiorno,

è vero che lo squalene contenuto nel vaccino antinfluenzale A è vietato in America e che è lo stesso (solo in quantità superiori) usato durante la guerra del golfo contro l’antrace? So che quest’ultimo vaccino ha causato gravi infiammazioni alle articolazioni oltre che depressione, impotenza ecc.

Mio figlio è stato vaccinato quasi un mese fa e fra poco deve ricevere la seconda dose. È un soggetto asmatico e già dallo scorso anno gli è stato somministrato l’antinfluenzale. Il Pdf me lo ha consigliato, ed io fidandomi di lui glielo fatto fare, ma le paure sono tante in merito.

Ho letto le sue risposte, è chiaro che lei e il nostro Pdf la pensate allo stesso modo (tra l’altro lui è un professionista, ogni visita a mio figlio costa 50,00 euro). Io ho scelto questo dottore fra i migliori della mia zona, e mio figlio non l’ho mai portato da un medico dell’Asl.

Scusi lo sfogo, Angela

A parte il fatto che i medici non si giudicano dalla loro parcella né tantomeno dal luogo dove svolgono la loro professione, ma unicamente dalla loro preparazione medica, professionalità e umanità, eccoti una volta per tutte la storia di questo benedetto, famigerato, squalene, ad uso e consumo di tutte le mamme preoccupate: lo squalene è un olio estratto dal fegato del pescecane che, in minime quantità, anche il nostro organismo è in grado di produrre in quanto è uno dei costituenti delle cellule del nostro sistema nervoso.

L’olio, qualsiasi olio, di oliva, di mais, di semi vari e anche di fegato di pesce, non è per sua natura una sostanza in grado di stimolare una reazione immunitaria da parte delle cellule dell’organismo. Se hai buona memoria saprai che per secoli l’olio di fegato di merluzzo è stato dato a milioni di poveri malcapitati bambini (saporaccio) come ricostituente e che tutt’oggi si continua a prescrivere in quanto presente, anche se ben celato come sapore, in alcuni sciroppi vitaminici prescritti come ricostituenti come, per esempio, Haliborange, nel quale è presente l’olio di fegato di halibut, un pesce simile al merluzzo.

Molti anni fa – i vostri genitori, forse, potranno ricordarlo in quanto si parla di una trentina di anni fa – esisteva in commercio un farmaco di nome Cronassial, che conteneva un estratto di cellule provenienti da animali e che conteneva anche squalene in quanto era composto da estratti cellulari bovini, in particolare di cellule del sistema nervoso, cioè gangliosidi bovini. Questo farmaco era prescritto in caso di neuropatie periferiche, di forti dolori alla schiena, per esempio, dovuti allo schiacciamento di radici nervose in seguito ad ernia del disco o altre patologie.

Era di dubbia efficacia ma soprattutto furono registrati gravi casi di neuropatie, di sindrome di Guillen Barré e anche di encefaliti in seguito alla sua somministrazione tanto che, anche in concomitanza con lo scandalo mucca pazza che vietava l’assunzione di cervello e di frattaglie di bovino, fu ritirato dal commercio e non se ne sentì più parlare.

Però, in questo farmaco, lo squalene era solo uno dei componenti, visto che esistevano estratti cellulari di gangli e di cellule nervose che contenevano tantissime altre sostanze anche proteiche, queste si, sicuramente responsabili di indurre la formazione di anticorpi da parte del soggetto che riceveva il farmaco, anticorpi che andavano, poi, a distruggere proprio le cellule nervose dell’organismo stesso provocando i gravi danni clinici e neurologici che hanno indotto il ritiro del medicinale.

Ma non si deve fare di tutta l’erba un fascio in quanto, come ho detto, lo squalene, che nei vaccini adiuvati antinfluenzali è presente sotto la sigla MF59 non può, per sua natura, essendo, come ho detto, un olio, essere stato responsabile delle gravi reazioni allergiche indotte da quel farmaco.

