Addormentameno al seno, reflusso e rientro al lavoro


Salve Dr.ssa,

il mio Marco soffre dalla nascita di reflusso e ancora assume Limpidex 1 compressa la mattina. Il mio problema è il seguente:t ra una decina di giorni devo tornare al lavoro per 3 ore ogni mattina e lo lascio con una baby sitter che lui conosce già.

Purtroppo a causa dei pianti continui, il piccolo è abituato ad addormentarsi solo attaccato al seno e se ha sonno e io non lo attacco (di solito perché non ci sono) piange disperato con singulti e poi, dopo tanto, si addormenta stremato. Come posso risolvere questo problema?
Lui non si addormenta nemmeno nel passeggino e anche lì se ha sonno comincia ad urlare.
Non capisco però dove finisce il malessere relativo al reflusso che lo porta a consolarsi con il mio seno e dove inizia il vizio.
Come devo agire? Farlo piangere cercando di abituarlo diversamente? Oppure quando ci sono io continuare come sempre ad attaccarlo e riservare alla povera baby sitter "l’agonia" dell’addormentamento?
La ringrazio anticipatamente

Io non sarei così sicura che in tua assenza il bimbo si comporti come quando ci sei in quanto non avendoti vicino e non avendo il seno a disposizione potrebbe rassegnarsi con maggiore facilità. Qualora la situazione fosse difficile da gestire si dovrebbe provare con il ciuccio e facendo uscire il bimbo per distrarsi. Ma certo è che se ti vede o se lo tieni in braccio e non gli offri il seno la sua disperazione sarà senz’altro maggiore che se sarà tenuto in braccio da un estraneo dal quale non cercherà nessun seno. A mio parere quando ci sei devi comportarti come al solito e offrirgli il seno per consolarlo e gratificarlo. Quando non ci sarai il bambino imparerà velocemente a fare la differenza e a non pretendere l’impossibile.

Pianti da reflusso e da capriccio spesso si assomigliano e si intrecciano, ma io non penserei sempre al reflusso in caso di richiesta forsennata di seno, tanto più che il bimbo è sotto terapia che è quasi sempre efficace.

Io ti consiglio di fidarti della baby sitter lasciandolo a lei con serenità senza tormentarti troppo: in questi casi, come ho detto, sono più le volte che la mamma immagina scenari di comportamento apocalittici in sua assenza che poi non si verificano che le volte che tale immaginazione rispecchia la realtà. Però anche il tuo stato d’animo potrà influire sul comportamento del bambino che sarà più sereno se anche tu ti mostrerai tale, invece che dilaniata da rimorsi e sensi di colpa.

Quando state a casa voi due prova ad abituarlo piano piano alla lontananza non accorrendo immediatamente ad ogni richiamo e ad ogni pianto ma rispondendo solo con la voce senza farti vedere se sei in un’altra stanza. Piano piano il bimbo si adatterà, soprattutto se tu gli comparirai davanti sempre sorridente e tranquilla senza mostrarti eccessivamente coinvolta dai suoi pianti disperati.

Un caro saluto, Daniela

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