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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Le malattie infettive in età pediatrica PDF Stampa E-mail
Cucciolandia - Dispense di pediatria
Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra   
Indice
Le malattie infettive in età pediatrica
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L' articolo vuol essere, pur nella sua lunghezza, una breve carrellata riassuntiva sulle più importanti malattie infettive dell'età pediatrica: non chiede di essere letto per intero tutto in una volta e non si vuole nemmeno completo, ma può risultare utile come oggetto di veloce consultazione quando si ha necessità di fare una diagnosi differenziale o quando si ha un dubbio in materia di malattie infettive che riguardano i bambini senza dover ricorrere alla consultazione di più voci separate sia in trattati o enciclopedie, sia in rete.

Malattie esantematiche



Morbillo: malattia virale diffusissima fino ad alcuni decenni fa, ora è molto più rara nel nostro paese, grazie alla vaccinazione di massa che si inizia nel secondo anno di vita. E' dovuta ad un virus (morbillivirus) ed è molto contagiosa soprattutto nei primi due anni di vita. Ha un'incubazione di una o due settimane, in media 12 giorni, e inizia a manifestarsi con tosse secca insistente, naso che cola con muco fluido trasparente, congiuntivite e febbre che aumenta giorno dopo giorno. Nel giro di due o tre giorni compaiono all'interno delle guance, all'altezza dei primi molari, alcune macchioline puntiformi dette macchie di Koplik che permettono una diagnosi precoce prima dell'inizio dell'eruzione cutanea. Dopo uno o due giorni compare l'esantema sulla pelle mentre la febbre si mantiene alta. L'esantema è costituito da macchie inizialmente piccole color rosso vivo dapprima dietro le orecchie, poi sul viso, sul collo, sul torace e su tutto il corpo, macchie che possono confluire tra loro formando chiazze più estese. L'esantema dura al massimo una settimana, a volte meno, e scompare lasciando a volte una lieve desquamazione. Contemporaneamente all'eruzione esantematica persistono  febbre anche elevata, tosse sempre più catarrale, congiuntivite e spesso possono comparire otite, laringite, polmonite, diarrea e encefalite. Broncopolmonite ed encefalite sono le complicazioni più temute benché rare in un bambino sano e ben nutrito.

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa e il bambino affetto trasmette il virus attraverso le vie aeree da pochi giorni prima dei primi sintomi della malattia fino a 5 giorni dopo la comparsa dell'esantema.

E' rarissimo che venga contratta la malattia prima dei 6-9 mesi di vita.

Attualmente esiste un vaccino preparato con virus vivi attenuati che si somministra associato a quello per la parotite e la rosolia al 12°-15° mese con un richiamo al 6°-7° anno. E' in preparazione un vaccino tetravalente che comprende anche la  varicella. Come tutti i vaccini preparati con virus attenuati ma non inattivati o uccisi, dopo alcuni giorni dall'inoculazione, in media 5-10, può scatenare sintomi, di solito lievi, riferibili ad una o tutte tre le malattie per le quali si intende immunizzare il bambino, cioè tosse, febbricola, lieve rash cutaneo morbilliforme e ingrossamento delle parotidi. Il vaccino non va somministrato a bambini con deficit immunitari e per bambini fortemente allergici alle proteine dell'uovo esistono vaccini non preparati su embrioni di pollo che comunque hanno un basso potere immunogenico e sono quindi leggermente meno efficaci (Triviraten). Non esistono terapie  per il morbillo e si possono prescrivere solo sintomatici e/o antibiotici se vi sono evidenze di complicazioni batteriche della malattia.

 

Rosolia: è una malattia virale dovuta ad un rubivirus, anch'essa molto più rara di un tempo grazie all'avvento della vaccinazione di massa. Dopo una incubazione di 2-3 settimane esordisce con malessere generale di modesta entità, dolori vaghi e diffusi simili a quelli influenzali, lieve mal di gola nonostante il notevole arrossamento del faringe, congiuntivite, febbricola e soprattutto un evidente ingrossamento dei linfonodi nucali e anche laterocervicali che possono essere dolenti al tatto. Dopo pochi giorni dall'inizio dei primi sintomi compare una eruzione cutanea simile ma meno intensa di quella del morbillo composta da piccole macchie rosa molto vicine le une alle altre, leggermente rilevate tanto da rendere la pelle appena  ruvida al tatto. L'esantema è preceduto da macchioline simili sul palato (enantema), si diffonde sul viso ma soprattutto sul tronco e sugli arti cominciando dall'alto, dietro le orecchie, e dura circa 3-4 giorni mentre la febbre diminuisce fino a scomparire in seconda giornata di eruzione. Il soggetto affetto da rosolia è contagioso da una settimana prima dell'esantema fino a 4-5 giorni dopo, cioè spesso anche  quando l'esantema è già scomparso. Anche per la rosolia è ormai diffusa la vaccinazione di massa nell'ottica di azzerare il rischio di contrarla per le donne gravide visto che la malattia è quasi esclusivamente rischiosa per le gravi malformazioni fetali che può indurre se contratta nei primi mesi di gravidanza piuttosto che per i rischi della malattia in se stessa. I rischi della malattia, infatti, sono rarissimi e la complicazione che preoccupa di più è l'encefalite, come per il morbillo. La malattia, comunque, è pericolosa anche perché negli adulti decorre spesso in forma asintomatica cosicché non è possibile prendere precauzioni riguardanti il contagio.

I rischi per la donna gravida sono: nelle primissime settimane di gestazione, aborto spontaneo o morte intrauterina del feto; al termine del periodo embrionario, difetti di vista importanti fino alla completa cecità, sordità, malformazioni cardiache e ritardo mentale del feto. Superata la 12° settimana di gestazione e fino alla 28° settimana la placenta diventa più selettiva e protettiva e il rischio di rosolia congenita si riduce. Un contagio verso fine gravidanza però rende altissimo il rischio di rosolia congenita con feto che manifesta la malattia alla nascita in forma violenta ma soprattutto estremamente contagiosa per moltissimo tempo. Si calcola che un neonato con rosolia congenita diffonda alte cariche virali per mesi, addirittura per un anno e per di più molto virulente e contagiose. Questi i motivi dell'attentissimo monitoraggio della malattia attuato prima e durante la gravidanza e dell'obbligo di vaccinare anche i maschi per i quali la malattia non pone preoccupazione alcuna.

 


 

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