Pianetadonna

  • Fate la nanna... con la mamma

     

    Image

     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Cordone ombelicale: per una scelta consapevole PDF Stampa E-mail
Dal concepimento alla nascita - Gravidanza
Scritto da Cosetta Matteoni   
Indice
Cordone ombelicale: per una scelta consapevole
Pagina 2
Tutte le pagine
_20070123_cordone_ombelicale_embrione-784001.jpgCos’è il cordone ombelicale
Il cordone ombelicale, o funicolo, è una struttura anatomica che mette in comunicazione la placenta e l’embrione. E' costituito normalmente da due arterie, che trasportano il sangue ossigenato dalla placenta all’embrione, e da una vena, che trasporta il sangue non ossigenato alla placenta. Dopo la nascita viene reciso a circa 10 cm dal piano cutaneo del neonato, per poi seccarsi e cadere dopo alcuni giorni.
Le cellule staminali cordonali
Le cellule staminali si differenziano dalle altre in quanto non ancora differenziate, quindi non specializzate per compiere una particolare funzione all’interno dell’organismo. Hanno la capacità di riprodursi in modo illimitato, originando altre cellule staminali e precursori delle cellule specializzate dei vari tessuti ed organi.
Esistono cellule staminali totipotenti, che possono dar origine a qualsiasi tipo di cellula dell’organismo, multipotenti, che possono differenziarsi in alcuni tipi di cellula (ma non in tutti) e unipotenti, da cui origina un unico tipo cellulare.
Al momento, le maggiori potenzialità sono attribuite alle cellule staminali embrionali, presenti nella parte interna dell’embrione prima del suo impianto in utero. 
Le cellule staminali adulte sono quelle deputate al mantenimento dei tessuti e all’eventuale rigenerazione. Risultano avere maggiori potenzialità di quelle attribuite loro in passato (si pensava fossero in grado di differenziarsi in un solo tipo di tessuto, quello da cui vengono prelevate), ma la loro applicazione incontra ancora parecchi limiti. Il principale utilizzo, attualmente, riguarda le cellule prelevate dal midollo osseo, in caso di malattie del sangue.
Le cellule staminali fetali, infine, sono ricavate dagli aborti. Ad esse vengono attribuite potenzialità intermedie fra le embrionali e le adulte.
Nel 1974 si è scoperto che il sangue placentare contiene cellule staminali ematopoietiche, in grado cioè di differenziarsi in cellule del sangue (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine). Queste cellule rappresentano un valido aiuto nel caso di malattie ematologiche, come le anemie, le leucemie, i linfomi e alcune malattie del sistema immunitario. Non è ancora chiaro se le loro potenzialità siano limitate a questo ambito, infatti sono in corso numerosi studi sulle possibilità delle cellule staminali cordonali di rigenerare di altri tipi di tessuto, prevalentemente tessuto cardiaco e nervoso, ma l’applicazione pratica necessita ancora di anni di ricerca e costosi esperimenti.

Donazione eterologa
L’unico tipo di donazione attualmente possibile in Italia è quella eterologa, ovvero il sangue placentare viene conservato in strutture pubbliche ed è a disposizione di chiunque possa averne bisogno per un trapianto.
L’incidenza delle leucemie nel mondo è in costante aumento e l’Italia, tra l’altro, vanta il primo posto nell’incidenza della malattia (10-12 nuovi casi all’anno ogni 100000 abitanti). 
Nel sito dell’ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) vengono riportate cifre interessanti, che testimoniano quanto sia importante che le donazioni siano numerose: solo il 25% degli ammalati ha la possibilità di reperire un donatore compatibile in ambito familiare. Del restante 75%, solo il 35% riesce a reperire un donatore compatibile nei Registri Internazionali di midollo osseo. Circa la metà degli ammalati, di conseguenza, oltre a tutti coloro che non possono aspettare i tempi necessari per la donazione del midollo (circa sei mesi), possono continuare a sperare grazie alle donazioni di sangue da cordone ombelicale.
L’unico limite riguarda la quantità di sangue raccolto, che di solito è sufficiente solo per pazienti pediatrici (sotto i 50 Kg). Probabilmente sarà possibile, comunque, coltivare le cellule staminali in laboratorio, per aumentarne il numero prima del trapianto. L’altra possibilità è trapiantare due sacche allo stesso paziente.
I vantaggi del sangue placentare, rispetto al midollo osseo, sono notevoli: la maggiore rapidità nell’ottenere il campione per il trapianto, che è immediatamente disponibile, la possibilità di attenersi a una meno rigorosa compatibilità (minori possibilità di rigetto), minore rischio di trasmissione di infezioni virali.

Dove è possibile donare il cordone ombelicale

Attualmente le banche autorizzate ad effettuare la raccolta sul territorio nazionale sono 17, collegate a 206 ospedali abilitati al prelievo. Qui potete consultare l’elenco completo dei centri di raccolta e qui l’elenco delle banche.
Purtroppo alcuni ospedali non permettono la donazione del cordone ombelicale per i costi relativi al trasporto. Anche negli ospedali abilitati, spesso la raccolta non avviene nelle ore notturne e nei giorni festivi, per la mancanza di personale e per l’impossibilità di trasportare il cordone entro i tempi richiesti.
Non tutte le donazioni, inoltre, vanno a buon fine: la quantità di sangue può non essere sufficiente oppure possono avvengono contaminazioni, nella fase di raccolta, che rendono il campione inadeguato.


 

Cerca nel sito

Around NoiMamme

150X80

Newsletter

Cancellati
Iscriviti

NoiMamme




buy cigarettes online buy cigarettes online cheap buy cigarettes online usa