A otto mesi ancora soffre per addormentarsi


 

Gentile dottoressa,

le scrivo per chiederle aiuto. Mio figlio ha 8 mesi e ancora non riesce ad addormentarsi. Non solo, oppone una forte resistenza al sonno e questo atteggiamento sembra peggiorare invece che migliorare col tempo.

Le stiamo provando tutte, cullarlo in braccio, sul passeggino, cantare, rilassarlo passeggiando, lasciarlo sul suo lettino, ma niente urla disperato finché non riapre gli occhi. Alle volte si addormenta per stanchezza infinita.

Fino a un paio di settimane fa, dormiva non più di mezzora a intervalli di due ore (ha sempre fatto cosi sin da piccolino, mai dormito di più durante il giorno). Fino a 3 mesi la notte dormiva svegliandosi solo una volta, poi è peggiorato, svegliandosi molto frequentemente, chiedendo il seno, o volendo esser cullato.

A 6 mesi ha messo i due incisivi inferiori e per un paio di settimane ha ripreso a dormire, poi ha ricominciato a svegliarsi frequentemente. Comunque in questo momento la cosa che più mi affatica è questa incredibile resistenza al sonno, accentuata nelle ultime 2-3 settimane, e non vuole più nessuno se non me per addormentarlo. Cosa mi consiglia?

Grazie, Iuna

Gli otto mesi sono un periodo molto difficile per i bambini che iniziano a vivere l’angoscia da separazione dal loro oggetto d’amore primario che è la madre: prendono, infatti, coscienza di non essere più un’unica entità, un tutt’uno con la madre, ma un soggetto a se stante, separato e distinto dal resto del mondo e della realtà circostante.

Il bambino prende coscienza dei suoi limiti corporei, di un "fuori", che è un mondo nel quale vive anche la madre e di un "dentro", ben distinto da fuori, quindi, in un certo senso, vuoto; e questo vuoto deve essere riempito altrimenti genera angoscia.

Per riempirlo è necessaria la presenza della mamma, in questo momento, forse, ancor più che in passato, in attesa che il bambino si formi una sua sicurezza interiore fatta di desideri espressi, ben riconosciuti dalla madre e subito da lei appagati e di figure interiorizzate, cioè della rappresentazione interiore della mamma che gli darà sicurezza tutte le volte che dovrà fare un passo avanti verso l’acquisizione delle sue autonomie.

Devi, quindi, avere doppia pazienza e disponibilità verso le sue richieste, ma nello stesso tempo devi iniziare ad abituarlo a piccole regole fondamentali. Sii sempre presente al momento del suo addormentamento, fai in modo che si creino delle abitudini addormentandolo sempre alla stessa ora, sempre con gli stessi riti che lo precedono e sempre nello stesso posto: non solo nello stesso luogo, la stessa stanza, ma nello stesso posto dove poi si sveglierà, cioè cerca di non addormentarlo più in braccio per metterlo poi a letto addormentato.

Se non riesci a farlo dormire nel suo lettino, tienilo ancora nel lettone (non so come ti stai regolando), ma in ogni caso, pur standogli vicino, cerca di fare si che si addormenti proprio dove poi proseguirà il suo sonno.

Puoi anche provare a somministrargli un po’ di Nopron per alcune settimane per facilitare l’induzione del suo sonno, ma questo dipenderà da te e dal consiglio che ti darà il tuo pediatra. A otto mesi si può dare con tranquillità, se necessario. Il problema si attenuerà verso l’anno di vita per poi temporaneamente, forse, ripeggiorare quando il bimbo imparerà a camminare e sperimenterà ulteriormente il distacco da te.

Un caro saluto, Daniela

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