A otto mesi non vuole più cenare


 

Gentile dottoressa,

Le scrivo per un problema che mi assilla.

Fabio ha 8 mesi e mezzo, da qualche giorno ha messo il suo primo dentino; fino a pochi giorni fa cenava tranquillamente e mangiava tutto.

Da circa due settimane l’ho dovuto portare all’asilo per ricominciare a lavorare e la prima settimana è andato tutto bene, invece a partire dalla seconda settimana il dramma.

All’ora della pappa, le 19.30 circa, come lo mettiamo nel seggiolone comincia ad urlare e piangere e non ne vuole sapere di mangiare. La cena è quella che ho sempre fatto, cioè 180 gr. di brodo vegetale, pastina e formaggino oppure omogeneizzato di pesce.

Come gli togliamo la cena, invece, rimane tranquillo sul seggiolone e gioca. Nemmeno distraendolo riusciamo a farlo mangiare ed allora gli do il latte e biscotti.

Mi preoccupa perché lo svezzamento fino all’asilo è andato sempre bene, mai un capriccio, ma adesso non so che fare, non credo che posso dargli latte a cena per sempre. Il peso è stabile da due settimane, cioè 8,300 kg per 70 cm, considerando che è nato prematuro alla 36esima settimana con peso di 2,210 kg.

A ciò si aggiunge il fatto che prima dormiva tranquillamente sul suo lettino, ora invece, vuole dormire con noi. Come lo metto sul mio letto si addormenta di botto, ma se lo trasferisco sul suo piange e sbatte i piedi.

Aspetto suoi consigli su come dovrei comportarmi. Grazie

L’inserimento nel nuovo ambiente dell’asilo nido costituisce sempre uno stress per un bambino. La frustrazione di una decisione che non proviene da lui e che ha dovuto subire, il distacco prolungato dalla mamma, le nuove figure di riferimento alle quali si deve abituare possono creare tensioni che il bambino esprime completamente soltanto quando torna ad essere nel suo ambiente familiare al cospetto con le figure di riferimento di cui ha maggior fiducia, cioè la mamma e i suoi genitori.

Bisogna, quindi, accettare con pazienza questo periodo critico perché le sue manifestazioni esteriori come i capricci al momento della cena, il rifiuto di dormire da solo, il bisogno di contatto fisico con la mamma, sono utili e salutari e servono al bambino per mettere in ordine i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo.

Servono alcune altre settimane perché un bimbo si senta a proprio agio anche all’asilo e lo viva non come un ambiente estraneo di cui avere timore ma come una seconda famiglia. A otto mesi il timore e il rifiuto per l’estraneo sono caratteristici e si esprimono al massimo. Vedrai che prima di natale il bimbo si sarà rasserenato e recupererà il suo rapporto normale anche con il momento del pasto.

Non so se lo stai lasciando direttamente anche a pranzo, cioè a tempo pieno all’asilo, ma se così fosse, anche il fatto di essere alimentato da altri potrebbe essere una esperienza alla quale il bimbo deve ancora abituarsi. Trattalo con la dovuta pazienza e chiudi un occhio sul latte e biscotti serale per un po’ se questo serve al rasserenamento del piccolo.

In alternativa, prova a farlo cenare un po’ prima evitando, magari, di dargli la merenda pensando che i nuovi orari imposti dall’asilo e dal tuo rientro al lavoro stanchino il piccolo che arriva a sera, appunto, troppo stanco per avere voglia di cenare in modo tradizionale.

Gratifica il bimbo con la tua vicinanza costante dal momento che lo vai a prendere fino a quando lo metti a letto: coccolalo, gioca molto con lui e tienitelo vicino. Arriverà così all’ora di cena più rilassato e le tensioni accumulate fuori casa avranno avuto il tempo di sciogliersi in parte, così, forse, la cena verrà accettata meglio.

Informati anche su come mangia all’asilo – se mangia all’asilo – e anche su come procedono le educatrici nei suoi confronti e se hanno abbastanza pazienza, ecc.

Un caro saluto, Daniela

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