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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Gruppi di Acquisto Solidale PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Lavinia Fabrello   
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Gruppi di Acquisto Solidale
Pagina 2
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GAS.jpgI GAS sono una realtà italiana relativamente recente (il primo nacque nel 1994) e la definizione più generica che li accomuna è: "gruppo d'acquisto formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all'ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro".

Ogni GAS ha caratteristiche peculiari sia come organizzazione, sia come principi ispiratori, sia per la tipologia di prodotti e di fornitori a cui si rivolge.
 

Un GAS può avere come principio guida predominante:

  • il risparmio economico (in tal caso farà acquisti principalmente ai mercati generali e agli spacci aziendali);
  • la valorizzazione del territorio e la riduzione del trasporto su ruote di merci (quindi orienterà il proprio interesse fra i produttori locali);
  • il sostegno di iniziative socialmente utili (mercato equo e solidale, sostegno di comunità di recupero di tossicodipendenti o carcerati).
 

In genere l’indirizzo predominante è deciso all’interno dei componenti del GAS stesso, di comune accordo, e spesso è un giusto equilibrio tra i tre aspetti sopra citati.

Un risvolto positivo, che non avevo considerato prima di entrare a far parte di un GAS, è che spesso i GAS si prefiggono di creare un sentimento consapevole nella fase di scelta dei prodotti.

Ognuno dei membri (famiglie) del mio GAS si è specializzato in un settore (cereali, vino, olio, caffè, carni, formaggi) per il quale valuta l'offerta di nuovi fornitori, analizzando il rapporto qualità/prezzo, prediligendo il prodotto biologico, la vicinanza geografica, il sostegno di piccoli produttori meritevoli per le loro iniziative.
Il rapporto che si instaura con il fornitore è quindi spesso diretto, c'è la possibilità di conoscere tutti gli aspetti produttivi, storici, caratteristici della filiera del prodotto che si acquista e spesso i GAS stessi organizzano serate a tema in cui produttori locali illustrano questi aspetti al pubblico interessato.

Non essendoci i controlli della grande distribuzione a garantire la qualità dei prodotti, si presta molta attenzione alla tracciabilità, chiedendo ai produttori la certificazione dei passaggi di filiera e la presenza di eventuali certificazioni ufficiali (come ad esempio la garanzia di un prodotto biologico, o DOP, o 100% italiano). Anche  i certificati di analisi di laboratorio sono richiesti, ove possibile.
Spesso viene illustrato dal produttore stesso il ciclo produttivo e quali sono le peculiarità di bontà del prodotto.
Non ci si affida comunque solamente alle proprietà organolettiche del prodotto.



 

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