| Le malattie infettive in età pediatrica - Pagina 9 |
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| Cucciolandia - Dispense di pediatria | |||||||||||||||
| Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra | |||||||||||||||
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Influenza: l'influenza è una malattia respiratoria acuta virale ben conosciuta da tutti, caratterizzata da febbre alta e infiammazione acuta delle prime vie respiratorie. Di solito si verifica d'inverno in forma epidemica e colpisce più membri di una stessa famiglia o di una comunità. Può diffondersi in pandemie e dare complicanze anche molto gravi. I virus responsabili sono dei myxovirus dei quali si conoscono tre tipi antigenici. Le epidemie influenzali si presentano ogni anno durante la stagione fredda, di solito con tre picchi a dicembre-gennaio, febbraio e marzo-aprile. I virus presentano ogni anno modificazioni del loro corredo antigenico cosicché l'immunità che segue la malattia non è permanente ma dura pochi mesi (9-10): chi desidera immunizzarsi contro l'influenza deve quindi ripetere il vaccino ogni anno. Dei virus dell'influenza si conoscono sostanzialmente tre tipi antigenici A, B e C. Ogni due o tre anni vi sono delle epidemie di influenza A in occasione delle modificazioni antigeniche lievi (drift), mentre ogni 10-15 anni si verificano pandemie più gravi dovute a modificazioni antigeniche più sostanziali (shift). Questo significa che chi si ammala di influenza può contare sul fatto che per almeno tre anni gli anticorpi che ha prodotto saranno sufficientemente protettivi nei confronti dell'influenza degli anni successivi, mentre, in seguito, le variazioni antigeniche dei virus non assicureranno più la sua immunità dal contagio. Dopo il contagio, l'incubazione è breve: 2-3 giorni. I primi sintomi sono febbre con brivido, tosse, cefalea, profonda prostrazione, dolori muscolari e congestione nasale. Caratteristici sono i dolori al bulbo oculare soprattutto nei movimenti di lateralità dell'occhio e la fotofobia. Vi è notevole arrossamento del faringe, lacrimazione e scolo di muco limpido abbondante dal naso. Dopo 2 o 3 giorni la febbre e la sintomatologia iniziali scompaiono ma rimane per molti giorni un senso di grande spossatezza. Nei bambini piccoli vi è spesso vomito e, nel 15% dei casi, diarrea. Forme gravi di influenza si verificano ogni 10 anni circa, in occasione di una importante variazione antigenica dei virus, mentre complicazioni batteriche di una influenza inizialmente non grave sono sempre possibili e si devono sospettare quando la febbre persiste oltre il 5° giorno e quando vi sono sintomi di bronchite e broncopolmonite. In questi casi, di solito, i germi responsabili sono pneumococchi, streptococchi e haemophilus nei bambini più piccoli e pneumococchi nei più grandi e negli anziani. Attualmente è praticata la vaccinazione antinfluenzale con vaccini ricombinati split a sub-unità virali che comprendono i vari ceppi antigenici dei principali virus influenzali. Tale vaccinazione è altamente consigliata soprattutto nei bambini portatori di patologie croniche sia polmonari (asma bronchiale, fibrosi cistica, ecc.), sia extrapolmonari (cardiopatie, malattie renali, diabete, malattie oncologiche, malattie neurologiche che interessano i muscoli respiratori, ecc.), nonché a bambini in procinto di subire un intervento chirurgico o in terapia prolungata con acido acetilsalicilico. Si discute sulla necessità di estendere la vaccinazione a tutti i bambini in buona salute e in condizioni igienico-sanitarie e di nutrizione buone come normalmente sono i nostri bambini. I motivi che spingono in questa direzione sono la considerazione che i bambini, appunto, ammalandosi di solito due settimane prima degli adulti dal momento dell'arrivo dei virus, sono i primi e maggiori responsabili della diffusione dell'influenza nei mesi di epidemia sia tra i bambini che tra gli adulti e, non ultimo, il forte allarmismo creato dai mass-media in occasione dell'influenza aviaria, alla quale sarebbero maggiormente a rischio i soggetti affetti da influenza. Non essendoci ancora un vaccino contro l'influenza aviaria, si tenterebbe di arginarla evitando epidemie di influenza umana. Al di là di queste motivazioni, un bambino in buona salute, in buono stato di nutrizione e vivente in ambiente igienicamente idoneo, non ha particolari motivi di temere la malattia influenzale. Il vaccino antinfluenzale si può praticare dopo il sesto mese di vita utilizzando mezza dose fino al terzo anno e una dose intera nelle altre età.
Gastroenterite da rotavirus: si tratta di una infezione virale diffusa in tutto il mondo che, alle nostre latitudini, ha picchi stagionali nei mesi invernali. E' una delle più frequenti cause di gastroenterite nei lattanti e nei bambini in età prescolare e colpisce soprattutto lattanti e bambini sotto i due anni che frequentano le comunità. Esistono vari ceppi di rotavirus patogeni per l'uomo, ma il più importante in assoluto è il ceppo A seguito dal B e dal C. L'immunità lasciata dalla prima infezione non è sufficiente per prevenire altre infezioni successive anche se esse saranno più lievi. Nei nostri paesi non ha esiti letali come nel terzo mondo ma si tratta comunque di una patologia impegnativa e seria per la quale a rischio sono soprattutto lattanti, anziani e soggetti immunocompromessi. Si trasmette per via oro-fecale, cioè per ingestione di acqua o cibi contaminati o manipolati con mani contaminate o per contatto con superfici contaminate e non sufficientemente sanificate. Negli asili nido si trasmette attraverso le mani del personale che cambia i bambini, non lavate o insufficientemente lavate tra un cambio di pannolino e l'altro, o per contatto con un fasciatolo non sanificato dopo ogni cambio di pannolino, così come, nelle mense, può trasmettersi attraverso la manipolazione di cibi che non richiedono cottura come frutta, insalata, formaggi, con mani contaminate e non lavate. L'incubazione è brevissima, 2 giorni, e la malattia inizia con febbre, vomito e diarrea acquosa profusa molto abbondante con scariche frequenti e ravvicinate. La diarrea dura alcuni giorni, fino ad una settimana e provoca spesso intensa disidratazione e squilibri elettrolitici. La diagnosi è clinica ed epidemiologica ma si basa anche sulla ricerca degli antigeni specifici del virus sul materiale fecale. Non esistono cure specifiche se non una pronta reidratazione con restituzione dei sali minerali persi con le scariche diarroiche. I segni di disidratazione sono sete intensa, mucose secche, cute secca sollevabile in pliche fini e poco elastiche, sonnolenza e notevole riduzione della diuresi. Attualmente esiste un vaccino specifico antirotavirus che si può somministrare per bocca ai lattanti a partire dalla 6° settimana di vita con richiamo dopo un mese. Il ciclo di due dosi a distanza di un mese l'una dall'altra deve essere completato entro i primi sei mesi di vita e può essere associato alle altre vaccinazioni di routine. Dopo una gastroenterite da rotavirus non è raro riscontrare disturbi gastrointestinali come intolleranza al lattosio (di solito transitoria) e intolleranza alle proteine del latte vaccino e al glutine, a causa dei gravi danni provocati dal virus sulla mucosa dell'intestino tenue. E' importante quindi pensare di vaccinare i lattanti soprattutto se si intende inserirli in comunità prima del compimento del secondo anno di vita.
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