Abituare il bimbo di nuovo a dormire da solo


Gentile dottoressa,

sono la mamma di Tommaso, uno splendido bambino di 18 mesi.

Nostro figlio non ha mai avuto problemi nell’andare a letto e nel dormire nel suo lettino in cameretta, fino a circa 2 settimane fa… E’ in fase di dentizione, anche di giorno è più noioso del solito, e ha messo circa 6 denti nell’ultimo mese e mezzo. Ha cominciato circa 2 settimane fa a svegliarsi di notte, e per quattro o cinque notti l’abbiamo portato nel lettone… 

Da allora la notte si sveglia e comincia a piangere finché non andiamo da lui; inoltre, se io o il papà stiamo lì di fianco a lui sembra addormentarsi, ma appena lasciamo la stanza ricomincia a piangere disperato. Io credo che abbia iniziato ad abituarsi al fatto che appena piange, noi ci siamo, per cui è un paio di sere che quando piange andiamo da lui, verifichiamo che stia bene ma poi ce ne andiamo, lasciandolo piangere finché non si addormenta (circa 20-25 minuti). Ieri ha fatto così, si è svegliato e poi riaddormentato sia verso mezzanotte che alle 4e30, poi ha dormito fino a stamattina. I miei dubbi sono:

–  Può essere che questa situazione più problematica sia dovuta alla dentizione? Tra l’altro, sia l’altro ieri che stanotte quando si è svegliato alle 4 e 30 aveva anche fatto la cacca.

–  Cosa dobbiamo fare noi genitori? E’ giusto andare a dargli un bacio, ma poi andarsene ed eventualmente lasciarlo piangere? Oppure, come ho letto in molti forum, in questo modo lo abituiamo alla rassegnazione?

–  Pensavo di portarlo a letto un po’ più tardi stasera, Lei pensa che possa servire?

Spero che possa darmi una risposta, oggi mi sento proprio giù.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti,

Elena


Cara Elena,

essendo già il piccolo abituato a dormire nel suo lettino, le abitudini non vanno cambiate e quando si sveglia va lasciato nel suo lettino finché la sola presenza di un genitore che accorre ai suoi richiami facilita il suo riaddormentarsi.

Che siano i denti (i canini sono fastidiosissimi nelle settimane che precedono la loro eruzione), che sia un brutto sogno o un terrore notturno, non mi sembra giusto far finta di nulla quando piange e desidera un genitore a fianco a lui. Se pensi, però, che il fatto di vedere qualcuno sveglio al suo fianco ritardi il momento del suo riaddormentamento, forse una soluzione sarebbe portare il lettino nella stanza dei genitori per poterlo rassicurare appena inizia a piangere, cioè al primo lamento, quando non è ancora del tutto sveglio, con una semplice carezza o qualche parola sussurrata. Dalla tua lettera, infatti, mi sembra di capire che non ha tanto bisogno di essere preso in braccio quanto di sapere che qualcuno è lì con lui: dormire a fianco al lettone sarebbe allora una probabile soluzione-compromesso, migliore di quella di farlo dormire nel lettone stesso. Un’altra soluzione intermedia è quella di allontanarsi dal piccolo dopo un lasso di tempo più lungo, anche se sembra già dormire profondamente: una poltroncina accanto al lettino sarebbe una soluzione e, visto che, lasciato piangere da solo, sembra riaddormentarsi dopo 20-25 minuti, con pazienza, il genitore che si sacrifica e si alza, resterà col bimbo mezz’ora e non solo pochi minuti, tornando a letto quando è sicuro che il bimbo dorme. Se anche questa soluzione "politica" non funzionasse, non resta che l’applicazione del metodo dell’estinzione graduale, con il ritorno in stanza dopo esservi già entrati e successivamente usciti, prima dopo un minuto, poi due o tre minuti, poi 10 minuti e così via… Metodo, a mio avviso, stressante e poco accettato dai genitori, anche se efficace. Anche una lucetta rassicurante tenuta accesa tutta la notte può essere tentata. Ma la soluzione ideale non esiste, o meglio, se esiste è solo nel cuore di mamma o di papà, che sono gli unici a poter decidere come educare il proprio figlio e quale metodo scegliere caso per caso, momento per momento, età per età, stato d’animo per stato d’animo, stanchezza per stanchezza. Detto ciò, io, il banalissimo ciuccio, non lo demonizzerei del tutto: a volte risolve molto più di quanto non crei problemi.

Un caro saluto,

Daniela

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