Se così fosse, tanti altri prodotti contenenti olio di pesce avrebbero dovuto essere banditi dalle farmacie, quando invece, l’EMEA, che è l’ente europeo per il controllo sui farmaci e altri organismi responsabili hanno continuato ad approvarlo anche in seguito, notoriamente come ottimo adiuvante in alcuni vaccini antinfluenzali come il Fluad, per esempio.

Ora, il Fluad è in commercio da più di dieci anni e in tutto questo tempo è stato cambiato varie volte il suo foglietto illustrativo, il famoso bugiardino. All’inizio si raccomandava questo vaccino dai 12 anni in su, ma solo perché era stato messo in commercio prima di una corretta sperimentazione nei bambini dai 12 anni in giù, poi è stata di nuovo limitata la sua prescrizione solo agli anziani che avevano bisogno di adiuvanti nel vaccino antinfluenzale perché altrimenti non riuscivano a produrre anticorpi in quantità sufficiente visto che il sistema immunitario dell’anziano è depresso rispetto all’adulto giovane e anche rispetto al bambino.

Poi si è visto che i vaccini senza adiuvanti, parlo soprattutto degli antinfluenzali, anche nei bambini non riuscivano a stimolare in modo duraturo la produzione di anticorpi specifici e in molti paesi si è tornati a prescrivere vaccini antinfluenzali con adiuvanti anche per i bambini.

Questo ritorno dell’adiuvante nei vaccini dei bambini ha suscitato polemiche perché nel frattempo si era diffusa la psicosi sia della mucca pazza che degli effetti collaterali manifestatisi in seguito ad alcune vaccinazioni.

 A questo punto si sono intensificate le ricerche, soprattutto in Europa e in modo particolare in Finlandia, proprio per capire meglio la situazione e i risultati, ben documentati anche l’anno scorso, e pubblicati sulle più note riviste di pediatria come Pediatric Infectious Desease Journal, hanno chiaramente dimostrato che lo squalene come adiuvante può essere tranquillamente inserito nei vaccini antinfluenzali da somministrare a bambini anche nella fascia di età 6 mesi – 3 anni e ragion di più in quelli più grandi.

Questi risultati rassicuranti sono poi stati divulgati in tutta Europa in una serie di importanti conferenze, sempre quest’anno 2009.

L’America produce un vaccino antinfluenzale privo di adiuvanti (casa farmaceutica Baxter), ma affinché risulti attivo e sufficientemente immunogeno, deve raddoppiare la dose di antigene, cioè di frazioni virali in esso contenute, in quanto altrimenti non sarebbe efficace e non si sa se questo sia un bene per la popolazione infantile o invece non comporti  rischi di altra natura.

Pertanto, secondo questi recenti studi europei, ai bambini anche molto piccoli si possono somministrare vaccini antinfluenzali con adiuvanti e questo vale sia per il vaccino pandemico (Focetria o Pandemrix che sia), sia per il vaccino antinfluenzale classico che, essendo attualmente in commercio da noi anche senza adiuvanti, si preferisce somministrare senza adiuvanti anche sapendo che la produzione anticorpale del soggetto rischia di essere molto bassa e spesso insufficiente.

La psicosi, comunque, si è ormai stabilita e i sospetti, come tarli corrosivi, sono ormai ben radicati nella popolazione. Una paura incontrollata, purtroppo, dilaga e di questa ne sono vittime anche i medici, alcuni perché, magari, non sufficientemente informati, altri perché, forse, in questo clima, non vogliono assumersi responsabilità.

Ma io continuo ad affermare che anche i bambini piccoli possono essere vaccinati con vaccini contenenti questi adiuvanti.

Quest’anno, dovendo procedere a due tipi di vaccinazione antinfluenzale, entrambi con due richiami per i bambini, si continua a preferire il vaccino senza adiuvanti per l’antinfluenzale stagionale e quello con adiuvanti per quella pandemica, unico reperibile nel nostro paese.

Mi auguro, con questa risposta, di avere fatto ulteriore chiarezza sugli adiuvanti: se così non fosse, credo che non saprei cos’altro dire per permettere alle mamme di dormire sonni tranquilli.

Un caro saluto, Daniela

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