| Le cure termali per i bimbi |
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| Cucciolandia - Dispense di pediatria | ||||
| Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra | ||||
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I giovani sembrano però attualmente riscoprirle e essere così in contro-tendenza, ma le nuove mode imposte dalla fiorente imprenditoria dei centri benessere e delle Spa portano ad identificare il soggiorno in una località termale con l’idea di relax e benessere associato ad una “remise en forme” molto incentrata sulle cure estetiche, anche se etichettate come “approccio olistico alla persona”, con un occhio al corpo, cioè, e l’altro alla mente. Le promesse, di solito, sono sufficientemente mantenute, ma spesso è il portafoglio a protestare, oppure chi, avendo obblighi famigliari e figli piccoli a cui badare, vorrebbe si, concedersi, per una volta, il privilegio di farsi coccolare, visto che per mesi o anni non ha fatto altro che coccolare, ma non sa come conciliare questo desiderio con le necessità pressanti del menage famigliare. A queste considerazioni si associa il frequente scetticismo dei medici stessi nei confronti della reale efficacia delle cure termali rispetto agli strumenti terapeutici ben più potenti forniti dalla medicina allopatica moderna e l’ancor più frequente riluttanza del datore di lavoro a concedere giorni di permesso per usufruire di cure termali tendendo a etichettare il lavoratore che le richiede come lavativo, uno che le prova tutte, appunto, pur di non andare al lavoro. Attualmente, però, la scienza viene in aiuto alla ricerca con nuove tecnologie che permettono di studiare in modo più approfondito le modificazioni apportate nei vari organi ed apparati sottoposti alle cure delle acque o dei fanghi termali e riscontri scientifici precisi ed interessanti stanno finalmente emergendo. Certo, le cure termali non si sostituiscono a quelle tradizionali, ma quando ben scelte e ben condotte, possono affiancarsi ai farmaci e spesso permettono una riduzione del bisogno del farmaco stesso. Per decidere di sottoporsi a cure termali bisogna inoltre che alcuni criteri di ordine generale siano soddisfatti: per es. bisogna valutarne l’opportunità con il proprio medico perché il “fai da te” non esiste in questo campo, può essere dannoso. Bisogna, inoltre, che la patologia che si intende curare sia accertata con diagnosi precisa e, quanto possibile, precoce (le cure termali si addicono a patologie croniche o recidivanti solo di un certo tipo e sono soggette a specifiche controindicazioni); bisogna conoscere la reattività individuale di ognuno; bisogna che chi vi si sottopone lo faccia per il tempo ed i cicli necessari, in una struttura accreditata e con possibilità di controllo nel tempo dei risultati ottenuti; bisogna, ovviamente, che il paziente stesso sia favorevole e contento di trascorrere un certo periodo – di solito non inferiore alle due settimane e spesso ripetuto nel tempo – proprio in quel luogo, con quel clima, quell’atmosfera, quel tipo di accoglienza ecc. Le cure termali non sono una medicina da ingerire in una frazione di secondo con un sorso d’acqua e via! D’altra parte il nuovo concetto di salute non è più considerato solo assenza di patologia ma un particolare stato di benessere sia fisico che mentale e attualmente anche sociale. Ma se tutte le giuste condizioni sono rispettate e vi è desiderio di fare questa esperienza, perché non provare? Tralasciando tutte le patologie degli adulti che possono beneficiare di cure idroponiche, vorrei soffermarmi sulle patologie pediatriche.
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