A tre anni e tre mesi fa la cacca addosso 2


 

Gentile dottoressa,

mio figlio ha 3 anni e 3 mesi. Ho provato a "spannolinarlo" la scorsa estate, con diverse difficoltà. A settembre doveva iniziare la materna e fortunatamente in extremis ha cominciato a fare la pipì nel vasino. Per la cacca aveva qualche difficoltà, ma la ritenevo una cosa normale.

Dopo una malattia e un rientro traumatico alla materna nel mese di ottobre scorso, ha cominciato a fare la cacca nelle mutandine ogni mattina, con grande sconcerto delle maestre, che ci hanno pregato di trovare una soluzione. Probabilmente il bimbo è stato anche ripreso, tornava a casa dicendo che gli era stato detto che era un bimbo cattivo.

Alla materna ha cominciato a non fare più la cacca, ma semplicemente perché temeva di essere rimproverato e quindi si liberava solo una volta tornato a casa, contribuendo ad aggravare così una stitichezza di cui già soffriva e che gli ha causato anche una piccola ragade anale.

A casa continua ad avvertire quando deve fare pipì, anzi, va anche da solo in bagno! Ma continua a fare la cacca sempre e solo nelle mutandine.

Dapprima avvertiva dello stimolo, ma quando si metteva sul riduttore non riusciva a fare niente. Lo rivestivo, dopo un minuto mi chiamava di nuovo e così via per 4-5 volte, finché non si sporcava.

Adesso la situazione si è aggravata, nel senso che non dice più niente, avverte solo a mutandine sporche. Se mi accorgo che si sta sforzando e gli dico se ha bisogno, nega l’evidenza; non vuole più stare sul riduttore né accetta di rimettere il pannolino. Per la stitichezza prende delle bustine di fibre, ma ormai il problema sembra essere ad altro livello.

Il mio pediatra minimizza, dice che imparerà. Io però ho esaurito ogni risorsa. Rimproverarlo peggiora la situazione. Se però non gli dico niente, ho l’impressione che la prenda come se fosse una sfida (ride e dice che vuole sporcare le mutandine perché è cattivo…).

Una vicina ha avuto lo stesso problema e mi ha detto di aver risolto dicendo che avrebbe rimesso il pannolino. Ho provato anche così, ma inizia a piangere disperato, non vuole il pannolino, ma se non lo mette poi non avverte lo stesso. Ho provato a gratificarlo con premi, ma non attacca. Una psicologa mi ha consigliato di non insistere per non creare ulteriore ansia, di far finta di niente quando si sporca e di proporgli il riduttore a orari fissi, dopo i pasti. Ma lui rifiuta comunque, oppure, le rare volte che accetta, non si scarica mai.

Ho notato che il problema si aggrava in caso di mia assenza, quando ritorno in genere tende a sporcarsi, come a chiedere attenzione.

Gradirei un suo consiglio in merito, non so più come aiutarlo!

Il bimbo è stato "spannolinato", forse troppo presto, ma soprattutto è stato mal gestito al momento dell’acquisizione del controllo delle sue evacuazioni. Non puoi più rimettere il pannolino, ma semplicemente accompagnare questo suo momento critico con molta pazienza e molta comprensione.

Il bimbo, al momento di evacuare volontariamente, cioè al momento di imparare il controllo sfinterico, vive queste funzioni come un regalo che lui fa di qualcosa di suo al mondo e alle persone che si occupano di lui e di cui lui dovrebbe avere fiducia: impara per la prima volta a dare invece di prendere sempre, impara a non comportarsi nei confronti del mondo come se fosse lui il centro dell’universo.

Se, al momento della prima defaillance viene rimproverato e umiliato, nonché colpevolizzato, il rapporto di fiducia tra lui e gli altri e anche in sé stesso si rompe e recuperarlo richiede tempo, pazienza, comprensione e l’acquisizione di una nuova fiducia in sé stesso e negli adulti.

Se pensi che questo problema sia mal gestito all’asilo a causa della presenza di figure adulte poco comprensive, prova a tenerlo a casa, se puoi, fino a che non lo risolve. Nel frattempo cerca, da una parte, di meritare la sua confidenza con l’ascolto, il tempo che vorrai dedicargli, la condivisione di momenti di gioco, ecc. e dall’altra di insegnargli delle abitudini portandolo sul vasino se non ama il wc con riduttore e creando in quei momenti una atmosfera rilassata e non frettolosa circondandolo di alcuni libretti o giochini che lui ama. Dopo un quarto d’ora, venti minuti, quello che è successo è successo, rivestilo e lascialo libero (ovviamente, anche in bagno non si deve sentire costretto ma deve solo capire che vi sono delle buone regole da imparare).

Ad ogni successo lo gratificherai mantenendo una promessa che avrai formulato in precedenza con lui come fosse un patto. Ma tutto ciò senza ansia, senza costrizioni, senza darti dei tempi prestabiliti e soprattutto senza mai colpevolizzarlo o sgridarlo in caso di insuccesso.

A volte, i bambini che richiedono o che hanno bisogno di attenzioni e di maggiore comprensione in certi momenti, cercano di attirare l’attenzione della mamma o del genitore in tutti i modi, persino attirandosi un rimprovero pur di sentirsi, in quel momento, considerati anche se negativamente. Non dovrai, quindi, abboccare a queste provocazioni.

Un caro saluto, Daniela

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