A 20 giorni dorme solo in braccio (paura Sids)


Gentile dottoressa,
seguo la sua rubrica su noimamme.it e trovo le sue risposte sempre equilibrate e complete.
Il mio problema è il seguente: ho un bimbo di 21 gg che di giorno, a fatica (sempre piccoli lamenti e qualche pianterello) dorme nella carrozzina fra una poppata e l’altra, ma di notte non ne vuole sapere di stare nella sua culla (che è sistemata nella nostra stanza), ma dorme solo in braccio a me (non appoggiato nel lettone, proprio in braccio a me, in posizione prona sul mio torace, sostanzialmente).
Chiaramente la cosa, anche se piacevolissima, mi riempie di preoccupazioni, non certo per l’aspetto del "vizio" (mi dicono tutti che a quest’età parlare di vizio è un errore) quanto quello della sicurezza del bambino.
Ho installato una sponda per evitare che possa cadermi, ma cosa mi dice per quanto riguarda il rischio SIDS? È vero che io dormo per modo di dire, perché avendolo addosso lo sento respirare, ma crede che sia una posizione pericolosa? Se sì, come posso fare ad abituarlo a tornare nella sua culla?
Non mi dica, la prego, di farlo piangere per ore (tipo metodo Estivill che non condivido affatto).
Ci sono metodi più "soft"? Non è forse ancora troppo piccolo?
La ringrazio per l’attenzione, sono davvero molto in pena…
Cordiali saluti,
Sarah Melini

Cara Sarah,
innanzitutto ti consiglio di farlo dormire nella carrozzina anche di notte, visto che sembra accettarla benino di giorno: sistemerai la carrozzina accanto al tuo letto e ai suoi primi lamenti potrai provare a cullarlo un po’ prima di prenderlo in braccio.
Comunque, il bisogno di vicinanza fisica è più che normale e non ci sarebbe nulla di male a tenerselo vicino anche di notte, nella posizione che il bimbo gradisce di più, anche se è quella prona.
Per quanto riguarda il rischio di SIDS, il problema è complesso: lo stretto contatto con la madre, il percepire il suo calore, il suo respiro e i suoi battiti cardiaci favoriscono sicuramente la serenità del piccolo e l’equilibrio di tutte le sue funzioni vitali, tra cui anche la regolarità della sua respirazione.
I veri motivi della morte improvvisa in culla dei lattanti non sono ancora stati scoperti e se, attualmente, è stata bandita la posizione prona, lo si è fatto perché è stata statisticamente messa in rapporto con il tragico evento, nel senso che per la stragrande maggioranza i bambini ritrovati morti nel loro lettino erano stati messi a dormire in posizione prona poche ore prima ed erano rimasti, ovviamente, in quella posizione che, nei primi mesi, non possono modificare da soli.
Ma chissà che non influiscano anche altri fattori molto meno ponderabili come, per esempio, le modalità di alimentazione, la temperatura, il senso di isolamento o solitudine che più o meno inconsciamente può provare un neonato che fino a poco tempo prima aveva conosciuto solo la condizione di simbiosi totale con la madre? Che io sappia, nessun episodio di SIDS è avvenuto tra le braccia della mamma – tra l’altro non si chiamerebbe, anche se in modo non scientifico, morte in culla.
A questo proposito, dopo un trentennio di lavoro in neonatologia, posso dire con estrema sicurezza che, quando si desidera controllare con cura tutti i parametri vitali di un neonato appena nato, oltre alla visita generale e ai prelievi di routine, si applica per alcune ore dopo il parto un apparecchio che controlla la saturazione di ossigeno, la frequenza respiratoria e quella cardiaca con le loro relative variazioni, dopo di che si riconsegna il neonato alla madre.
Ebbene, anche quando tutti gli altri parametri vitali risultano nella norma, la frequenza cardiaca presenta spesso delle anomalie: un rallentamento anomalo dei battiti o una eccessiva accelerazione oppure delle aritmie.
Noi sappiamo che, entro certi limiti, sono variazioni parafisiologiche dovute all’adattamento del neonato alla vita extrauterina, però a volte tali anomalie tendono a persistere, tanto da suggerire al medico di approfondire gli accertamenti per prudenza con elettrocardiogramma, prelievi vari, ecc.
I giovani medici, in queste procedure ben codificate da espliciti protocolli, sono bravissimi e diligentissimi, ma io che ero un po’ più vecchiotta e non ero cresciuta professionalmente in mezzo a tanta tecnologia, non facevo altro che chiamare la mamma in reparto e farla stare con il suo bimbo in braccio seduta su una poltroncina per almeno un’oretta senza staccare i vari monitor applicati al bambino: ebbene, non esagero, nell’80% e più dei bambini tenuti in braccio, tutti i parametri vitali si normalizzavano nel giro di una mezz’oretta, per poi tornare, a volte, a fare i ballerini, appena la mamma tornava nella sua stanza (non avevamo apparecchi portatili).
Allora, non penso proprio che tu possa temere la posizione prona del tuo piccolo quando lo tieni vicino al cuore (nelle culture dove non esiste la separazione del bambino dalla madre per lunghi anni dopo la nascita e dove i bambini dormono in promiscuità con tutta la famiglia in un unico enorme letto che si smonta di giorno, la morte in culla è un’evenienza sconosciuta).
Però riconosco che per te, a lungo andare, è scomodo e non ti permette di riposare bene, anche al di là della preoccupazione per la SIDS: quindi, siccome sei solo ai primi giorni e il bimbo avrà bisogno di te per molti e molti anni ancora, ti consiglio di iniziare sin d’ora a costruire le tue regole in base alla tua sensibilità, alla tua resistenza personale e alle esigenze del bambino.
Non fare mancare il contatto con te durante il giorno, fagli fare "il pieno" di mamma fino alla sera, poi mettilo pure nella carrozzina (pazienza se la culla, forse, si rivelerà poco utile). Controlla che non abbia freddo quando lo lasci in carrozzina (il nasino deve essere della stessa temperatura del resto del corpo e le mani fresche o appena tiepide), mettilo prono, se il bambino si addormenta più facilmente, per qualche minuto o una mezz’oretta dopo averlo allattato; poi, prima di lasciarlo dormire tranquillamente e di rilassarti, lo riporterai in posizione supina cercando di non svegliarlo per il resto del tempo.
Messo nella carrozzina, se si dovesse svegliare, potrai cullarlo o passeggiarlo per un po’ per cercare di farlo riaddormentare senza prenderlo subito in braccio: se sarà impresa facile, il bimbo, vedrai, si abituerà presto a dormire da solo, se sarà problematico, deciderai tu se continuare a farlo dormire nel lettone.
Però considera sempre anche la tua stanchezza: non puoi annullarti del tutto per il bimbo a soli 20 giorni dal parto!
Un caro saluto,
Daniela

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