Abitudine fastidiosa prima della nanna


Gentile dottoressa,

le scrivo per avere un consiglio in merito all’addormentamento della nostra bambina di 7 mesi. Da un mese, poco più, si addormenta solo toccandoci la faccia e in particolare il naso e la bocca, talvolta pizzicando se è più agitata. Per la nanna seguiamo un rituale rilassante, ma a un certo punto, in braccio o nel suo lettino allunga le manine per toccarci il viso.

Vorrei disabituarla e sto cercando di farla affezionare ad un pupazzo mordibo che poi tiene nel lettino, cerco anche di metterlo in mezzo a noi affinché si abitui a toccarlo ma lei si arrabbia e cerca il contatto con la nostra pelle. Per non farla piangere e pensando che avesse più bisogno di coccole e di contatto glielo abbiamo lasciato fare ma è diventata un’abitudine fastidiosa e che non mi piace.. come possiamo disabituarla e renderla più "autonoma"?

Grazie dei consigli che vorrà darci.

Anche se è vero che più è piccolo un bimbo, maggiore è la facilità di condizionarlo a certe abitudini come dormire nel proprio lettino, accettareil cucchiaino e così via, è anche vero che è prematuro, a 7 mesi, sperare nella conquista veloce di una sua autonomia psicologica. Un genitore che si appresta ad affrontare il difficile compito di educare il proprio figlio deve sempre ricordare che per avere il diritto di pretendere ascolto, obbedienza e accettazione delle regole bisogna prima avere la certezza, in coscienza, di avere dato al proprio figlio tutta la vicinanza, l’ascolto, l’amore e l’empatia necessari affinché lui abbia acquisito e accumulato le risorse e soprattutto la sicurezza di essere amato e capito necessari per la graduale conquista della sua autonomia.

La naturale evoluzione psichica del bambino e del rapporto madre bambino vuole che la nascita, cioè la separazione del bimbo dalla madre simbolizzata dal taglio del cordone ombelicale non costituisca e non coincida con la fine della simbiosi totale madre bambino bensì ponga fine soltanto ad una prima fase. Rimane, dopo la nascita, da compiere un secondo periodo gestazionale, lungo più o meno come il primo intrauterino se non di più, durante il quale la separazione del bambino dalla madre si compierà lentamente, con dei tempi che dovranno essere dettati dal bambino stesso più che dalla madre e che saranno paradossalmente tanto più lunghi quanto meno la madre stessa sarà stata capace di accompagnare il bambino in modo naturale ed equilibrato verso la sua autonomia.

Sette mesi non bastano perché un bambino non abbia più necessità di stretto contatto anche fisico con la madre. Tra i sei e gli otto mesi può, si, iniziare un lento e faticoso processo di separazione individuazione, ma si tratta solo di un inizio e per di più foriero di ansie e conflitti molto delicati che la madre deve saper cogliere, accogliere, decifrare e contenere nel modo corretto, anche a costo di sentirsi un po’ vittima del desiderio di possesso e anche di distruzione più o meno velato che il bambino in questo periodo può mostrare.

Ecco quindi, dal sesto mese in poi, bambini che mordono il capezzolo della madre, pizzicano la pelle, tirano i capelli, da una parte come per impossessarsi del loro oggetto di amore anche in modo violento e dall’altra come per distruggerlo. Questo atteggiamento, che tu chiami una abitudine fastidiosa, sarà transitorio e passerà anche senza che tu ti affanni troppo ora a cercare di evitare questa ricerca di contatto.

Cerca di avere pazienza per alcune altre settimane. Nel frattempo fai bene a offrire alla piccola un oggetto transizionale: prima o poi lo prenderà in considerazione e saprà utilizzarlo, ma ora a me sembra piuttosto prematuro. Detto ciò, se l’atteggiamento della tua bimba ti procura un reale fastidio, è bene che tu con lei non faccia finta di essere quello che non sei perché con i propri figli bisogna comportarsi sempre in modo autentico: se un contatto fisico troppo stretto ti disturba, stabilisci tu i limiti e fai in modo che la bimba si addormenti nel suo lettino, sopportando i pianti per alcuni giorni oppure trovando un compromesso tra rigore e concessioni più consono al tuo carattere. Vedrai, comunque, che tra il nono mese e la fine del primo anno di vita il comportamento della piccola sarà cambiato e le sue attenzioni saranno rivolte anche altrove e non solo alla ricerca di carezze e contatto fisico persistente.

Un  caro saluto,
Daniela

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