A sedici è difficile farlo mangiare


Carissima dottoressa,

se lei potesse eventualmente indicarmi il medico appropriato le sarei grata.

Il problema: mio figlio ha 16 anni, è alto 1,56 e pesa Kg 48. Da quando è nato è stato difficile farlo mangiare. Lo svezzamento è stato una tragedia, si rifiutava di mangiare tutto quello che era nuovo per lui e qualcosa che aveva iniziato a mangiare (pasta, frutta omogenizzata) col tempo l’ha eliminata. Andava avanti soltanto con latte e carne.

La pediatra mi diceva che comunque cresceva (ma era sempre un curva sotto la media) e di non preoccuparmi che più in là avrebbe mangiato come gli altri. Mio figlio è arrivato a 16 anni e tuttora non mangia pasta, verdure, frutta, latte (da quando gli ho tolto il biberon), legumi.

La sua dieta è composta principalmente di carne, un po’ di pane, poco pesce, prosciutto, pizza, frittate, patine, merendine, patate al forno e alcuni cibi confezionati surgelati (tipo bastoncini, ecc.). Quindici giorni fa è stato male con un attacco di gastrite. Doveva mangiare in bianco, ma cosa?

Abbiamo provato a dargli del latte, della frutta, le lenticchie a purè. La sua reazione è stata come se gli avessero dato del veleno, ha fatto una smorfia di disgusto, gli è venuto il senso di vomito e ha sputato tutto.

Mio marito è preoccupato e ci chiediamo se è possibile che per lui questi alimenti siano così orrendi… In questi giorni abbiamo provato a fargli assaggiare diverse cose nella speranza di trovare almeno una cosa che gli piace, ma tutto inutile. Cosa dobbiamo fare? Esiste un medico che ci può aiutare?

La ringrazio anticipatamente.

 


Il ragazzo non pesa molto, è vero, ma ha anche una statura non troppo alta, anzi, un po’ sotto la norma, a meno che tu non ti sia sbagliata a riportarmela.

Pertanto, risulterebbe che il suo peso, pur non eccessivo, sia addirittura in eccesso rispetto alla sua altezza, valore di cui, forse, mi preoccuperei di più che del peso, a meno che non abbia genitori a loro volta bassini.

Per quanto riguarda il suo atteggiamento nei confronti del cibo: non starci troppo addosso e non viziarlo. Prepara per tutta la famiglia la stessa cosa e se lui non la vuole, pazienza, resterà senza mangiare.

Evita di dargli troppe possibilità di alimentarsi in modo alternativo con schifezze, cibi precotti di cui non sono noti gli ingredienti e di farlo mangiare fuori pasto, stimolalo a fare sport e movimento all’aria aperta, non riempire il frigorifero con troppo latte o carne (che, comunque, ovviamente, è bene che mangi alla sua età) e cibi alternativi.

Per il resto, in fondo, da quanto mi dici, se non mangia pasta, mangia pasta al forno, se non mangia pesce, mangia bastoncini surgelati, se rifiuta il primo, c’è sempre la pizza o altri cereali sotto forma di merendine, quindi, come vedi, mangia lo stesso eccome, anche se male.

Non dare troppo peso ai suoi rifiuti, trattalo come un ragazzo ormai grande che deve imparare a superare il conflitto con la figura e la volontà dei genitori, responsabilizzalo sulle conseguenze di una scorretta alimentazione, cerca di aumentare la sua autostima quando si comporta bene e, ora che è ormai cresciuto, cerca di lavorare sui valori morali e su una corretta condotta di vita, cioè sul suo carattere e la sua maturazione psicologica più che sul mangiare: ricordati che fra due anni sarà maggiorenne e potrà fare le scelte di vita che vorrà.

Preparalo a questo, cioè a fare le scelte giuste e a diventare autonomo da tutti i punti di vista. I suoi gusti alimentari, se di gusti si tratta e non di sterili capricci per esprimere una contrapposizione nei confronti della figura genitoriale, andranno sempre più rispettati e l’insegnamento del giusto modo di vivere passerà sempre di più attraverso altri ragionamenti.

In questo anche il padre deve avere un ruolo incisivo in questo momento di crescita. Comunque, i problemi di educazione alimentare si chiariscono con il nutrizionista, mentre i problemi di rifiuto del cibo o di conflitti irrisolti con la figura materna, con lo psicologo, oltre che con un mix di pazienza, buon senso, comprensione, capacità di ascolto e pugno di ferro, in uno sforzo educativo integrato tra madre e padre.

Un caro saluto,

Daniela

 

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone