A tre anni mangia solo latte e biscotti


 

Salve dottoressa,

innanzitutto complimenti per la sua affabilità verso noi mamme… volevo presentarle un problema riguardante la mia bimba di tre anni (li compie il primo ottobre). Fisicamente sta bene, pesa 17 kg per 98 cm alla nascita era di 3,750 kg, l'ho allattata al seno fino a sei mesi poi con lo svezzamento ho introdotto il L.A. fino ad un anno.

Non è mai stata curiosa per il cibo, a parte le pappe non è mai andata oltre ad un po' di pasta e qualche pezzetto di prosciutto. Dopo la nascita della sorellina (aveva due anni) non ha più voluto nulla che non fosse latte (vaccino), il mio problema è quello!

Io sono pienamente consapevole che la colpa è mia perché non mi sono mai impegnata a cambiare questa abitudine, la mia bimba vive di latte e biscotti, non vuole nient'altro e non le interessa nient'altro, neanche cose golose tipo il gelato o la cioccolata. Raramente mangia poca pasta ma non arriva mai a fare un pasto decente. Le ho tolto per un giorno il latte ma non cede e a me poi dispiace lasciarla digiuna.

Tra tre giorni inizia l'asilo ma non ci pranzerà perché io non lavoro e alla mensa non me l'hanno presa.

Come mi devo comportare per insegnare a mia figlia un mangiare corretto?

Scusi la lunghezza della lettera… e grazie.

La tua bimba è cresciuta molto bene però pesa un chiletto di troppo per la sua altezza, almeno in linea di massima, visto che non sono in grado di conoscere la sua costituzione. Pertanto la mia risposta sarà brevissima: devi fare sparire il latte e non concederglielo se non in quantità regolare, cioè attorno ai 250 gr la mattina a colazione e poco più della metà a merenda, sostituibili con uno yogurt, possibilmente intero bianco non dolcificato che dolcificherai tu con un solo cucchiaino di miele e, magari, della frutta.

Gli altri due pasti, tre se si considera lo spuntino di metà mattina, saranno composti dalle solite cose: pasta, carne, verdure, ecc. o comunque la bimba, a questa età, potrà mangiare le stesse cose di voi adulti. Se non le vuole, nessuna concessione e nessuna alternativa che non sia costituita da un alimento equivalente.

Cioè se non vuole la pasta potrà avere il riso o la polenta; se non vuole la carne potrà avere il pesce o i legumi o il prosciutto – ma non tutti i giorni, però e così via. Pranzo e cena possono anche essere concordati preventivamente con lei facendola scegliere tra alcune alternative – non tutti i giorni, ma, diciamo, una volta su tre o quattro – poi, però, quello che ha scelto deve mangiare, altrimenti nessuna tragedia, soltanto digiuno.

La bimba è lievemente in sovrappeso, il digiuno non le procurerà nessun problema e sono certa che se terrai duro non durerà a lungo. Una regressione del suo comportamento con l'arrivo della sorellina è probabile e comprensibile, ma la soluzione del problema è una sola se non vuoi creare dei vizi e soprattutto degli squilibri alimentari, magari, visto che preferisce il latte, con un eccesso di alimenti dolci costituiti dagli immancabili biscotti che si fanno sciogliere dentro.

Supera la preoccupazione di non alimentarla a sufficienza ed entra nell'obiettivo di condurla verso una corretta educazione alimentare, atteggiamento più ragionevole e lungimirante anche se più impegnativo.

Non aspettarti che sia la bimba a trovare questo equilibrio e impara ad assumere nei suoi confronti un atteggiamento diverso da quello degli anni precedenti, magari troppo protettivo e accondiscendente.

Un caro saluto, Daniela

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